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Visualizzazione dei post con l'etichetta Politica

DISILLUSIONE

Al di là di tutto, bandiere, schieramenti, faziosità, al di là delle militanze e del tifo interessato, io, debbo pur dirlo, da cronista riscontro per l'imminente omelia del capo dello Stato un sentimento diffuso di scetticismo, disinteresse, distacco, disillusione – ecco la parola giusta. Molti mi hanno detto: io non mi sogno nemmeno di ascoltarlo, io non lo sento vicino, tutt'altro. Attenzione, lo ribadisco: il fastidio non promana da chi segue più o meno maniacalmente le cose pubbliche, politiche, le faide di potere, sale su dai normali, dai mediamente distratti e mediamente informati, da quelli che un giornale lo sfogliano ma da equidistanti, che non vivono di queste schermaglie, che hanno ben altro di cui preoccuparsi. Mi par di cogliere un atteggiamento generale di sfiducia, di compatimento verso questo presidente, percepito come un vecchio guardiano di quel che resta dell'ancient regime – senza che quello sorgente, forse già segnato, ispiri gran che di meglio. ...

CHIUSO

Solo per oggi, il Faro è in chiaro: lo riproduco su Babysnakes, aperto a tutti anche se il post si chiama "Chiuso": senza coloranti né conservanti. Non avevo mai sentito tanta violenza come dagli apostoli del “restiamo umani”. Non avevo mai sentito tanto livore come dai professionisti della solidarietà. Non avevo mai sentito insulti tanto volgari, tanto rozzi come dai sepensanti colti e raffinati. Non avevo mai sentito tanto conformismo come dagli anticonformisti. Non avevo mai sentito tanta rappresaglia come dai pluralisti. Non avevo mai sentito tanto razzismo come dagli antirazzisti. Non avevo mai sentito tanta falsità, ipocrisia, perfino meschinità come da quelli col cuore in mano. Non avevo mai sentito tanta irrazionalità come dai  nuovi illuministi. Non avevo mai sentito tanti moniti come da chi “darebbe la vita per difendere la tua opinione”. Non avevo mai sentito dare tante patenti di umanità come dai terroristi o i loro sodali. Non avevo...

MACERATA, SENSO E CONTROSENSO

Era prevedibile, ma fa schifo lo stesso: dopo la sequela di fatti trucidi, incredibili, a Macerata, una giovane tossica fuggita da una comunità, ritrovata a pezzi in due trolley, uno sfigato fascista esaltato che tenta la strage di africani, sono uscite le polemiche più miserabili e quindi più veraci del Paese elettorale: ha cominciato la destra, nel modo più squallido, poi la sinistra ha vinto a mani basse con una strumentalizzazione oscena: terrorista è solo il bianco fascista, gli islamici al massimo sono disadattati, malati di mente, sempre col non detto “però le loro ragioni le hanno”. Ma,  a parte il discutibile sforzo di bilanciare con un delirio sporadico una teoria di azioni che da anni insanguinano tutto il mondo,  chi conosce lo sparatore Traini sa che è uno sfigato, un mignottaro convertito all'estremismo, uno effettivamente in cura da uno psichiatra. Solo che per i vignettari militanti e stupidi non conta, anzi tutto è buono per stravolgere senso e comprensio...

I RAZZISTI VIRTUOSI

Fastidio. Non più orrore o sdegno. Fastidio. Il solito imbecille di sinistra a ripetere in loop che lui esiste “per non far vincere le destre” e giù una smorfia, di rigurgito, di fiele. Di orrore. Da individuo che non vota, e che non ha mai votato a destra, da non elettore al quale questa destra statalista e rozza non piace in alcun modo, provo un fastidio indicibile. Tutto si può dire, e molto personalmente ho scritto, sui soggetti candidati di destra, ma il punto è che la smorfia di schifo non è personalizzata, è ideologica, è a prescindere. “Le destre”, plurale, per dire raccolta indifferenziata di spazzatura, robe dissotterrate dai cani, tare mentali da irridere, bersagli che è lecito, è doveroso stravolgere in qualunque modo. Quel delegittimare perfino l'umanità ultima degli antagonisti, di sapore, oh, così nazista. Quell'eterno sentirsi superiori etnicamente, a dispetto dell'ignoranza conclamata di chi è cresciuto a senso unico, a una dimensione, irregimentato (h...

