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Visualizzazione dei post con l'etichetta Uibeuì

RIDATECI UIBEUI' - Il calciatore ben temperato (quindicesima puntata)

In una popolazione di duecento milioni di persone, la più sporca ventina, i più negati nel gioco del pallone, li ha scovati Scolari: compito non facile, impresa irripetibile, se fosse andato a caso, per campetti in cemento, come Oronzo Canà, faceva più bella figura. E adesso, nella considerazione di duecento milioni di connazionali, che lo chiamano affettuosamente “Felipao vecchio stronzo”, è secondo solo alla presidenta (come direbbe la Boldrini) compagna Dilma Roussef, la quale però non demorde: non se ne va e ha annuziato che il prossimo ct sulla panchina verdeoro sarà il suo protetto Cesare Battisti. Così almeno gli avversari ci penseranno non sette ma settanta volte sette prima di fare un gol. Ma comunque non è che sia stato un gran mondiale, anzi diciamolo pure una gran rottura di palle. Partite vere, vibranti, sciolte poche, la solita tattica strozzatutto, campioni senza personalità, come Leo Lessi, o con personalità interessante per il freniatra, come Balotelli col fucile. L...

RIDATECI UIBEUI' - Questione di odio (quindicesima puntata)

Ho fatto un esperimento, ho messo la foto del bambino ricco viziato con gli occhiali da ricco viziato che piange allo stadio per la disfatta del Brasile. Una esondazione di “mi piace”, qualcuno scomoda Erode, altri invocano – giustamente – il manicomio infantile. Tutti sadici? No, secondo me la ragione è più semplice, più terra terra, più di pancia. Non c'entra il possibile moralismo che possibilmente giustappone le tragiche, queste sul serio, condizioni dei bambini di strada, che in Brasile vengono ammazzati a peso, con questo piccolo privilegiato che si scioglie in lacrime per una partita; improbabile anche la variazione sul tema, il senso di rivalsa verso una nazione considerata un po' fanatica, disposta a chiudere gli occhi sui sui drammi veri, condensata in una smorfia infantile: tutto questo sarebbe sociologismo spicciolo ma anche contorto, e difficilmente giustificherebbe una reazione così impulsiva. La quale secondo me ha appunto motivazioni gastriche, beceramente ga...

RIDATECI UIBEUI' - Questione di feeling (quattordicesima puntata)

Era già tutto previsto, quando si gioca male, male veramente, prima o poi si becca, abbondantemente (si notino peraltro, qui in patria, le riflessioni di Mancini, autocandidato alla Nazionale: "Ripartirei da Balo, Buffon e Pirlo". E qui a Uibeuì che dicevamo? E da Abete, Carraro, no?... C'è sempre una disfatta altrui che legittima le proprie). E adesso fan fagotto in due: Felipao e Dilma. Gelosissimo l'ammi-raglio Prandelli, quello del Codice Da Perdi: appena visto il Brasile, ha capito che quella è la squadra per lui, fatta apposta per lui. E sta già pensando di ritirare l'offerta del Galatasaray. Questione di feeling. Così saranno contenti a Notti Mondiali, l'unico, il solo programma all'altezza della Seleçao, dove volano domande agli inviati del tipo: “Come l'ha presa il popolo brasiliano?”. Mah, come l'ha presa, tutti felici, ballano la samba insieme a Loew, che con le sue camicie di Moplen e i capelli da Playmobil pare uscito da un episodio...

RIDATECI UIBEUI' - Codice Prandelli (tredicesima puntata)

Ma se la finale fosse Olanda Germania come 40 anni fa? Cioè le compagini più solide, più calcistiche. Sta scritto nelle tavole della politica ma mica in quelle divine che questo mediocre Brasile debba per forza arrivare in fondo e lo stesso dicasi per un'Argentina poco più degna. E comunque, che Mondiale scarso. Barboso, partite – le poche che questa Rai a mezzo servizio e canone intero concede – che non finiscono mai. La vera novità mi sembrano i giocatori, complessati, fragili, quelli del Brasile li mandano dallo psicologo: chissà Neymar adesso che qualcuno ha messo in pratica i suggerimenti di Oronzo Canà: ti spezzo la terza vertebra. Roba da galera, ma il ragazzino è talmente odioso – un vero campione mondiale d'antipatia da suggerire la tentazione dell'indulgenza verso chi l'ha fracassato. È un torneo specchio dei tempi, liquido, scorre via e lascia poco e niente, poca personalità nei calciatori, poca negli allenatori. Loew della Germania, che pare un personaggi...

