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Visualizzazione dei post con l'etichetta Poesia

PER DARE AMORE

Volevo essere amato Per amare Volevo esistere, solamente esistere Per scatenare temporali di gioia La mia promessa a Dio ma il suo sorriso Sporco di sangue, il mio sangue M'ha dissuaso Inesorabilmente Volevo essere amato Per il fiore che ero, per l'amore Che innamorato sempre mi lasciava Ma piogge acide, stagioni d'amianto Ma notti sorde, zuppe di rimpianto Volevo essere amato e nell'asfalto D'una vita non mia sono caduto (grazie ad ogni santo, grazie tante) Allora scusami, io non ce la faccio Scenderei qui. Basta così, mi straccio Colmo di preghiere disilluse Questo balletto in tre quarti, grottesco Io lo smetto. Io non sono un pretesto Un arabesco. Io volevo amore Per dare amore. A conti fatti io Senza possedere neanche un'ombra Io direi che ho divertito abbastanza In quel farmi compatire sempre Disprezzare ad estro, abbandonare Burattino amorfo in una stanza Volevo fare amore, non ribrezzo Il coraggio s'è rotto, non lo reggo ...

MA TU SEI

Ma tu sei, tu sei Contare tutti i numeri Percorrere l'immenso Impazzire in eterno  Tu sei oltre ogni gesto  Ogni danza di cani Ogni canto di piante E preghiera e suicidio  Sei riempire il silenzio Con altro silenzio e assaporare  Una fitta assassina Tu, gioia di stiletto Perfetta in ogni cellula Tu, tutta sbagliata  Senza difetti, crudele E sai d'essere crudele Tu per soffrire meglio Soffrire oltre l'inferno  Pensando tornerai E invece proprio a quest'ora  Nell'ora di mia agonia Ridi in letti distratti Cavi, meschini e affogo Nel mio orrore riposo  Senza forza mi drogo Della tua latitanza  Che tutto rende vano Respirare pregare Restare. Sconfitto restare  Fino a sentirsi intontito  In overdose di domande Non sentire più niente Ma poi riprende, riprende  E suoni di campane Ostinate nel cielo Vulnerato che crolla Per me non voglio oltre  Navigare il mio sangue  Io non la reggo questa nudità oscura Nella gabbia della tig...

IL SALE DELLA TERRA

La gente povera è mite, non spacca le vetrine, non si sogna neppure, ma paga per chi lo fa. La gente vera non bara, non pretende o millanta: s’accontenta ed è tutto, altro ruolo non ha. Non è qui per volare, deve stare schiacciata, il sale della terra lo sai non sale mai. Non gioielli ma strass, eppure è (un po’) regina, lasciatela sognare per una sera sola. Comincia la mattina, si fa il mazzo una vita e quando arriva in fondo, che ha fatto non lo sa. Si spende i suoi Natali sognando altri Natali, feste calde e imbiancate che non vengono mai. Si consola con poco, due stille di calore, una cena in famiglia, regali da non dire. La povera gente si sente padrona guardando un prato, poi smette di sperare, non pretende di più. Le basta un giorno solo, un giorno da leone, capita sempre agli altri, non è roba per lei. Se fa qualche cazzata, la pagherà una vita, non ha un’altra occasione, non ce l’ha avuta mai. La povera gente non sa, non conosce, non conta, è di destra e sinistra, in fon...

CANE

Senza ieri e senza domani Senza paragoni e senza ragione Io ti amo come un cane Senza condizioni e senza scampo Senza sapere chi sei davvero Senza curarmene e senza tempo Perché sei così, perché tutti i tuoi difetti I tuoi guai sono miei e ti fanno così Fanno quello che sei E li cerco quando non ci sei Quando mi sento più cane del solito Stare lì con gli occhi ad aspettare Quello che non arriva, ma aspettare Con un canto di lamento azzurro Sapendo che è sbagliato, con le orecchie Tese, lo sguardo ucciso Ma aspettare Per urlare, bestemmiare alla luna Digrignare mordere ringhiare Fare i denti a chi non c'entra niente Starci male E aspettare Aspettare, mai imparare, aspettare Senza frenare la coda al nuovo inganno Le patetiche zanne, gli occhi vani Mani o zampe, siamo tutti cani Nel dolore cattivi, bisognosi D'una bugia d'affetto, di un dolcetto Che fa male e poi non impariamo Ci sperdiamo in mezzo a certa gente ...