IL SENSO DEI DEMOCRATICI PER LA DEMOCRAZIA

L'ho scritto e lo ripeto, non mi danno nessun fastidio, anzi, l'afflusso e la mescolanza di etnie, il mio problema è il come, sono le conseguenze, c'è arrivato, deo gratias, anche il papa, deve fargli bene l'alta quota oppure picchiare la testa di tanto in tanto. Il tempo, inoltre, rende fatalisti e induce ad accettare anche le sciocchezze della maggioranza (o della minoranza). Non così i sinceri democratici, le sentinelle della Costituzione, i gendarmi della legalità, dai quali non ho mai sentito (si fa per dire: il copione è sempre lo stesso) tanto disprezzo, odio, ferocia come dopo l'aborto dello ius soli; sfugge a costoro che, se in Parlamento non si è trovato il numero, forse è perché i parlamentari hanno realizzato che, di questi tempi, la faccenda non è esattamente prioritaria, anzi è percepita negativamente, piaccia o non piaccia, dal grosso di chi vota (ne informa oggi Ilvo Diamanti su Repubblica ); e, dal momento che la politica, come insegna Sartori, si ...

IL COME, NON IL CHI

Dei miei viaggi esotici, pochi ma buoni, conservo soprattutto una suggestione che sa di nostalgia: il gran casino, il mescolarsi delle genti, il trafficare tossico e vitale, come ad Hong Kong che è una Napoli elevata a New York e che avevo imparato a girare anche dove non si doveva, anche nella città sotterranea che ricordava una immensa Casbah. Là, nel termitaio torrido di malsana umidità, mi sentivo respirare, qui in provincia dove sto adesso mi manca l'aria fra gente ristretta che, per non sentirsi da meno, urla a un'invasione che non c'è. Questo per dire che mi trovo male, compresso tra i due fuochi del razzismo gretto, che c'è, e dell'antirazzismo militante, che non è meno sciocco e meschino. Non trovo, voglio dire, una via di mezzo in cui riconoscermi, una landa della ragione cui riparare: o da questa parte o dall'altra, ed entrambe sono palesemente assurde, ed entrambe non lasciano intersezioni, nella società civile, nei giornali, in politica. Quando...

FEGATO, FEGATO SPAPPOLATO

Feltri. Solito pezzo su Libero, aggressivo, dalla prosa scontata, insomma: rozzo. Non mi piace, però ha ragione. Sulle badanti che ottengono il ricongiungimento della madre, la quale a 65 anni comincia a prendere, chissà perché, 600 euro dallo Stato italiano, dice il vero. Sui milioni spesi per la curiosa politica di integrazione dei rom, popolo che difende il proprio rifiuto culturale ad integrarsi (“Dovete lasciarmi rubare”, ne ho sentiti ripetere), dice il vero. Sui ragazzotti che non lavorano perché odiano lavorare, che in estate vogliono essere pagati per andare al mare, dice il vero e potrei fare il nome di più d'una attività che annaspa perché non trova chi impiegare. Idem sulle ondate di migranti, che non sono politici e neanche economici, cioè non se la passano male in patria (altrimenti non avrebbero soldi per partire, equivalenti al valore di una casa), e comunque non se la passano peggio qui, atteso che riescono a vivere di sussidi, elemosine e “diritti”. Hanno spi...

LUMINI, NE AVETE?

Hanno fatto a pezzi il giornalista musicale Paolo Giordano che dopo la strage di Barcellona aveva polemicamente invitato la Boldrini sulla Rambla. Era evidente che la invitava a constatare le conseguenze del buonismo, che buono non è mai, ma il cosiddetto popolo dei social, tra cui qualche amichetto di Maria più in dimestichezza col leccaculismo che con l'informazione, ha finto di non capire: la vuoi morta, sei un verme, fai schifo, e invocano il diritto-dovere a farlo sparire. Problema risolto: chi invoca le non-soluzioni, il continuare a non vedere, deve essere immune anche dalla verifica, da un senso della responsabilità etica, si chiami Boldrini o Saviano, gli assassini, gli stragisti sono quelli che li mettono in discussione. Ma le ricette dei buonisti, che buoni non sono mai, fanno acqua da tutte le parti. Difendono le Ong, e viene fuori che le Ong sono spesso la faccia presentabile degli scafisti. Pretendono la integrazione coatta, e chi è integrato, accolto e sovvenzio...