RIDATECI UIBEUI' - Intoccabili (dodicesima puntata)

Saremo pure maliziosi, ma il “rinnovamento” che vediamo in queste ore ci sembra più che altro uno scendere precipitosamente dal carrozzone dei perdenti con la garanzia di più proficue sistemazioni, come accade di regola in Italia dove le dimissioni sono in realtà promozioni mascherate. Apprendiamo che lo spogliatoio era diviso, che nessuno sopportava l'arroganza e il menefreghismo di Balotelli. Certo, è normale scoprirlo solo adesso, ma a questo punto vien da chiedersi che tecnico fosse uno incapace di ottenere rispetto e disciplina dalla squadra, al di là degli errori tattici. Balotelli, mormorano adesso tutti gli altri a denti stretti, faceva quel che voleva. Ma un nazionale non può fare il cazzo che vuole, se ci riesce è colpa di chi non gli impone una regola, anzi una regolata. Viene dunque da sospettare che certe scelte “tecniche” fossero in realtà suggerite da altri padreterni pallonari, dagli sponsor ai manager a chissà quali altri protettori. Di quanti intoccabili era fa...

RIDATECI UIBEUI' - L'Italia non c'è (undicesima puntata)

La partita l'ho vista poco e male, perché intento a difendermi dalle escandescenze di aspiratutto – musica, fotografia, talent della De Filippi – che col pretesto dell'irrinunciabile John Mayer non la finivano di scaricarmi addosso le loro frustrazioni (ah, la civiltà di internet!). Però non mi ero illuso: vero che il calcio non è una scienza esatta, ma insomma quando una squadra è brocca, tanta strada non la può fare. Inoltre, l'Uruguay era troppo più solida, meglio disposta in campo, insomma più forte. Non potevano bastare le esaltazioni un po' ridicole (seguite da una Cayenna delirante), gli incitamenti accorati, gli scongiuri: lo sport è fatto di confronti, di rapporti di forza, quasi sempre il più bravo vince (se non c'è combine) e l'Italia tra i più bravi non c'è più da anni: e questo tracollo, è appena il caso di ricordarsene, bissa splendidamente il fallimento gemello di 4 anni fa. Vuol dire che un intero sistema è crollato, ed è da cambiare. A co...

RIDATECI UIBEUI' - Costaconcordia contro Costarica (decima puntata)

E' una settimana che sento resoconti da sbarco in Normandia. Bene, ecco i risultati. Non bastava un po' di tifo naturale, in dosi fisiologiche, magari con il buon senso della misura e la dignità dello stile, no, bisognava sbracare nel servilismo alla trippa. E mi riferisco praticamente a tutti i commentatori sportivi a cominciare dall'Invincibile Raccomandata di RaiSport. Altro che Omero, questi facevano venire il latte alle ginocchia, bastava sentirli al fischio d'inizio che preparava il disastro col Costarica i due deprimenti telecronisti, l'esagitato Bizzotto e il Dossena vecchio eroe di Calciopoli: non facevano che ripetere come pappagalli strampalati, l'Italia c'è, l'Italia ha classe, l'Italia è una meraviglia, supermario, superpirlo, supercazzo. Avevamo vinto una partita con una squadra materasso, non una sfida con una selezione tra il Brasile di Pelè, il Portogallo di Eusebio e un'Argentina fatta di undici Maradona, santa Madonna. E chi...

RIDATECI UIBEUI' - Uno-due-tre... (nona puntata)

L'avventura dell'Italia ai Mondiali è scandita da teleracconti epici al cubo, tipo l'Odissea, l'Eneide e l'Anabasi tutte insieme, poi, ogni tanto, lo spot: Antò, fa caldo. Un caldo terribile, micidiale, assassino, insuperabile. E giù microprevisioni del tempo e percentuali di umidità. Come se quegli altri non giocassero alla stessa ora, nello stesso campo. Che c'entra, gli altri “ci sono abituati”. Noi italiani invece, come noto, siamo posizionati a un tiro di schioppo dal circolo polare artico. Una inviata di RaiSport deve aver preso un colpo di sole, perché ha annuniato: oggi gli azzurri si sono allenati col fresco, c'era nuvolo, però contro “la” Costa Rica farà caldo. Antò, inteso come Cassano, salvali tu. Intanto, era un po' che mi scervellavo ascoltando la modesta sigletta di Mina: io questa roba l'ho già sentita. Alla fine, eureka: non un plagio, ma certo generosa ispirazione da un'altra sigla, quella del film “Gambe d'oro (1958), di...

