Sono saltati fuori altri dieci luridi, dieci pecorelle che si accanivano sul pensionato di Manduria morto di terrore e di stenti lo scorso aprile. Questo è il testo che ho letto lo scorso 2 maggio a Nervesa, durante il reading con Paolo Benvegnù. Vorrei portarlo in giro più spesso, ma non ho occasioni, mi ci vorrebbe un manager e io non ce l'ho e sono stanco di sbattermi. Come si chiamava il pensionato invalido morto ammazzato a Manduria dopo mesi, anni di torture da un branco di quattordici scellerati, quasi tutti minori, ma due già sui vent'anni? Se ve lo chiedo non lo sapete, magari l'avete anche sentito nominare, ma non lo ricordate, si tira via, si cerca di rimuovere. Un pensionato, un operaio, un disabile, mai cresciuto anche quando lavorava, abbandonato a se stesso quando non ha più potuto. E lui stava sempre più barricato nella sua casupola, ma non poteva difendersi dal terrore quotidiano di quegli aguzzini, giovani e già infami, che lo pestavano, lo umil...