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Visualizzazione dei post con l'etichetta Il mio mestiere

HO FATTO DISORDINE ALL'ORDINE

Sono reduce da una fantozziana mattinata in Ancona e vado a spiegare perché. Per la prima volta in 25 anni ho ceduto ad un invito che personalmente mi ha sempre fatto orrore vale a dire partecipare all'annuale liturgia dell'Ordine dei Giornalisti. Fatto era che quest'anno mi davano una pergamena per i 25 anni di professione, cioè per essere invecchiato versando a fondo perduto, senza dire che l'evento fruttava la bellezza di ben n.5 crediti relativi agli utilissimi corsi di formazione, per i quali praticamente basta firmare in entrata e uscita e nel frattempo si può fare la qualunque, giocare con telefono, relazioni pubbliche e, se si è fortunati, perfino copulare (personalmente ho sempre scelto quelli on line, che se non altro obbligano ai quiz di verifica prima di darti l'attestato di frequenza). Sono arrivato tardi, pagando un sangue di parcheggio, e lontanissimo perché l'incontro l'hanno fatto nel porto turistico; la sala era troppo piccola, surris...

TROPPA MORTE

Una cara amica mi ha chiesto di postare questo frammento, tratto da uno dei miei primi libri, "Il mio mestiere è questa vita". Lo faccio volentieri, limando solo alcuni passaggi che risentono troppo del momento: sono passati quasi dieci anni. Per il resto, mi pare che tutto possa venire tranquillamente riproposto, salvo che oggi la situazione è probabilmente peggiore.  Povero amico mio. Non avrei mai creduto di vederti così dopo 30 anni di cose condivise : l'età, le origini marinare, il liceo Carducci di Milano, l'insofferenza che cresce con il tempo. Hai una laurea, una esperienza, una cultura, un carattere a spigoli. Hai fatto un solo errore, te ne sei andato da un posto di folli, una multinazionale americana di alienati. Non sei più riuscito a rientrare, tanti lavoretti a tre mesi e poi il benservito di direttori che temono la tua ombra, che difendono i loro privilegi. Ancora paghi, amico mio, la tua preparazione con l'esclusione sociale, e ti va bene ...