RIDATECI UIBEUI' - Ma lasciateli giocare (ottava puntata)

Poco da dire: il Brasile, quando gioca appena in undici, si conferma squadra da serie cadetta. In compenso, che Messico all'italiana: e che portiere, soprattutto. Ecco di cosa è fatto, dovrebbe essere fatto il calcio: di parate, di giocate strepitose, altro che quei titic e titoc demenziali o l'alienazione tecnica degli allenatori. Ricordo il Mondiale del 1994, Sacchi con negli occhi la follia da bunker che accoppava i giocatori con allenamenti impossibili e poi li mandava in campo in gabbie tattiche allucinanti: riuscivano a giocare davvero solo quando lo mandavano a quel paese, palla avanti e Dio ci aiuti. Arrivammo secondi, ma quello non era calcio, così come non lo era quello del Milan, una squadra fatta di venti fuoriclasse che bastava scendessero in campo per atterrire qualsiasi avversario. Fu Sacchi a distruggere Van Basten, e fu Sacchi a perdere un Mondiale. Gli allenatori si sono montati la testa, si sentono tutti Nelson a Trafalgar, prima facevano le strategie con ...

RIDATECI UIBEUI' - Clap clap (settima puntata)

Non bisogna portare i malati di mente ai Mondiali. Perché non è vero che l'uomo è buono e migliorabile, l'uomo, come diceva Bracardi, è una bestia e Pepe è due volte bestia. A proposito. Si è chiarito chi è il vero orango: non certo Balotelli ma la Merkel naturalmente anche se l'orango batte le mani con molta più grazia ed eleganza. Noi siamo nelle mani di questo ibrido qui, clap clap, tocca farcene una ragione. Dalle mani ai piedi: che spettacolo la Germania, la solita solida vecchia Germania che non tradisce mai: parte come la cavalcata delle Walkirie, poi ai quarti (vedrete) s'affloscia come uno strudel andato a male. E la Merkel non farà più clap clap, si esprimerà in altre forme. Tutto il resto è noia, Iran e Nigeria non si fanno niente, i negoziatori iraniani sul nucleare si pigliano una pausa-partita pure loro, Messi oltre al fisco evade un difensore e fa un gol ai Mondiali. Le agiografie per l'Italia dopo l'Inghilterra ridicolizzano ogni altra cosa fi...

RIDATECI UIBEUI' - Abolite Dossena (sesta puntata)

Impressioni televisive. L'Europa unita ci ha allontanato, reso più reattivi ai nazionalismi, però ci sono dati di fatto che vanno oltre qualsiasi sciovinismo: i francesci hanno sempre un broncio da stronzi. L'esordio della rivoluzionaria “gol tecnology” si risolve in una figuraccia che eccita il pubblico, perché queste tecnologie infallibili, applicate a una scienza inesatta come il calcio, regolarmente sbagliano: un gol non è questione di millimetri, o è evidente e allora basta l'arbirtro (possibilmente non giapponese), oppure è discutibile e in questo caso non si dà e allora basta il buon senso. La “gol tecnology” invece se ne lava le mani e poi le asciuga al cospetto di cinquanta o centomila spettatori divisi da tifo, nazionalismo, magari questioni geopolitiche: questo non è più sport. Veniamo alle cose serie. Marino Bartoletti, l'eterno aspirante (alla poltrona di RaiSport) col baffo insinuante, ricorda sempre più un personaggio di Gian Burrasca. Tipo lo spasim...

RIDATECI UIBEUI' - Cretino ufficiale (quinta puntata)

Non è per fare i maicontenti, ma alla fine di una partita come quella dell'Italia con l'Inghilterra si casca in dubbi esistenziali: ha giocato meglio la meno forte, ha giocato peggio la più forte, chi siamo, da dove veniamo, dove andremo a finire? A me, non-tifoso che non segue da un pezzo il pallone, che non conosce i giocatori, che guarda i Mondiali mondato da ogni sciovinismo, la Nazionale continua a sembrare modesta. Intendiamoci, si è comportata bene, cioè ha fatto quello che poteva: ed è bastato. D'altra parte l'Inghilterra è per blasone considerata uno squadrone, mentre negli ultimi 12 campionati del Mondo, questo incluso, è sempre risultata un materasso: beato chi l'affronta, perché questi è dal 1967 che ruggiscono, ruggiscono ma mordono niente. Allora basta trafiggerli e poi chiudersi, ed escono a orecchie basse. Insomma, stringi stringi la solita Italia. Non mi è sembrata una gran partita e Prandelli mi par sempre il solito fortunello: fuori Buffon, da ...

