In una popolazione di duecento milioni di persone, la più sporca ventina, i più negati nel gioco del pallone, li ha scovati Scolari: compito non facile, impresa irripetibile, se fosse andato a caso, per campetti in cemento, come Oronzo Canà, faceva più bella figura. E adesso, nella considerazione di duecento milioni di connazionali, che lo chiamano affettuosamente “Felipao vecchio stronzo”, è secondo solo alla presidenta (come direbbe la Boldrini) compagna Dilma Roussef, la quale però non demorde: non se ne va e ha annuziato che il prossimo ct sulla panchina verdeoro sarà il suo protetto Cesare Battisti. Così almeno gli avversari ci penseranno non sette ma settanta volte sette prima di fare un gol. Ma comunque non è che sia stato un gran mondiale, anzi diciamolo pure una gran rottura di palle. Partite vere, vibranti, sciolte poche, la solita tattica strozzatutto, campioni senza personalità, come Leo Lessi, o con personalità interessante per il freniatra, come Balotelli col fucile. L...