... E loro lo sanno. Si sono adattati quel tanto che bastava a
conquistarci e a prendere il meglio da una provvidenziale,
invidiabile claustrofobia. Domestici, i “miei” gatti, ma se la
notte, d'estate, li lascio liberi sul balcone che dà sulla valle, ad
ascoltare arcani richiami dal buio, che io non so decifrare ma che
per loro suonano del tutto naturali, capisco che sono felici.
Sdraiati insieme, con la stessa espressione, come fiere che dominano
la foresta. Qualcosa in loro cercherà per sempre la strada da dove
sono misteriosamente venuti...
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