SUI VACCINI NON ASAGERIAMO

La legge sull'obbligatorietà dei vaccini è una pistola scarica: sieri ridotti da 12 a 10, sanzioni pecuniarie ridotte, nessuna privazione della potestà genitoriale; lo Stato, al solito, auspica, consiglia, confida. Maledetto Paese, maledetta società manicomiale, maledetta politica di calabraghe, poi hanno il coraggio di stramaledire una Thatcher di ferro. Per forza, qui usano le soluzioni emollienti, malleabili, duttili, regna il compromesso anche quando ne va della vita dei più piccoli. A che serve una legge così, se non a sancire la vittoria dei dieci o quarantamila mascalzoni di Pesaro, arringati da cialtroni anche peggio di loro? Doveva essere una norma drastica, per tutelare l'immunità di gregge, è diventata una prescrizione teorica, per la quale chi rifiuta una cosa indiscutibile come un vaccino non rischia praticamente niente. Ecco, moltiplicate questo caso per settant'anni di storia e otterrete la Repubblica Italiana, fondata sul qui lo dico e qui lo nego: è l...

SOLUZIONE BOERI

Il presidente dell'Inps Tito Boeri, che a me non ispira granché ma potrei sbagliarmi, dice che dipendiamo dagli immigrati, se chiudiamo le frontiere il sistema previdenziale salta. Anche qui potrei sbagliarmi, ma ho qualche dubbio che quelli dei barconi entrino lisci nel tessuto socioeconomico come assunti che pagano i contributi con cui sorreggono la baracca; mi pare più il contrario, gente che costa e, bongré malgré, non rende. Posso portare una trascurabile esperienza personale. Dalle parti in cui vivo, c'è un albergo di mare finito un po' in rovina ma ancora buono per ospitarci appunto gli immigrati; difatti ci hanno sistemato una comunità (prevalentemente) di senegalesi, che, per inciso, non scappano da nessuna guerra ma da un Paese dato in crescita, sempre se ciò che ho letto non è fantasia. Ora, queste risorse io le ho sempre viste lì, sulla veranda dell'hotel in disarmo o nei paraggi, a far niente, a solfeggiare sui telefonini, a passeggiare con indolenza. ...

A QUESTO PUNTO

A questo punto dovrebbe essere chiaro a tutti, anche ai più fanatici, che questo papa, secondo il quale non si fa abbastanza per gli immigrati, dovendo noi passare dalla scala delle centinaia di migliaia a quella dei milioni, è da rinchiudere in manicomio, anche perché non sa indicare alcuna strategia, organizzazione o metodo, non si scomoda a richiamare l'Europa alle sue responsabilità, gli bastano le parole, gli slogan, accogliere, integrare, risorse, più ponti. A questo punto dovrebbe essere chiaro a tutti, anche ai più ideologizzati, che l'Unione Europea non esiste: non uno dei 26 Paesi a fianco dell'Italia che affonda sotto il peso di sbarchi clandestini implacabili, ma è difficile sostenere che sono tutti nazisti, tutti carogne tranne noi, gratificati degli apprezzamenti, platealmente offensivi, di quel sinistro arnese di Junker in odore di malavita. “Sui migranti la UE deve cambiare passo” fu detto al brindisi per il sessantennale dai Trattati di Roma, il 25 mar...

UNA GIORNATA DI ORDINARIA FARSA

Giornata più buffonesca di questa sarà difficile trovarla. Comincia Junker, che prende anche per il culo: “Sui profughi Italia eroica”. E Gentiloni che pateticamente chiede “risposte concrete” mai arrivate in 25 anni e che mai arriveranno. E Minniti che praticamente dice “Siamo al tracollo”. Ma è davvero uno scandalo, ignobile, inverecondo, che continuino a partire, ad arrivare (e ad affogare) al ritmo di cinque, diecimila al giorno: ma come fanno a non muovere un dito, ma perché non li bloccano, non li presidiano, perché non bombardano i barconi in attesa (vuoti, ovviamente)? Perché questa tratta - perché è una tratta - di esseri umani fa comodo a tutti, in primis alla Chiesa che difatti non vuol sentir parlare di chiusura dei porti o di qualsiasi misura che argini gli sbarchi e in tal modo conferma la sua natura di potere irresponsabile e balordo. Ma non c'è solo lei, c'è tutta la filiera dei trafficanti che mette insieme utilitarismo umanitario, populismo cattocomunista...

