Comunicazione
disservizio. In questi giorni faccio collezione di mail che mi
chiedono, ansiose e ansiogene, quando esce il disco nuovo di Renato Zero. Non lo so, non
sono il suo addetto stampa, non faccio parte del suo entourage, non
condivido il sancta sanctorum, né il suo né quello di nessuno, lui
non l'ho mai neanche incontrato di persona personalmente, non ho idea di cosa
gli frulli pel capo, ho solo fatto un libro sulle sue canzoni e un
altro, autoprodotto, in formato ebook, ce l'ho praticamente pronto, sul personaggio
e sulle sue mutazioni. E aspetto anche io 'sto benedetto disco per
farlo uscire. Non lo so se, quando e come torna col nuovo album. Non lo sa nessuno, in realtà. Manco lui, sospetto. So
solo che è un anno tondo che se ne parla, che sono 4 anni che non produce niente di nuovo, e, se rinvia ancora un
po', corre il rischio di stufare, come fanno tutti quelli che giocano
a fare i preziosi. Certo non sarà più l'8 gennaio, a questo punto.
Tiro a indovinare, potrà essere tra un mese, quando va a condurre
Sanremo con l'amicone Fazio, mossa che gli trascinerà l'album ma
secondo me confermerà una certa deriva nazionapopolare. E non è
bello. Non lo so se, come e quando esce, so solo che, a forza di
voci, annunci informali, annunci di tour europei abortiti, accenni,
indiscrezioni, tentennamenti e puntuali rimandi, se non ha fatto come minimo Sgt.
Pepper's, deluderà tutti. E Sgt. Pepper's non lo fa nessuno.

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