BALCONE DI DOLORE

Sul mio balcone di dolore Alla luce d'un lampione sporco Vedo atroce passare la vita Che non è stata, treni di scommesse Volti disegnati dall'assenza Di fraintendimenti con me stesso Adesso, piano, guardo il cielo E' un volo di stelle nell'oscuro Nel silenzio un suono di motore La morte di un'altra sigaretta Punta dritta a un antro del cemento Rientro

ELEGIA

Tutte le parole del dolore Sono già state scritte come piogge Rovesciate da un cielo senza scampo E tu potrai dirmi che ciascuno ha le sue Così come ciascuno ha il suo dolore Ma io ti dico invece che il dolore Il mio dolore è assoluto, infinito Non conosce tregua, si rigenera Si droga di se stesso, e scava, e vive A folate soffoca, stringe all'angolo E picchia, picchia ma io non cado Io resto in piedi, voglio altro dolore Perché lo merito, perché non so perché Ma qualcosa devo aver fatto, qualcosa di terribile Non rimediabile, destinato in eterno E tutte le parole del dolore Sono fiume che scorre, agonia d'un blues E non ne cerco di nuove, non mi servono Non bastano. Non esistono. Il dolore Il mio dolore ha i tuoi occhi andati via Che sconto da condannato a morte In un giorno che non viene mai La sensazione atroce d'aver perso Tutto per niente, così com'era scritto E te lo dedico, perché più ...

IO SONO QUESTO

Io sono questo e forse, non lo so Non ho tante risorse, non lo so Amo gli animali, mi ci perdo Dentro un paio d'ali sopra al mare E non posso guarire Dal girasole che nel vento muore Io sono questo, fatto di pezzi di vetro Tenuti insieme da una canzone, un sogno Non lo so Non ho saputo crescere e ormai invecchio Io mi specchio nei tuoi passi e capisco Quel che c'è da capire ma non ne esco Chiamami depresso se lo vuoi Non chiamarmi affatto, lascia qui Tutte le poesie di spazzatura Io sono questo, io sono così I miei cancelli neri come gatti I miei cortili e gl'immensi non detti Che disprezzi. È così vile in fondo Io sono questo e non ho altro che me Non ho un pretesto dove rifugiarmi Non ho bugie con occhi di maschere Amo gli animali senza inganni Senza dovermi difendere ogni volta Quel loro bisogno che è anche il mio Di essere, semplicemente, e basta Col mio parlare da solo nel sole Il mio...

IL VENTO

Io penso di te che sei tutto Che non ho avuto niente in questa vita E quel niente l'ha portato il vento Nelle pareti di silenzio al cimitero Nelle fiale d'assenzio all'ospedale Penso di te a folate, a sorsi Poi di gioia e di spavento piango Ma voglio giurare che sarà diverso Che il vento non porterà via te Perché è il vento a scagliarmi da te Perché è il vento che mi porta te Non avrò paura questa volta Ora che semi di noi brillano al sole Su ogni pianta fiorisce la tua voce Del dolore che si fa preghiera E nel vento d'ali io t'abbraccio T'abbraccio, animale tremante

LEGGIMI ADDOSSO

Vieni da me con un cuore d'assenzio Con le ferite grondanti rovina Per le sere di rimpianti e silenzio Per gli avanzi rimasti in cucina D'una cena che non basta mai Fatta di guai, di molta pena amara Per i sorrisi presi a martellate Per la polvere che rimane di fiori Colti da un bambino addormentato Per i fori in vene desolate Dissacrate da morti segreti Per le pareti strette della stanza Dove ha sbattuto chi danza da solo Vieni adesso, leggimi addosso, ascolta Come la sera cala il suo sipario  Vieni, che è il momento di piangere L'ultima illusione di chi prova Ad infrangere il sortilegio nero A sconfiggere il vero. Trave oscura Nella notte che più non respira Felicità di vetro da travolgere Sotto valanghe di pietre di bugie Spranghe di follia spezzano il cielo Questo mondo è una pozzanghera impura Un mitragliatore di dolore Ovunque vai ci trovi la paura Di vivere e morire. Il tuo destino Sei tu e sai di non sfuggir...

MI TROVERAI

Mi troverai nel sangue Tu come chiunque non ha voluto ascoltare La brezza di un morire incredulo Rinverdito ogni giorno nel cavo delle mani Mi troverai nei suoni del deserto Di città, sotto la coltre della sera Quando sollievo e angoscia s'innamorano E teorie d'alberi indicano la strada Che non porta in nessun posto, che rimanda Ai passi consumati mille volte Mi troverai in te stessa, lo sguardo d'un rimpianto Annientato da pietose sirene Disperso nel lampo del tramonto Che sbatte sul balcone del tuo autunno

