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PUR DI RAGGIUNGERMI



Un gran chiasso perduto mi consuma
Il bisogno di notti di città
Di luci, di traffico di passi
Sparpagliati, estranei, eppure complici
Come una coincidenza di destini
Alberi di Natale, Duomo e Scala
E prendere la metropolitana
Uscire per non restare solo
In mezzo agli altri per restare più solo
Tra cose che non chiudono mai
E il tram, dove lo metti il tram?
Senza il tram non è una città
Parlare a una puttana, ad un fioraio 
Peruviano, la faccia accesa a intermittenza
Dal semaforo, da bagliori di fari
Che stipano deserti rettilinei
Posti sempre uguali ma distanti
Da arrivarci, sorvegliarli e andare
Rientrare e sempre qualche rumore
Echi dal buio di frenesia estenuata
Che ti avvolgono, ti fanno compagnia
Padre mio sono come te
Vecchio come te, condannato a lottare
Solo fra tutti, patetico e orgoglioso
Ma c'è un posto dove il tempo è sconfitto
Lo ritrovo quando nella notte
Ascolto macchine passare, posso inventare
Posso fingere ancora il mio reame
Pur di raggiungermi, sarei pronto a morire

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