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LA CHIMICA E LA LOGICA


Se ne fa un gran parlare, secondo me partendo da premesse sbagliate. Anzi, sballate. Alla moda, ludico-nostalgiche, ma stonate. Niente porta a dimostrare che liberalizzare le sostanze considerate stupefacenti servirebbe a combatterle (né appare questo lo scopo, fuor da ipocrisia). Anzitutto, è risibilmente chiaro che mettere qualcosa in farmacia non la rende salubre di per sé (anzi). Secondariamente, la faccenda della cannabis per uso terapeutico è la scoperta dell'acqua calda: la morfina in questo senso fa anche meglio, dunque legalizziamo l'eroina? Ancora: statalizzare, di fatto, una sostanza non significherebbe alla fine affidarla alle grinfie di qualche odiata multinazionale farmaceutica (con il che l'ideologia antagonista che permea la questione ne uscirebbe beffata da se stessa)? 
D'altra parte, e questo è precisamente il punto chiave, i cartelli e le mafie che trattano droga non sono stupidi e reagirebbero intensificando il controllo sulla filiera, facendo sparire le sostanze e originando un mercato parallelo (un conto è proibire una sostanza, come gli alcoolici, in partenza lecita; altro, liberalizzarne una illecita). Si consideri che proprio l'esempio degli alcoolici smentisce questo luogo comune consolatorio: al mondo, le morti per alcolismo superano tutte le altre. Vale lo stesso per le sigarette, perfettamente a norma di legge ed anzi a lungo "pubbliche" col Monopolio di Stato. In realtà, quello che si vuole è libertà di drogarsi in grazia d'Iddio (cioè dello Stato). 
E io, qui, personalmente sono d'accordo: non in base a premesse mistico-ideologiche quanto libertario-libertine e assolutamente individualiste. Quindi contro-ideologiche: io contesto l'idea di uno Stato che mi imponga la salute, specie se si dà da fare per alimentare il gioco d'azzardo che è la droga più micidiale di tutte. Sono giunto a contestare addirittura l'idea stessa di Stato (non da anarchico derivativo del marxismo), figuriamoci se mi sta bene quella di una entità burocratica che mi dice cosa fare.
Vengo al dunque. Per me, è tutto un falso problema. Legalizzare o liberalizzare non serve così come non serve proibire in quanto il consumo di droghe è qualcosa di troppo radicato, di indotto dal modo di vivere, dalla pubblicità, dai consumi, in una parola dalla società; quindi, la scelta sta se mai tra un rifiuto o una presa d'atto della situazione, che, come tale, può anche suonare come una resa. Non importa. Il mondo va avanti, bisogna pur che vada avanti, e se occorre rendersi conto che viviamo in società pluridrogate, pluridipendenti, e che la tossicità di queste società è irreversibile, tanto vale accettarlo una volta per tutte. Senza aspettarsi miracoli da illusorie soluzioni legalistiche: il Colorado, nell'ammirazione planetaria, ha legalizzato la marijuana dal primo gennaio di quest'anno. Risultato: 37 morti di overdose nel solo primo giorno. Tutti per overdose. Si era sottovalutata la potenza della marijuana attuale, incomparabilmente più devastante di quella degli anni '70. E subito i ripensamenti dello Stato del Colorado, che adesso si chiede se non sia il caso di ritirare questa apertura di credito alla marijuana. Gli uomini bestioni non si regolano, consentire loro ciò che era vietato sarà anche una scelta di civiltà ma non li salva: proibire uno stupefacente non sarà l'opzione migliore, ma pretendere di risolvere tutto legalizzandolo (e tassandolo, che è il vero obiettivo di tutti i Paesi, a cominciare dall'Italia, dove ci si aspetta un gettito immediato di 8 miliardi di euro, a riprova della diffusione conclamata della sostanza), è un colpo di magia che non ha senso; l'ideologia è una cosa, la chimica un'altra.
Tenuto presente tutto questo, io lascerei ampia libertà a ciascuno di trattarsi, e in caso rovinarsi, come gli pare. Conosco l'obiezione a questo punto: libertà di droga significa libertà di stragi impunite, al volante o per altre cause. Controbietto che a questo punto ci siamo già ampiamente, con l'aggravante di uno Stato che deve farsi carico: io invece propongo libertà incondizionata, ma pene senza appello a chi, sotto effetto, nuoce. Perché a quel punto l'alterazione psicofisica non può essere, come invece sempre viene considerata, perfino contraddicendo il codice penale, una scriminante; al contrario, diventa la più definitiva delle aggravanti.
In sintesi: ciascuno si gestisca come vuole, senza Stato fra le palle: ma ne paghi anche le conseguenze fino in fondo. Ecco per me a cosa dovrebbe servire uno Stato, ovvero una burocrazia: ad esserci il meno possibile, ma ad esserci davvero quando serve. 