RIDATECI UIBEUI' - I soliti aiutini (quarta puntata)

La Spagna è un toro che stramazza trafitto da cinque banderillas. Poi magari si tira su, ma quello che si è visto ieri sera ha fatto spavento: l'Olanda poteva metterne dentro tranquillamente altre quattro o cinque, e non ci vuole un esperto di calcio per capire che i campioni del mondo, ancora per meno di un mese, s'erano di colpo tramutati in un gruppo di decrepiti nonnetti che vagavano per il campo, vivendo il loro incubo peggiore. Detto dei tifosi olandesi, che si fanno un curioso dovere di conciarsi come malati di mente in gita, resta ancora da dire dello splendido gol di questo Van Persie: è arrivato troppo presto, sarà il più bello dei Mondiali e faremo in tempo a stufarci di vederlo affiorare da ogni sigla, filmato, chiacchiera da telebar. Pare che il successo degli arancioni, per l'occasione in blu, si debba allo stravagante modulo 5-3-2 dell'allenatore Van Gaal: si vede che Oronzo Canà ha fatto scuola, ma a me pareva soltanto che gli olandesi, più giovani, p...

RIDATECI UIBEUI' - Il ritorno dei notti viventi (terza puntata)

Il Brasile è la peggior squadra di pippe dai tempi del Calcio fiorentino (1400). Sono dei debosciati, non stanno in piedi. Nondimeno il Brasile deve vincere e vincerà, questo si è capito subito anche dall'atteggiamento degli arbitri che non si faranno il benché minimo scrupolo di coprire le proprie corruttele sotto un velo di decenza. Il teschio giallo della prima partita aveva un'espressione che diceva, chiaro e tondo: per il bonifico preferisco i dollari agli yen, e allora? Pazienza, qui non siamo tifosi e non crediamo allo sport come leale competizione tra rappresentative dei popoli nel mondo bla bla bla. Quel che ci preme è ben altro. Mamma mia le Notti Mondiali. Mai visto niente di più deprimente, è la sagra della mestizia. Comincia con cinque minuti di atroce cabaret, sembra i Pacchi. Tardelli che ridacchia, i capelli prodigiosamente più scuri di quando urlava contro la Germania. Poi di botto si sprofonda in una mestizia allucinante, sovietica, facce patibolari, baff...

RIDATECI UIBEUI' Diario scemiserio del Mondiale brasileiro

Ci siamo, finalmente si comincia, così poi non ci si pensa più, era dalla magra in Sudafrica che aspettavamo. Il Mondiale brasileiro ha reso la nazione ospitante molto simile all'Italia: mazzette, scandali, sprechi, ritardi, politica arraffona. Con l'aggravante della polizia che fa pulizia etnica non solo nelle favelas, ma in ogni focolaio di scontento per l'immenso Paese. Allora, compagna Dilma, compagno Lula, quando la facciamo la rivoluzione? Presumibilmente dopo i Mondiali, che la squadra padrona di casa deve vincere e vincerà, altrimenti la rivoluzione la fa el pueblo imbestialito. Quanto all'Italietta, siamo già in tragifarsa: Prandelli non sa che pesci, cioè che calciatori, pigliare: e quello ha il mal di pancia, e quell'altro è indisposto, e Balotelli invece è disposto a impalmare l'attuale fiamma, almeno fin che non torna a casa. Questo sì è uno scoop, miracolosamente elargito all'intero villaggio globale. Ma chi l'avrebbe detto però: un temp...

RIDATECI UIBEUI' - Diario del Mondiale brasileiro

E' la vigilia di quest'altro mondiale e io inauguro un diario scemiserio a partire dalla rubrica: un colpo al cuore, apprendere che lo sfregiato francese non sarà della partita, non per lui ma per i commenti di Fulvio Collovati, dei cui “Uibeuì” avverto già una lacerante mancanza. Non sarà un diario pallonaro ma di costume o meglio di sciocchezze che nel giro un torneo pioveranno inevitabilmente, molto più copiose dei gol. A proposito, e giusto per andare a incominciare, la delegazione italiana è manco a dirlo quella che si tratta meglio: ha preteso il resort più lussuoso e per la delegazione più polposa, una carovana di un centinaio di michelazzi che costeranno un milioncino di euro, salvo addebiti a piè di lista. La prestigiosa sistemazione è stata prenotata per l'intero mese, il che suggerisce una fiducia, tutto considerato, al limite dell'utopismo. Ma niente paura, hanno appena “laureato” ad honorem commissario tecnico Lino Banfi, “allenatore nel pallone” all...