Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta C'ero una volta

E' ORA

L'ora cambiava ed io pensavo: è fatta. Quand'ero ragazzo funzionava così. Anche se mi separavano dalla felicità altri due mesi di eternità scolastica, i più duri, con molte chiazze di freddo e l'estate non arrivava mai specie a fine maggio quando la città mi entrava dalla finestra con il suo carico di suggestioni nuove ma io non potevo coglierle. Le vacanze mi sorprendevano allo stremo e annottava alle dieci e presto saremmo salpati per il mare, una mattina all'alba, in un misto di eccitazione e nostalgia per gli amici del quartiere, per il quartiere stesso da abbandonare. All'epoca, perché mi pare proprio un'epoca, non eravamo “interconnessi” e i rapporti s'interrompevano come in guerra. Tutti sparpagliati tra spiagge, laghi, alture e quando tornavano dal fronte le giornate s'erano già tagliate, quel limbo settembrino era breve e struggente. In un attimo, Natale. Così ho perduto tutte le mie ore cambiate. Adesso aspetto questo riscatto della luce...

QUESTI OCCHI

Questi occhi tradiscono stanchezza, sofferenza, e una disperata voglia di sorridere. Non darla vinta alla vita. Sono sguardi di ragazze sole, di uomini superati, di gente sconfitta, che ha osato, ha sbagliato o semplicemente troppo buona. Troppo fragile per difendersi. Peggio ancora, incolpevole capro espiatorio, capriccio del caso cieco. In teatro (quando mi chiamano) mi piace portare piccoli eroi passati per ingiustizie, traumi, prove inaudite: davanti ad altri occhi, le loro ferite si fanno spettacolo, non nel senso che di solito si usa, quello della televisione, delle lacrime che fanno mostra di sé: sono, invece, spudorati cedimenti, eccessi di sincerità, fragilità senza alibi. Sono squarci di fiducia. È il dolore che non perde dignità, anzi la raggiunge mentre si confida... (da " C'ero una volta ")

C'ERO UNA VOLTA

Queste pagine, che sono le più intime e, forse per questo, le più apprezzate da chi mi legge, rappresentano una confessione di sentimenti. Le ho messe insieme, sorta di antologia minima, dopo tante richieste: non c'è un ordine cronologico o tematico, stanno qui, racchiuse in un libro, così come si sono scritte, cronache di me stesso, di ciò che ho lasciato indietro e non ho perso mai, anche quando sono esistite solo nelle mie sensazioni. Questo è l'unico modo che ho per tenermi, e tenere, compagnia. Spero che questi racconti di momenti possano trasmettere ancora una emozione e, se mai, funzionare da specchio per chi li farà vivere ancora una volta. AMAZON SMASHWORDS