Mamma
mia, eccoci di nuovo. Siamo già alla delusione 5stelle. Confesso che
mi aspettavo tempi un poco più lunghi, invece sta crollando tutto
prima del previsto e la fatwa elettronica continua di Grillo è
illuminante così come lo è il mezzo voltafaccia del Fatto,
giornaletto parassita. Cosa speravano, questi rifondatori della
democrazia, dell'etica, della buona amministrazione che non avevano
mai amministrato neanche il proprio condominio (pare una battuta del
“vecchio” Grillo, ed è la verità), Dio solo lo sa. Cosa si
lamentano a fare, adesso, Dio solo lo sa. Fanno ridere e fanno pena
quelli che sbattono come l'acqua, che si buttano nella prima setta
disponibile, così, per cambiare, per allegria, per far qualcosa. Ma
chi, sano di mente, poteva aspettarsi qualcosa da gente come Grillo e
Casaleggio? Da un partito che sta solo in rete? Da un programma che
prevede in breve l'avvento della Gran Madre Gaia e la sparizione
atomica di 6 miliardi di persone? Certo, i fanatici, le menti deboli
non ragionano prima e non possono essere incolpate poi di non
ragionare. Un pupazzo di Grillo, dopo avermi definito “servo della
partitocrazia”, come fossi stato io a fare i soldi nella Rai
partitocratica, è venuto a minacciarmi su facebook, “Il peggio
deve ancora venire”. Ma sì, vieni, che te la do io la democrazia a
5 stelle! Ma peggio chi soffia sul fuoco, chi li illude questi
fascitelli repressi del cazzo, tutto quell'esercito di biografi, esegeti, opportunisti, parassiti. Un po' come per l'ultimo Berlusconi,
hanno gonfiato un fantasma, pompato una bolla d'aria, non importa
quali altre puttanate s'inventerà questo comico in disarmo.
Dopodiché, al di là dell'ennesima pagliacciata nazionale,
resterebbe da interrogarsi sul senso italiano, sul livello della
politica e dell'antipolitica, sul militare e di conseguenza votare
come alla lotteria o all'osteria, su una democrazia che prevede
scelte totalmente irrazionali. Vado da Grillo perché mi fa ridere,
perché manda tutti affanculo, perché sono leninista, perché ho
nostalgia dei begli anni di piombo, perché mi strombo di canne,
perché non lo so, perché meglio lui degli altri. Oppure la
motivazione più incredibile, più bigotta: perché sono per bene,
io, sono buono, sono come mamma mi vuole. Queste le ragioni di un
target, definirlo elettorato è già pretestuoso, che sostituiva
delirio a delirio, che non sapeva cosa faceva ma sapeva cosa voleva:
entrare nel gioco, nel Palazzo, a qualsiasi costo e senza alcuna
capacità. C'è gente che, alle “primarie” 5stelle, così si
presentava: “Sono un nessuno, perché votarmi, direte voi; perché
no, dico io”. E secondo Grillo è stato un successo. Un successo
costruito con i gesti futuristi, che scricchiola al primo stormir di
fronde, peraltro gestito malissimo. I partiti, torniamo a ripeterlo,
sono organismi democratici a parole, verticistici nei fatti et pour
cause,
altrimenti non durano. Ma Grillo e Casaleggio, che dietro di loro
hanno dei cretini, non sono stati capaci di congelare, di
neutralizzare i primi rompicoglioni carrieristi, non hanno saputo far
di meglio che maledirli pubblicamente con l'effetto di renderli
martiri. Da lì uno stillicidio che pare già emorragia. Perchè
dietro non c'era consenso vero, non c'erano idee vere, solo
opportunismo, frustrazione, disperazione da alienati. L'avevo
previsto ma sinceramente pensavo ci volesse un po' di più.

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