Il diavolo,
proverbialmente, si nasconde nei dettagli e i bilanci con relative
note a margine rigurgitano di dettagli ed io mi tolgo il cappello
davanti all'inchiestaccia di Eddy Cilia che sui dettagli del Mucchio
deve averci lasciato gli occhi. Roba tosta, che poco si legge in
giro. Le reazioni c'incoraggiano a continuare. Abbiamo appreso, da
una non-smentita da manuale della direttora allo stesso Cilia, che la
gestione Stefani aveva accumulato, ancora ai tempi della lira, un
buco di 600 milioni, roba che riferita all'inchiesta di Eddy c'entra
come la medesima direttora col giornalismo. Poi tutto chiaro come...
nebbia. Si arriva agli anni Dieci del terzo millennio, quelli del
naufragio e qui ci addentriamo, cercando di non complicare la vita a
chi legge.
I contributi per il 2009
e il 2010, ancorché ridotti rispetto agli anni precedenti, sono
stati conteggiati intorno ai 420/450mila euro: a fronte di quale
effettiva esposizione debitoria, ci sfugge. In compenso, si sa che il
defenestrato direttore negozia nell'aprile 2011 una sorprendente
liquidazione, spalmata su 117 comode rate: buona, anzi ottima uscita
che gli evaporerà dalle mani in quanto curiosamente vincolata
all'andamento delle future sovvenzioni pubbliche; da cui il Wild
Thing, cioè la versione di Stefani che, inviperito per questo ed
altro, innescherà le prime rappresaglie. Ma può un giornale che si
riconosce sul classico orlo del baratro, che più che mai piange
miseria coi collaboratori, confidare in un futuro decennale per
foraggiare chi non ci sta più?
Concediamo naturalmente
che gli stessi interessi passivi, i fidi, le garanzie, abbiano
appesantito la situazione. Sta di fatto che proprio nel 2011, primo
anno della nuova, illuminata gestione, in presenza di una perdita
d'esercizio per euro 107mila, si vantano debiti per complessivi
326mila euro a fronte di crediti per 405mila euro, diminuiti di
119mila euro rispetto all'esercizio precedente, 291,5 dei quali alla
voce “crediti per contributi da incassare”: sono le famose
Provvidenze per l'editoria cooperativa (suscettibili di ritocchi in sede di effettiva erogazione). Non pare una situazione da
canna del gas, così come viene prospettata a chi lavora e a chi
legge. Inoltre, per poco che sia, ci sono le edicole: Se è vero che
il Mucchio si è attestato sulle 4000 copie di venduto, a 6 euro la
copia fanno 24mila euro al mese, che, decurtate della metà spettante
al distributore, e considerando lo stallo di agosto, rendono comunque
sulle 125mila euro. Non era sanato il passivo? Non ancora, si vede.
Ma nel giro di un paio di mesi andranno aggiunti gli effetti della
gloriosa campagna “io sto nel Mucchio”, delizia (prima, adesso
croce) di poco meno dei duemila lettori fatidici, che comunque
portano in cassa, ad occhio, altri 100mila euro almeno. Le somme
tiratele voi.
Va tenuto conto che in
questa fase il parco “pagati” si riduce sia numericamente che
come livello di compensi; laddove alcuni, abbiamo appreso con viva
soddisfazione, fanno i salti di gioia per lavorare gratis anzi sono
pronti a spararsi, pistola alla nuca, se qualcuno, offendendoli, si
permette di proporre loro la benché minima cifra; inoltre, le spese
correnti sarebbero state drasticamente ridotte e la stessa
cooperativa risulta ridimensionata in minicooperativa, ormai davvero
un affare di famiglia, per poter continuare a percepire sovvenzioni
anche per il futuro; tutto questo e quant'altro considerato, ci si
interroga “sulla temporaneità del giornale” e le prospettive
sarebbero burrascose come non mai. Ne prendiamo semplicemente atto e
qui ci fermiamo.
Debiti, debiti, debiti.
Sempre debiti. Questo veniva giurato. E a questo tutti ci attenevamo.
Quasi tutti eravamo distanti, impotenti a verificare, ma se anche per
qualcuno una macchina ci scappava, se una vacanza no Alpitour ci
usciva, come si fa a sospettare che venissero fuori da quei debiti?
Un conto è la situazione patrimoniale dell'aziendina, un altro le
sostanze familiari, sulle quali è ingrato sindacare: non è che uno
va dal direttore e dice, altolà, brutto disgraziato, fammi vedere
dove vai in vacanza. A beneficio dei soliti che, col senno del poi,
sanno sempre tutto.
Poi uno rintraccia i
dettagli e si accorge che, ancora dal conto 2011, quindi a Stefani
rimosso, aria nuova, vita monacale, niente più trasferte, interviste
per telefono eccetera, 24mila euro venivano bruciati soltanto alla
voce: trasferte, alberghi e ristoranti. Teniamo pur conto che il
Mucchio ha una immagine da difendere, una intensa vita sociale da
sostenere, altro che New York Times, che insomma non stiamo mica qui
a pettinare le bambole sul pube. Però 24mila euro l'anno di
ristoranti fa 2mila euro al mese che fanno 500 euro la settimana che
fanno 70 euro al dì; parafrasando il dottore di Alberto Sordi nelle
“Vacanze intelligenti”, levatemi una curiosità: ma che cazzo ve
siete magnati? (è 'na vendetta, è 'na vendetta, è 'na Revenge...)