Commenti

  1. Su un punto sono perfettamente d'accordo: no ai diktat statali salutisti -e ipocriticissimi- e sì a comportamenti individuali liberi e responsabili, finchè non si ledono i diritti altrui. Un drogato, in quanto tale, non è anche necessariamente un delinquente; lo diventa- ladro, spacciatore, prostituta- per effetto del circuito malavitoso generato dal proibizionismo. Personalmente sono favorevole alla sperimentazione di forme( non di liberalizzazione, ma )di legalizzazine controllata.
    Francesco

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  2. pienamente d'accordo, Max. Da buon matematico, devo dire che quando un ragionamento segue la logica c'è poco da controbattere (e l'importante, appunto, è partire dal giusto presupposto). Io voglio essere libero di fumarmi uno spinello nel salotto di casa mia intanto che sorseggio una buona birra e ascolto un po' di musica. Poi ovviamente non sono libero di andare in giro in auto fumato, così come non sono libero di girare in auto ubriaco. Tra l'altro la marijuana ha il pregio che me la posso coltivare tranquillamente sul balcone di casa senza chiedere nulla allo Stato o alle farmacie; insomma, fatece fumà, ma che la smettano una buona volta con sta puttanata della lotta alla narcomafia, narcotraffico, narcoinsurrezionalisti.
    Sandro

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    1. Sì ma quando lo Stato legalizza, intende che ci mette su la manona, che statalizza: tasseranno pure i balconi, i vasi, i semi e inoltre apriranno strutture pubbliche come i Bingo. In accordo con le mafie, è chiaro.

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    2. Tutto già visto con la legalizzazione del gioco d'azzardo, giusto?
      Sandro

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  3. Dal momento che il sistema sanitario è pubblico, e che le spese mediche di chi si fotte il fegato e il sistema nervoso con le droghe le paghiamo tutti, secondo me lo Stato ha tutto il diritto-dovere di penalizzare(per quanto possibile) stili di vita, abitudini e dipendenze dannose per la salute(abuso di alcol, fumo, droghe, obesità, abuso di psicofarmaci, doping ecc..) e incentivare i comportamenti sani(alimentazione equilibrata e moderata, sport, ecc..) non credi?
    Poi rimane sempre la libertà individuale di ignorare i divieti, e pagarne le conseguenze, ma facilitare l'accesso a una sostanza che è ben dimostrato essere molto dannosa per lo sviluppo del sistema nervoso(a fare uso di cannabis sono soprattutto i minorenni, che devono ancora completare lo sviluppo del cervello), ed essere cancerogena per i polmoni(forse anche peggio del tabacco), non mi sembra una brillante idea. Specialmente in questi tempi di crisi economica italiana, in cui di soldi per il sistema sanitario ce ne sono/saranno sempre meno!

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    1. Io infatti sostengo una soluzione precisa: ciascuno si sfasci come vuole (verissimo che la marijuana di oggi è devastante rispetto a quella di 40 anni fa), e ne paghi, lui, le conseguenze. Ma si sa che in Italia piace peccare in grazia d'Iddio, fare la rivoluzione coi carabinieri, e i danni poi vengono "spalmati", cioè li pagano tutti tranne quelli che li hanno fatti. Io già adesso non capisco il "dovere", da parte di una collettività, di recuperare i tossici, manco fossero vittime di chissà quale dittatura spietata.

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    2. Non lo so se l'hashish di 40 anni fa fosse meno dannoso di quello di oggi, ma ci sono tantissimi studi che dimostrano chiaramente che negli adolescenti (tra i 14 e i 22 anni) l'uso regolare di cannabis può avere effetti catastrofici sul cervello(attacchi di panico, difficoltà di concentrazione, apatia, danni temporanei e permanenti alla memoria a breve termine e tanti altri problemi neurologici più o meno gravi). Mentre per il cervello di una persona adulta, fa male ugualmente, ma meno di una sbornia alcolica: insomma chi inizia a fumare canne a 20-25 anni, non corre il rischio di danni permanenti. Il problema è che spesso la cannabis si inizia a fumare molto prima dei 20 anni, e che è praticamente impossibile vietarla solo ai minori(alcol e sigarette in teoria sarebbero vietate ai minori di 16 anni, ma in pratica le possono comprare anche i bambini) e quindi un'eventuale legalizzazione ne aumenterebbe ulteriormente la diffusione(come se non fosse già fin troppo diffusa!) soprattutto tra i minorenni!

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  4. scusa ma i 37 morti in colorado sono per overdose di sola marijuana ?
    senza strani intrugli?
    se così fosse , mai sentita una cosa del genere!

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  5. Ripeto, e preciso: io liberalizzerei tutte ma proprie tutte le sostanze (la distinzione tra "leggere" e "pesanti" non mi ha mai convinto e ormai è superata: leggera una canna che ha 300 volte la potenza di quelle di 40 anni fa? Leggera una pasticca che ti lascia secco). Però a rischio e pericolo. E a spese proprie. Ma pare che questa libertà non sia gradita, anzi venga percepita come provocatoria.

