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Visualizzazione dei post con l'etichetta Animali

LA COSCIENZA

Mi mettono così soggezione gli animali. Tanto mi preoccupano che davanti al vetro che ci separa indietreggio, non per paura ma per non incrinare il mistero. Ora che anch'io ne ho tre, ritrovo nei loro sguardi, in tutti gli sguardi, di ogni specie, il brivido di un contatto aleatorio, fatto di tristezza, direi, e di dignità. Per quanto possiamo sforzarci, resteranno segreti fra noi. Torno al Parco Zoo di Falconara, così prezioso per noi. Mi confonde la scimmia che mi scruta curiosa, mi conquista il suricato che si rizza sulle zampe, mi strega il lupo solitario e malinconico, mi terrorizza il puntino selvaggio nella luce gialla degli occhi del leone, mi sconvolge l'immensa testa della tigre, la morte così vicina a me. Poi arrivano gli umani, e tutto va in frantumi. Commenti idioti, schiamazzi, smorfie mostruose e gli animali vanno via, infastiditi, compatenti. Una magnifica lince, venuta a curiosare, mi regala un brivido inestimabile: confusa forse dal mio cappello, mi fissa...

PILLO E GLI ALTRI

Erano anni che non piangevo di gioia. Non sapevo neppure più se fosse possibile, invece mi è successo, naturalmente a tradimento, come un sollievo che travolge l'anima. Perché arrivi al punto da non poterne più e Pillo Pallo non ne poteva più. Pillo era un cane da strada, di quelli che piccolini finiscono nel destino dei tossici, dei mendicanti. Veniva bastonato e torturato ogni giorno, per nove anni, e alla fine il tossico lo ha venduto per una dose e Pillo è piombato nel suo inferno. Un inferno di due metri per due con una grata intorno. Qui ha resistito altri tre inverni, sempre aspettando che la vita passasse a riscattarlo. Non è successo e intanto il cuore si crepava, il fisico si arrendeva, le ossa si piegavano. Pillo cagnone guarda fuori e fuori c'è il mondo distante un metro ma è abbastanza, è troppo, quella barriera nessuno la viola. Finché una volontaria. Gli occhi s'incontravano, poi ogni sera la grata calava. Non ne so molto di più, e poi ce ne sono migliai...

L'INTRUGLIO

Non si possono importare prodotti testati sugli animali, informano i notiziari. Allora come mai noi consumiamo shampoo e cosmetici sperimentati sugli animali, importati dall'America, dalla Cina di contrabbando, ma pure da certe areee UE? Come mai i rari prodotti che non ricorrono a test su viventi, lo scrivono sulla confezione, il che implica un comportamento possibilmente diverso nei concorrenti? La sperimentazione, si ribadisce, è ancora necessaria e inevitabile: può essere (non tutti concordano), ma entro quali limiti? Serve davvero sacrificare animali di specie evolute, già sul crinale della coscienza, capaci di sentimenti inequivocabili? L'oncologo Veronesi, peraltro vegetariano, parla di "accettare la sperimentazione nei casi in cui è ancora necessaria", ma quali e quanto estesi sono questi casi? Perché l'impressione, scusate tanto, è che vengano dilatati ad arbitrio di chi fa coincidere sperimentazione e affari.  La sperimentazione che “salva la vita...

UN'ALTRA VITA

Ad attraversare l'Italia in Vespa si capisce com'è ridotta e si capiscono anche le fandonie dei politici. Da Fermo a Falconara 80 chilometri di statale, una estenuante via crucis di opifici defunti, capannoni corrosi, impianti abbandonati, zone industriali deserte e poi negozi chiusi, botteghe sprangate, insegne inutili, cartelli “affittasi” e “vendesi”, la rassegnazione di un Paese, il suo smantellamento, ogni tanto larghe macchie cinesi, di una tristezza inaudita, sono brutti i negozietti cinesi, sono atroci, sanno di squallido e di sporco, il più brutto dei bugigattoli italiani è meglio di qualsiasi covo cinese, roba che da noi si vedeva 60 anni fa e si è tornata a vedere, mi stanno sui coglioni i cinesi, hanno l'aria ambigua, sfottente, hanno la calma di chi la sa lunga, di quelli che ti sorridono e poi ti fanno a pezzi e ti vendono nei loro buchi di culo di negozi. Solo i centri commerciali sopravvivono, davanti all'Ikea di Ancona, neanche un parcheggio vuoto al...

MONKEY GOES TO HEAVEN

Ma che colpa ne ha quella povera scimmia? Dico l'esemplare immobilizzato, rinchiuso in una capsula e spedito da solo nello spazio da quei pazzi scatenati che comandano, anzi che tiranneggiano, a Teheran. Nel Corano non sta scritto di non torturare gli animali? E questa, sia pure nello spazio siderale, che altro sarebbe? E tutto per mostrare i muscoli, per vincere l'antico complesso d'inferiorità, per fare paura al Satana americano. Ma quella povera scimmia che ha fatto di male per morire di quella morte, orribile, dopo una lunga agonia, da sola, prigioniera, murata viva in un altro mondo, anzi fuori da ogni mondo? Da sola nel vuoto dello spazio e del tempo? Forse gli apologeti snob della grande cultura di chi ci odia, assai avanzata rispetto alla nostra, occidentale, berlusconiana, diciamo quelli come Massimo Fini, per non fare nomi, l'estimatore del mullah Omar ed altra gente consimile, i cavillanti che se la cavano sempre contrapponendo uno scempio ad un altro, c...