Sarà stato il '59, o forse il '60 e noi due lavoravamo nell'ufficio di un'azienda chimica proprio nel cuore di Milano, porta a porta con le famose Messaggerie Musicali. Il titolare era un gentiluomo distintissimo, il dottor Zelman, che frequentava la cosiddetta bella società ma rispondeva personalmente al telefono e fissava i colloqui di lavoro. Mi assunse e, dopo un paio di settimane, entrando provò come una vertigine: ma signorina Marisa, che succede? Come mai la vedo doppia? Ma non aveva bevuto, era solo che mia sorella Elva era passata a trovarmi e, combinazione, era vestita e pettinata tale e quale a me. Impossibile distinguerci. E, quando seppe che mia sorella era a sua volta in cerca di lavoro, il dottor Zelman prese subito anche lei. E in giro si venne presto a sapere la stranezza di quelle due gemelle così uguali che lavoravano fianco a fianco allo stesso tavolo: chi entrava veniva colto sempre da una vertigine. Ed entravano, o almeno passavano, in tanti p...