IUS CAZZI

Avvertenze e modalità d'uso: questo non è uno scritto sullo ius soli ma sullo ius cazzi: il mio, di sottoprecario a vita che ha fatto collezione di elogi almeno quanto di mortificazioni e si è sempre vergognato di rivendicare qualsiasi cosa e allo Stato ha dato tutto, ma dallo Stato non ha avuto niente, ripeto: niente, ripeto meglio: NIENTE. Liberale prima inconsapevole, poi sempre più convinto, la litania del “ci deve pensare lo Stato” mi ha sempre fatto orrore e ho preferito fare il passo secondo la gamba e se la gamba non ci arrivava io rinunciavo. Ho rinunciato anche a formarmi una famiglia, a cercare un figlio perché sapevo che sarebbe cresciuto in mezzo a troppe rinunce e frustrazioni, per colpa mia. Adesso però sento, vedo moltitudini scaricare qui i loro figli, anche quelli che non hanno ancora, e vedo le sacre istituzioni incoraggiarli perché lo ius soli “è una battaglia di civiltà”. Ma certo, lo facessero, non è un problema per me, io la considero più che altro una f...

INERMI

Dopo l'attentato a Manchester la gente ha continuato a farsi i fatti suoi come non era mai successo, a maggior ragione in presenza di una strage che coinvolge adolescenti e bambini. In quegli specchi deformati ma tutto sommato fedeli che sono i social network, a parte qualche commiato di facciata, dominano come ogni giorno le facezie sulle piccole sfighe, le beghe quotidiane, le flatulenze narcisistiche, e poi quel bel tipo che ha inventato Twitter ha il coraggio di attribuirsi l'invenzione di Trump. Il cordoglio retorico e travolgente che si era avuto per il Bataclan, per il mercato di Berlino, completamente disatteso a parte le immancabili idiozie testuali – una ha incolpato la cantante Ariana Grande di chiamarsi così, fomentando il razzismo – e anche grafiche, questa volta le orecchie di coniglio listate a lutto, simbolo della popstar, una ragazzetta per le ragazzine. Se ne deduce una saturazione della paura, una rassegnazione irreversibile: a chi tocca tocca, inutile p...

QUALCOSA NON TORNA

Ancora su ponti muri e marce. Vivo in un paese di mare, e tra un mese ci sono le elezioni: il lungomare è una passerella di clandestini che vendono di tutto, notoriamente per conto della camorra. Nessuno si azzarda a dire una parola, non il sindaco uscente, che niente vede e niente fa, non lo sfidante, un tipo tutto legge e ordine, ma fino a un certo punto, gli stessi leghisti, che qui dovrebbero essere tre o quattro, per non passare per razzisti non fiatano e i vigili non passano e, se passano, salutano. Che bella integrazione: ho visto qualche (eterna) candidata, di destra, contrattare: no, cinquanta euro per 'sta borsa sono troppi, è una imitazione, te ne do venti, e l'altro che le rideva in faccia: del vucumprà storico non hanno più niente, li ho osservati e ho notato, con sollievo, che nessuno di questi venditori fuorilegge è patito, scavato o ha l'aspetto sofferente, mani curatissime, telefoni alla moda, non hanno neppure lo scrupolo di farsi vedere un po' di...

IL CARTELLO

Il tizio africano col cartello “più salvati meno Salvini” ieri alla marcia stradaiola, nel senso di Gino Strada, no muri di Milano è uno messo lì a fare quel che gli dicono di fare (insieme agli altri, carnevaleschi, con identici cartelli No Minniti, No Orlando, per dire no ad ogni dovere e responsabilità, sì a tutto quello che pretendiamo). Uno che non ha alcuna coscienza che non sia quella del mi spetta, un rivendicativo sindacale che vive felice perché è stato adottato come testimonial e ha finito i suo problemi. Ma gli altri? Il reprobo, Salvini, gli ha risposto su Facebook ricordandogli l'accoglienza dei 13000 morti affogati finora: non è un problema del tizio col cartello, lui vive bene facendo l'uomo sandwich dei “borghesi senza problemi” come il sindaco Sala, di cui parla il sociologo Ricolfi per dire gente altruista a parole, egoista e falsa nel concreto. Più salvati, meno Salvini: come, quando? Questa, sarebbe integrazione? I muri ci sono ovunque, checché ne dica...

