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DOVE STA IL RIBOLLIMENTO?

Ci hanno, per parlare chiaro, scassato i coglioni con la prossima estate "la più torrida di tutti i tempi", e il risultato è l'ondata di maltempo alluvionale in mezza Europa, mentre in Italia piove da gennaio. Come si spiega? Si spiega col fatto che un conto sono le proiezioni, che il meteo politicamente corretto pretende catastrofiche (siccome la colpa è del capitalismo, delle industrie, un altro mondo è possibile, ci si mette anche papa Francesco con le sue bioencicliche strampalate), un conto sono i dati reali, fondati sulla constatazione della realtà: maledizione, anche oggi viene giù. Siccome però l'ideologia è quella cosa per cui se la realtà non coincide, bisogna potenziare la bugia, allora ecco fioccare gli allarmi più astrusi, di norma basati (chissà perché) sulla comparazione con "gli ultimi duecento anni". Vero niente. Quando mi affacciai a questo mondo idiota, e per diversi anni, l'allarme era esattamente quello opposto, si andava incont...

IO NON SO

D'un tratto mia madre mi bacia, "caro il mio bambino". Credo mi voglia dire che qualcosa in me le ricorda la sua stagione migliore, quella di giovane mamma e moglie felice, che mi aiutava a fare i compiti. Ma quel qualcosa che lei rivede in me è precisamente quello che sento d'aver perso. Temporali nel mio cuore, da quanto tempo ormai? Ho visto tante cose, tanta morte, tanto squallore, ma non è questo ruolo da spettatore, da narratore della vita volentieri partecipe, ad avermi cambiato più di quanto possa cambiare un uomo; forse sono state le infami persone, tante o poche che fossero ad avere inciso nella mia anima. Sì, io ero un caro bambino, diverso dagli altri, più fragile, più disarmato ma più felice anche, di quella felicità che conosce solo chi prova i brividi nella schiena, chi ascolta un filo d'erba crescere. Privilegi di una vita sensibile, sensuale se vuoi, che ho sempre tentato di trasmettere agli altri: ne ho fatto un mestiere, e quel mestiere è...

PERFETTO

Non voglio esser perfetto Non voglio fare tutto Voglio stare sul letto A leggere fumetti Con le vecchie canzoni Con lo specchio dei tuoni Appena dietro al vetro E' inutile lottare Disfarsi a guadagnare La morte in questa farsa Che nessuno diverte Dalle finestre aperte Aria di gioventù Dello smog ch'eri tu Cent'anni o forse più E tutto è fatto e detto Non voglio esser perfetto Non morirò così In gabbia come voi Nella lebbra d'eroi Consacrati al prodotto Non voglio esser perfetto Non voglio essere tutto Solo la libertà Che sono stato già Che schiavitù chiamavi Che adesso tu m'invidi Con gli occhiali sul letto E le zampe dei gatti E quattro sigarette Tra i libri, i miei fumetti E le vecchie canzoni Così sono perfetto Affanculo la lotta Apro un'altra lattina

I PERDENTI E GLI ULTRAS

Da un po' di tempo vedo gente anche ragionevole, che ricordavo mite e disposta a ragionare, scatenarsi come ultrà: tutto è sotto attacco, tutto è regime, la Costituzione che non si deve toccare, quelli dell'Anpi da sostenere anche se mettono becco dappertutto come i vescovi, le riforme che ci scaricano in fondo a una dittatura. Benissimo. Io da tempo ho accettato l'idea di non aver voce in capitolo e in fondo mi sta bene così. Però mi sorge il sospetto che tanta furia democratica sia in realtà per mantenere i propri diritti più che i diritti in senso lato, quanto a dire la fottuta paura di finire come gli ultimi, gli abbonati all'abbandono. Perché non ho mai sentito nessuno preoccuparsi per chi (come me) di diritti non ha mai avuto nemmeno l'ombra (e magari adesso passa per sfigato, perdente, nullità) in una vita di lavoro fatta solo di obblighi, per la semplice ragione che dovevamo funzionare come ammortizzatori, materassi di uno Stato sociale-cicala che tutto...

LA FINE E' VICINA

Alla sede del Moma di San Francisco, per l'occasione ribattezzato Mona, un diciassettenne lascia un paio di occhiali per terra: i visitatori si precipitano a filmarlo e la provocazione grazie al web fa il giro del mondo, cioè si risolve a modo suo in un'opera d'arte. Qui in Italia hanno subito scomodato "Le vacanze intelligenti" di Alberto Sordi, ma più per riflesso pavloviano, senza collegare l'unica scena davvero pertinente, quella in cui la moglie buzzicona, Augusta, stremata si lascia cascare su una seggiola e la scambiano per una scultura vivente. Negli anni Sessanta si teorizzavano la (demenziale) democraticità del genio, l'opera d'arte in quanto tale, la "merda d'artista" e la pop art serializzata di Andy Warhol, che fingeva di criticare la civiltà dei consumi ma invece ci marciava alla grande. Negli anni Duemila e qualche cosa tira una ancor più delirante convinzione e cioè che se una cosa gira per la rete, "diventa vi...

L'EUROPA COM'E'

Tre naufragi in cinque giorni e 70 morti: bella, la preoccupazione dell'Unione Europea, bella davvero: poi c'è ancora gente che ha il coraggio di definirsi "europeans", come in quel radiospot insopportabile del PD, che tuttavia, come ogni partito (inclusi i refrattari a parole), ha evidenti motivi di lucro per volerci restare, in UE; ma se i risultati sono una strage quotidiana, conviene farne a meno anche perché questa Europa non farà mai niente, questo si è capito, così come niente ha fatto e sta facendo su qualsiasi autentica emergenza continentale. Se invece si vuole apprezzare il ruolo di un mostro burocratico che ambisce a regolamentare il nostro pensiero, i nostri gusti privati, le nostre parole, allora è un altro discorso. Ma la manfrina per cui l'Europa va bene anzi è inevitabile però va riformata perché così serve a niente, tradisce un tale controsenso che non serve neppure commentarlo. Poi si spiegano, si fa per dire, certi editoriali come minimo d...

BENZINA

Odor di legno di cartoleria. D'eternità che un sogno soffia via. Di benzina dolciastra ed assassina, budino di smog che scampo più non dà. Di zoo, per mano a papà che mi ci porterà se sarò buono... Di cinema, di metropolitana. Di giocattoli rotti nel mio cuore. Odor di casa d'una vecchia zia. Vaccini, municipio, infermeria. Odore dell'antica scuola mia, prima prigione gonfia d'allegria. E banchi e banchi e banchi e ancora banchi e cresco e non ho più un banco per me, nomade al guinzaglio della vita. Figlio d'un liceo che è casa mia. Odore d'una sera di settembre. In motorino passo e sono là, accovacciati tutti nel tramonto ad aspettare l'apertura già della galera magica matrigna dove odore di donne, delle canne regna nel mare amaro d'ansietà. Odor di fiori dritti nell'asfalto, come faranno solo Dio lo sa. Odor d'erba bagnata sulla strada, nell'aroma che c'è ma non so dire. Odore di calore di rugiada nell'odore di odore di città...