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    1. Ok, ho capito come la pensi, ma secondo me se si legalizzassero tutte le droghe(o anche solo alcune) sarebbe sempre molto difficile fare in modo che le "scelte"(tra virgolette perché non credo molto nel libero arbitrio, specie quando si tratta di dipendenze) sbagliate di alcuni, non abbiano nessuna ricaduta sul resto della società. Per esempio gli alcolizzati non danneggiano solo se stessi, ma come minimo l'intera famiglia(se ne hanno una), poi i vicini di casa(l'alcolismo rende le persone violente e insopportabili), gli altri automobilisti(nel caso di alcolizzati patentati)il sistema sanitario(cirrosi epatica, demenza, insufficienza renale ecc...) e in fine pure quello pensionistico(prima o poi tutti gli alcolizzati diventano incapaci di lavorare e prendono qualche indennizzo di disoccupazione o pensione d'invalidità)

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    2. Sì ma questo è precisamente quel che succede adesso. Allora io dico: lasciamo piena libertà (anche perché se c'è uno Stato squalificato ad imporre regole morali è questo), e però facciamo in modo che chi sgarra, paghi. Anziché l'opposto, facciamo duemila divieti e proibizioni "severissimi" e poi li lasciamo lettera morta.

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    3. Capisco!
      Io personalmente preferirei vivere in un sistema di tipo "svedese", con tante tutele, ma anche regole, limiti e divieti abbastanza rigidi, piuttosto che in sistema di tipo "americano", con tanta "libertà individuale" e pochissime tutele sociali, ma entrambe le cose possono funzionare. Mentre un sistema con tante tutele, e zero regole(come lo vorrebbero molti italiani) non sta in piedi!

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    4. Concordo pienamente con l'articolo. Vogliamo poi parlare della colossale truffa dei Ser.t? Questa fallimentare mangiatoia che ha solamente contribuito ad alimentare il numero dei tossici...ho conosciuto, mio malgrado, tossicodipendenti di 50 anni che dopo 30 anni di pere continuano a elemosinare metadone, senza ovviamente rinunciare all'eroina. Non me ne frega niente di tutelare questo tipo di servizio, questa rete di sicurezza per funamboli sballati; l'assistenzialismo interessato di Stato, preti e comunità di recupero avrà anche un suo perché ( i soldi), ma ha solo contribuito a creare generazioni di zombie, i quali, protetti dal loro status di "malati", continuano bellamente a farsi i cazzi propri senza, come scrive Massimo, pagarne le conseguenze. Alla fine gli unici ad essere soddisfatti saranno i soliti enti desiderosi di salvare, lucrandoci sopra, le pecorelle smarrite, e le strafatte pecorelle stesse, felici di essere tutelate e mantenute a vita.
      Joy

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    5. Sì, i Ser.t sono stati (e sono) indecenti. E deleteri.

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    6. Io per la verità non sono antagonista per niente, e non ho neanche capito bene perché Massimo mi irride quando parlo di legalizzazione, e poi si dice favorevole ad una piena liberalizzazione. Ma rileggerò meglio i suoi scritti. Invece trovo molto chiaro l' intervento ( il primo ) di Andrea, rispetto al quale io sono su posizioni diametralmente opposte: trovo infatti assolutamente mostruosa l' idea che lo Stato sia legittimato a penalizzare gli stili di vita: quindi gli obesi, gli alcolisti, i variamente dipendenti da sostanze chimiche, gli erotomani etc. Tra l' altro, cosa facciamo, la lista delle abitudini non virtuose ?
      Francesco

      Francesco

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    7. Perché l'equazione proibizionismo uguale delinquenza è risibile.

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  6. "Invece trovo molto chiaro l' intervento ( il primo ) di Andrea, rispetto al quale io sono su posizioni diametralmente opposte: trovo infatti assolutamente mostruosa l' idea che lo Stato sia legittimato a penalizzare gli stili di vita: quindi gli obesi, gli alcolisti, i variamente dipendenti da sostanze chimiche, gli erotomani etc. Tra l' altro, cosa facciamo, la lista delle abitudini non virtuose ?
    Francesco"

    Giusto per chiarire,io non ho mica detto che bisognerebbe chiudere i drogati nei campi di concentramento!
    E non si tratta nemmeno di arrestare e torturare tutti quelli che hanno abitudini poco sane, ma solo di promuovere gli stili di vita più sani a partire dall'infanzia, e di far pagare una tassa o un'assicurazione sanitaria privata, a chi vuole avere la libertà di perseverare nelle abitudini più dannose(tipo un obeso grave che non vuole far nulla per dimagrire, o un alcolizzato che non vuole smettere). Niente di così mostruoso!
    Del resto, dal momento in cui il sistema sanitario è pubblico, la salute non più un fatto esclusivamente privato, ma diventa un problema pubblico, perciò si tratta solo di far pagare ad ognuno il prezzo delle proprio stile di vita. Tutto qui!

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  7. http://www.giornalettismo.com/archives/1286137/la-bufala-dei-37-morti-per-overdose-da-marijuana-in-colorado/

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    1. Mi fa piacere. Così la prossima volta, sul presupposto che la marijuana fa bene, di morti ce ne saranno 74. Veri.

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