A beneficio dei pazienti
lettori, preciserò che l'ultima intervista in trasferta, se non
sbaglio Pino Arlacchi a Roma, fra i massimi esperti al mondo di
criminalità organizzata, ancora il 2 ottobre del 2010, rimase a
spese mie. Come del resto i contatti preliminari al telefono, tutte
le altre interviste condotte al telefono, tutti i libri necessari per
studiare, per documentarsi, le varie ed eventuali. Poi venitemi a
dire che mi stava bene. Voi che avreste fatto? Perché lì, quando ti
negano pure le 70 euro di un viaggio e due cappuccini, o lasci
correre o finisce a mazzate. Altro che ristoranti.
APPENDICE (INFIAMMATA)
APPENDICE (INFIAMMATA)
“Nel frattempo
riuscii ad avere in gestione una Land Rover Defender 110 della
società. Cosa facevamo? La Stemax comprava in leasing la macchina a
me e Daniela. Quando finiva dopo 3 anni, veniva riscattata non dalla
società ma da Daniela che subito dopo la vendeva come privato. Il
ricavato ce lo dividevamo a metà e nello stesso tempo la Stemax
comprava un’altra macchina sempre in leasing e il gioco
ricominciava. Per me quei soldi erano una boccata d’ossigeno, pieno
di debiti come sempre ero, e Daniela e la commercialista mi
assicuravano che era tutto perfettamente legale. Ai tempi della
Lakota neanche immaginavo si potessero fare queste cose. Ovviamente,
prendendo i contributi, un 50% della macchina veniva pagato dallo
Stato. Com’è vero che, con questo giochetto, più la macchina
costava più soldi beccavamo. Però ‘sta cosa non mi è mai
piaciuta e alla fine mi dava un fastidio cane, così invece di alzare
sempre di più la posta, scelsi un piccolo furgone della Renault, la
Kangoo, beccandomi i rimbrotti di Daniela. Che invece come ultima
macchina guidava una Rav4 della Toyota. Spendere 3000 euro al mese di
leasing di macchine quando pagavamo molti collaboratori 300 euro
l’anno non mi andava giù. Ci doveva essere un limite, morale.”
(da Wild Thing, pag. 241)
Se è per questo, anche per il banale mantenimento delle macchine spendevano più che per gli esseri umani. Per tutto il resto, c'è Mastercard.
Se è per questo, anche per il banale mantenimento delle macchine spendevano più che per gli esseri umani. Per tutto il resto, c'è Mastercard.

scrivere pezzi può essere interessante e come anche gridare allo scandalo, ma qui c'è materiale sufficiente per agire in giudizio
RispondiEliminalo deve fare in primis chi ha lavorato per anni con compensi al di sotto di qualunque limite legale per ottenere il riconoscimento delle proprie ragioni,
lo deve fare chi è ancora creditore della società e non è stato pagato
lo deve fare chiunque sia stato portatore o sia portatore di un interesse rilevante presentando un bell'esposto alla procura per come siano stati utilizzati i contributi pubblici
se una società sperpera soldi privati, sono i creditori, i lavoratori o i soci (non in combutta con gli amministratori) ad agire contro chi ha dissipato e a chiedere tutela, civile e/o penale
qui essendoci in ballo soldi pubblici potrebbe anche essere la procura a indagare fin da subito per il tramite della Guardia di Finanza sull'amministrazione della società....il materiale c'è, si faccia un esposto inviando il tutto...se uno utilizza i soldi pubblici per continuare a comprare in leasing auto di grossa cilindrata utilizzati per fini extra aziendali...behh c'è qualche fattispecie di reato che viene a galla
diversamente 'sta storia ha il sapore della telenovela...dolorosa ma sempre telenovela
certi lettori (immagino) sono nati in bicicletta.
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RispondiEliminapure se uno utilizza soldi pubblici per ristrutturarsi il casale, piazzandoci fittiziamente un ufficio di rappresentanza della cooperativa giusto per il periodo in cui durano i lavori, pure se uno affitta alla cooperativa un proprio appartamento a un canone fuori mercato, pure se uno infarcisce la cooperativa di soci di comodo per continuare a farla apparire come tale e beccarsi i soldi pubblici...fare denuncia alla procura, in fretta e furia e chiedere il sequestro di tutti i beni riconducibili ai due gestori degli affari !
RispondiElimina(commento "ripulito")
Questi scritti sono, eventualmente, già presupposti: i lettori che si sentissero umiliati e offesi, possono spontaneamente procedere, se credono.
moltiplicato per l'italia cosa ne esce?
RispondiEliminacadono braccia, gambe etc.
naturalmente queste tattiche conosciute ai più continueranno incessanti nei secoli dei secoli.
cordialità.
mauro
be', fortunatamente in Italia non ci sono solo situazioni così nebulose,
RispondiEliminaper fortuna.
Vp
La parte più ridicola è "Però ‘sta cosa non mi è mai piaciuta e alla fine mi dava un fastidio cane" e quando parla di limite morale,che probabilmente deve ancora localizzare.Un borghese piccolo piccolo,piccolo.
RispondiEliminaNon ho ancora capito se mi danno più fastidio le lacrime di coccodrillo o le risate della iena.
RispondiEliminaquesto è il motivo per cui, più di vent'anni, fa scelsi di fare il rappresentante invece che il giornalista. Ora sono ricco e contento. Come diceva Freak Antoni "in Italia non c'è gusto ad esere intelligenti" Io, che intelligente non sono -ma scemo nemmeno- avevo già capito che non avrei avuto futuro. Morale: ho fatto un lavoro di merda e una vita privata da sogno comprandomi tutto ciò che volevo. Non dico che la mia sia stata una scelta giusta (o condivisiblie) ma tornassi indietro oggi rifarei lo stesso, tanto un padrone stronzo lo trovi sempre e un capo bastardo anche. questo post- a posteriori- mi conforta. Poteva andarmi peggio. O no?
RispondiEliminaAltroché.
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