GIARDINO D'OMBRE

Arriva piano piano come un battito d'ali E tu ti senti forte, giustiziere di squali Ma te ne accorgi tardi del taglio del dolore T'assordi ma non toglierai le nere sirene Sei nel giardino d'ombre, le conosci a memoria E' la morìa di te a farti compagnia Uccidi le tue ombre Uccidi le tue ombre Non concederti scrupoli, usa qualunque trucco Trafiggi le tue ombre di luce artificiale Spacca la dignità ma risparmia l'orgoglio Vola gorgoglia aspira prega bestemmia spara Dentro al giardino d'ombre adesso ci sei tu Ti vergogni e ti odi, cerchi rissa in città Ma è chiaro che a sfasciarti sei tu senza pietà Compra un fucile, cacciale, prendi a pugni le ombre Amputale dall'anima come sai, come sempre Divora le tue ombre, sei patetico e infetto Se sei fatto di loro, fa' il delitto perfetto Perché non c'è salvezza e tutti gli altri ridono E non imparerai e tutti adesso ridono T'accechi ma no...

USCITA

Senza via d'uscita Non sapere chi sono Senza via d'uscita Adesso io non suono Andava così bene (Anche se non è vero) Rude, ingenuo e sincero Ora devo mentire E questo mi consuma Devo tenermi dentro Un segreto che fuma Senza via d'uscita Atroce è sopportare Senza via d'uscita E non mi puoi aiutare Io mi credevo forte Io vivevo nei sogni Con le carte truccate E non alzavo i pugni Se al diavolo resisti Lui fuggirà da te Non è fuggito ed io Io non sono fuggito E ora è troppo tardi E questa non è vita E senza via d'uscita Io striscio senza meta A me stesso ho promesso Che quando voglio smetto Quale orgoglio mi resta Se non mi riconosco Quale difesa basta Così nudo nel bosco Indifeso, confuso Come al mio funerale E non potere urlare Che non c'è via d'uscita Non posso continuare E non posso finire Solo il veleno ha senso Tutto il resto lo odio Solo le vene gonfie Inventano l...

OGNI CELLULA

Dove mi sono tagliato con una foglia Sopra le sopracciglia (Mentre ti davo un bacio o mi davi un bacio) C'è una cicatrice e resterà Vindice del mio cedimento Alla follia d'un incanto: il tuo presente Senza spiragli non è casa mia Troppo puro lo sbaglio Dove mi taglio le mani con un vetro Grondo l'alibi di restare indietro A cercarti dove non sono stato Non so nemmeno chi sei, non ti ho mai visto Eppure io conosco quel tuo volto Ogni cellula m'appartiene mentre Tutto si arrende dentro me Lapidato di pietre di fiume Ho combattuto. Ci ho messo coraggio La dignità d'animale impagliato Sceglierò un tatuaggio per coprire La vergogna dell'abbaglio muto Che nessuno saprà. Disperdi il suono Di me che m'abbandono nell'imbuto Della rassegnazione di chi sogna

MADRIGALE

Potrei guardarti un milione di volte E un milione non basterebbe ancora Potrei cercarti quando viene sera E la luce confonde la figura Che di te conservo, il tuo profumo Madrigale d'aria di dolcezza Volo d'ali d'oro che si spezza Alla nuda consapevolezza Che sei stella viva nel rimpianto D'un momento sconfinato e vuoto Muto cuore quando viene sera E mi stringe lo sgomento e piange Ogni fibra di me e s'infrange l'ombra D'un richiamo che muore lontano Potrei sentirlo anche adesso se solo Se solo lo volessi ma rimango Nell'assente presenza di te E dopo è tutto il resto che mi manca Non si compera all'emporio dei sogni E sognare non coagula realtà Potrei vederti in un milione d'angoli Porta aperta su un baratro immenso Vertiginosa perdita di senso Da una notte all'altra, alba su alba Potrei vederti un milione di volte Ma non è questa la tragedia, il grave E' che non posso non vederti ovunque Mi divori d'amore...

URLAMI

Urla vita  adesso , urlami ancora La furia di un bimbo che gattona Per il mondo ed è solo l'incanto Vano di chi il guscio sta rompendo Urla vita di un amore in fasce Che non ha futuro eppure cresce Fino al punto che il suo fiore muore Affogato d'acqua di dolore Ma urla vita, urla tutto il bene Tutto il male che t'impregna e segna La speranza di lame di te Urlami il silenzio nella stanza Gravida d'una presenza andata Dell'addio d'una promessa vuota Dell'oblio d'un sasso nella strada Urlami l'amplesso dei sorrisi Di chi finalmente si rispecchia E del vento antico che ombre invecchia Testimoni del nostro impotere Urlami d'un cuore in fondo al mare Di due occhi che piangono vetri  Calpestati al suono dei suoi passi Stilettati sopra i sogni miei Urlami dell'onda che travolge La città che si ricostruirà Della falce che pulisce il campo Della selce che racconta il tempo Urlami l'assolo di chitarra La gloria di un g...