Un
successo, ritrovarsi secondo negli ebook più venduti su Amazon con
Zappa, con Ali, con House? Forse, non lo so, comunque una piccola
rivalsa: faccio sempre tutto da solo, non ho nessuno che mi aiuta,
non posso parlare di quello che faccio da nessuna parte. Niente
ospitate, niente pagine sui giornali. Nessuno che se ne accorga. Non sono spendibile io. Non sto nei giri editoriali. Quanto a mezzi,
sono un mendicante. Mi affido all'incognita ogni volta: piacerà? Non piacerà? Ed ogni lettera di incoraggiamento è aria che respiro, ed ogni clic per scaricare un ebook aiuta il prossimo che verrà.
Eppure arrivo sopra le grandi case, i grandi
nomi. Come si spiega? In parte col fatto che nessuno vende più, in
parte non me ne frega niente, tiro dritto per la mia strada, come
Zappa che meno vendeva e più dischi faceva. Mica è colpa mia se ho
ancora cose da dire, da scrivere, da pubblicare. Da affidare. Se non avessi questa
possibilità, l'autoproduzione, il formato elettronico, che costa
niente, che consente tutto, starei fresco. Ma ho imparato a
cavalcarlo, e, anche se non sarò mai un bravo pubblicitario di me
stesso, posso ancora sperare di tener compagnia a qualcuno. Questo è
il senso di una classifica, sapere che c'è chi ti ha scelto, passerà
un po' di tempo con te, con quello che hai da dire, con i tuoi eroi
di carta (di luce, meglio).
Credimi, lettore, ogni copia in più è un
evento, quasi uno shock: io t'immagino cercarmi per la rete,
cliccarmi, ricevere l'ebook sul computer o sul kindle, metterti a
leggerlo, portartelo appresso in treno, in metro, in tasca. Io ti
immagino e non ti do mai per scontato, ogni volta che butto fuori un
lavoro mi dico: spero di venderne almeno una copia.
Ma se pensassi a questo quando scrivo, sarebbe finita. Debbo farlo sempre credendoci solo io, debbo essere egoista quando scrivo, e poi chiudere gli occhi e pensare: è andata, non aspettarmi più niente e lasciarmi sorprendere. Ogni tanto va meglio, qualche volta non come vorresti: ma fare un libro sapendo cosa ci si aspetta, scriverlo per non disturbare nessuno, far contenti tutti, perché se ne parli, è una tentazione troppo facile; spero di non cederle mai, privilegiando ancora una volta l'autolesionismo.
Sarà questo mio caratteraccio, ma al gusto acre dell'indipendenza non riesco ancora a rinunciare: mi pare oltraggioso, addirittura assurdo che qualcuno pretenda di mettere le mani su ciò che scrivo, e non sono molto bravo a chiedere attenzione, recensioni: è un talento anche quello, e ne sono sprovvisto. Sogno un mondo in cui mi lasciano fare tutto quello che voglio e mi interpellano pure, senza che io abbia bisogno di propormi: ma come? Non lo capiscono, quanto sono bravo? Fantasie, illusioni da vecchio bambino viziato, isole paradisiache in cui sprofondare, isole che non ci sono: del resto, il problema non si pone. La mia autoproduzione è una virtù che si fa necessità e non rinuncia al piacere della libertà.
No, niente
agganci per me, nessun giornalista che ne parli, nessuno spazio
promozionale, neanche l'ombra di un consiglio per gli acquisti. E poi
lo vedo lì, appollaiato in cima quell'ebook che ho partorito nel
casino dei miei giorni, la trovo lì, quella copertina che ha fatto
mia moglie, che abbiamo discusso insieme, con tutto l'amore umile, la vedo lì e non ci posso credere. Quasi non ha senso. Non è un modo
di dire, davvero non mi par vero e vorrei fosse d'incoraggiamento per altri, che magari ci pensano, non sanno se provarci, se osare e buttarsi. Magari dura un attimo, ma vale una
vita. Finché ce la faccio, finché ci credo.
Tutti gli ebook sono disponibili su Amazon, Smashwords, Kobo, iTunes...








Oggi l'attenzione mediatica, le grandi case, i grandi nomi, ecc... portano spesso ad una spersonalizzazione e ad un impoverimento dell' artista. Quanti hanno fatto la stessa fine tristerella? Da sconosciuti numeri Uno a Numeri Zero di grande fama.
RispondiEliminaUna volta giunta la sazietà dell' anima, la fame di verità, di raccontare, di sconvolgere, di subbuglio, di provocazione viene automaticamente annientata. Pochi casi dimostrano il contrario.
Ecco, io spero quindi di poterti continuare a leggere sempre così! Incazzato, triste, mai retorico, critico... Ma sempre così vivo e con tanto da dire e raccontare.
Retorico anche. Comunque sincero. Finché si può.
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