"Caro Massimo, ma che bello Anni di vita! Ho letto quasi sempre con gli
occhi lucidi, scoppiando spesso a ridere, travolta: Nerino il teppista,
Nerino il paraculo. Par di vederlo mentre si accanisce sulla pianta o
sale in cima all'albero di Natale. Quanta tenerezza c'è nelle tue
parole. Le tue parole travolgono, mi travolgono. Quanto amore infinito,
quanto benedetto calore. Grazie. Ho avuto dei gatti, li ho perduti,
mi son sentita dire "ma perché piangi così? è solo un gatto". Eh.".
Alessandra, Roma
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"Il fatto è che si fidano. Per questo è una vigliaccata, un omicidio diverso ma non meno infame, torturare un animale: se loro hanno deciso di seguirti, si lasceranno annientare credendo ancora che sia amore. Questi animali sono soli, sapete. Soli con la loro libertà. Soli col loro sforzo di parlarci. Con il loro amore inspiegabile e invincibile, che ci lasciano anche quando sono tornati al loro paradiso. Vanno a scaldarsi sulla riva del cielo e tu senti che ti guardano, come quando li incontri per strada, dietro a un vetro".
RispondiEliminaMa parli di gatti, o di cani? perché i cani una volta che trovano un "capobranco", un padrone che gli garantisca la sopravvivenza, si fidano davvero fino a farsi annientare, ma i gatti proprio no. Perlomeno i gatti che ho avuto io, non si sono mai fidati totalmente al 100%, sono animali individualisti, e si fidano totalmente solo di se stessi. E' anche grazie a questo individualismo che i gatti abbandonati riescono spesso a cavarsela, mentre i cani senza padrone sono perduti
I miei gatti si fidano di me come io di loro
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