PER FAVORE, NO

Non sapevo bastasse premettere che i vaccini sono una grande conquista per poi far seguire una intera puntata di malainformazione, disinformazione, interviste a pseudoscienziati screditati, a mogli di farmacisti affaristi antivaccini, a brava gente senza competenza, anche comprensibilmente preoccupata, che però scambia lucciole per lanterne e stabilisce, apoditticamente, la dannosità di ciò che potrebbe salvarla, e quindi concludere che è stato rispettato in pieno il mestiere di informatori seri e coscienziosi. Niente affatto. Ma proprio no. Non è così, questa è distorsione melliflua, falsamente neutrale e quindi più pericolosa, perché tesa a suggestionare con ogni malizia i deboli e condotta sulla pelle di questi ultimi. Bisognerebbe porsi il problema degli effetti sulla popolazione, più che quelli sul PD o su Report in questione. Per favore, non giochiamo su queste cose, non giriamoci intorno e non cambiamo le carte in tavola, perché trasmissioni come questa equivalgono a una tentat...

MI ARRENDO

Vorrei essere chiaro, cioè vorrei non essere frainteso, il che, già lo so, non accadrà. Pazienza, lo scrivo lo stesso, non ho altro da perdere: io non capisco più la faccenda degli immigrati, scusate dei migranti, che sbarcano in condizioni disperate sulle nostre coste. C'è qualcosa che non mi torna, qualcosa che la mia intelligenza, clamorosamente limitata, non riesce a mettere al suo posto. Che ci sia un giro di sfruttamento ignobile e colossale, questo lo so. Che andrebbe stroncato, è evidente. Perché non venga stroncato (basterebbe bombardare i barconi, ovviamente senza nessuno sopra, prima che partano, insegnava Giovanni Sartori), non lo so ma ho qualche sospetto che avvolge l'Europa dei pranzi e dei convegni, ovvero, per dirla chiara, secondo me dentro la UE c'è qualcuno, e anche più di qualcuno, che dalla tratta umana ci guadagna ed è in combutta con gli scafisti. Le altre che ci prosperano, sono, a vario titolo, le associazioni del dolore, della carità e della ...

L'OSSESSIONE DEL CEMENTO

Come tutte le sette, anche quella grillina carbura ad ossessioni: le scie chimiche, i vaccini, le "colate di cemento". Ogni opera va rigettata in fama di colata di cemento. E' il demonio il cemento, è il male puro, secondo una impostazione celentanesca anni '60 da ragazzo della via Gluck. Si vede che i grillini vivono sulle palafitte, che le ville di Grillo sono fatte di pan di spagna come la casa dei tre porcellini. Il cemento preso così, in modo ottuso, a simbolo di ogni nefandezza non ha senso: tutto dipende dal contesto, dall'uso, dalla circostanza, il cemento è male se devasta un litorale ma va benissimo per costruire strutture e infrastrutture essenziali per un Paese e le sue comunità. Cosa talmente superata dalla logica , che non è affatto in discussione da nessuna parte al mondo salvo che a Roma, Italia. Non capisco: ovunque al mondo le città, le civiltà si sviluppano sviluppandosi, cioè realizzando, costruendo e lo fanno in modo acconcio ai tempi, sf...

VIVA LO STATO, VIVA L'ITALIA!

Mia moglie deve riscuotere (da oltre un anno, il giudice delegato si era sbagliato, poi l'ufficio era scoperto, poi i ritardi, poi la mancanza di risorse, poi una in pensione non rimpiazzata, poi le macchie solari, signora mia...) una fattura dallo Stato per una difesa d'ufficio: è da stamattina che ci impazzisce, procedure on line da fare impallidire un burocrate d'antan, quella della semplificazione digitale è una post verità. In dirittura d'arrivo, l'ultima radiosa scoperta: per potere emettere fattura, bisogna pagare. 5 euro e passa la paura. Tradotto: per essere pagato (in ritardo) devi pagare tu (subito). Ecco, moltiplicate questa filosofia per dieci, cento, centomila ambiti e avrete la cifra esatta di questo Paese che liberale non sarà mai, che statalista resterà per sempre, che bofonchia contro la burocrazia ma è burocratico fin nel midollo  (basta vedere come scrivono gl'italiani) , che predilige il "pubblico" come cosa sua salvo lamentar...