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L'UNITA' E I COMPAGNI CHE SBAGLIANO

Questa pretesa che un giornale di partito non possa morire, non possa sparire, non debba essere sottoposto alle regole del mercato ovvero dei lettori, pretenda una immunità alle dinamiche della vita che si risolve in una sorta di esistenza blindata, di sopravvivenza al di là di ogni concorrenza, merita qualche considerazione. L'Unità, organo della sinistra istituzionale, chiude (temporaneamente, vedrete) i battenti e lo fa con una prima pagina di raro vittimismo: “Hanno ucciso l'Unità!”. Per dire che è stato il partito, o meglio: è stato Renzi, lo spretato, il bastardo, il disorganico, a non volerne protrarre la sussistenza. Quando si dice buttarla in politica, non in informazione. Dentro, un carosello di pagine bianche, ancora più lamentose. Esempio raro, non unico: il Manifesto, tra appelli e sceneggiate da prima pagina, sono decenni che campa (a spese altrui) sull'agonia. Le colpe sono sempre degli altri, cioè, nell'ordine: di Berlusconi (prima perché c'era,...

LE REPLICHE DI NOI

Nel mezzo di un'estate che non c'è Considerando nuvole infinite E massi fissi proprio in fondo al blu Anche noi meritiamo di più Che aspettare ogni giorno che passi Ripetendoci ti sono vicino L'uno all'altro da distanze infinite Ti capisco, a dopo, adesso esco Anche noi meritiamo di più Di un'estate che beffarda passa Senza essere arrivata e arriverà Solo quando sarà tutta passata Nella penombra di raggi a intermittenza Nelle repliche alla televisione Repliche di noi, le nostre vite Allo sbando tra ospedali e bande Di affamati predoni di città Voragini, pedoni, esondazioni Le giornate di colpo già accorciate E i beffardi massi sempre là Specchi delle vite contro al blu Che nel blu non si tuffano mai Ma anche noi meritiamo di più Di questa vita da crocerossine Queste assurde gioie di grissini Che si spezzano anche solo a pensarle Così stanchi, e stanchi d'esser stanchi Dai banchi di nebbia della sera Or...

ERAZERO

Zerofobia mi piaceva per la velocità, la corsa musicale, per il suono, per le atmosfere davvero decadenti, con due pezzi inusualmente violenti per la musica italiana, l'isteria de L'Ambulanza e Tragico Samba che era spaventosa. Nessuno cantava roba del genere in Italia, nessuno si permetteva il coraggio della crudeltà di Zerofobia e quello resta uno dei pochi, autentici album rock italiani. Ma il più bello, il più completo per me resta EroZero . Ce l'avevo in cassetta, ce l'ho ancora da qualche parte e per sbaglio mio padre pasticciando col microfono aveva registrato su un pezzettino di nastro la mia voce all'alba dell'adolescenza proprio in coda a Nascondimi . Come un segno, qualcosa che si incide per sempre e attraversa la vita. Non riesco più ad ascoltarmi, perché lui è morto e quel ragazzino è morto anche prima di suo padre. Erano tempi di libertà e EroZero resta l'album più incontrollabile, più imprevedibile, quello che segnava uno spartiacque, ...

Droga, se la rockstar aiuta nel rehab - CULTURA

Droga, se la rockstar aiuta nel rehab - CULTURA

NEI MIEI OCCHI

Io voglio piangere, lasciatemi perdere Nelle mie sconfitte. Voglio piangere Senza difendere zone più protette Senza dipendere più da nessun sogno Voglio piangere Con le fitte del mio corpo squassato Come sassate contro il vostro ritegno Voi che lacrime avete rinnegate Voi, che non annegate il cuore Nell'imbarazzo della fragilità Di un uomo che muore per risorgere Lasciatemi stare, vi dico Voglio piangere Come fosse un gioco, una preghiera Tutta la commozione mai sfogata L'inondazione arresa di vecchie isole Che poco a poco travolge la mia estate Insincera, riarsa di pensieri Che si vanno a infrangere come onde Contro scogli di sole. Io gabbiano Voglio piangere, non lo fa più nessuno Dietro gli occhiali scuri tra la gente Sicuro che poi se ne accorgerà Voglio piangere come il bambino che ero Come se tutto fosse un addio infinito Per tutto quello che non hai capito Voglio piangere per ogni risata Per le facce andate ...

IL FARO 28/2014

"Sul Faro si trovano articoli, sia di cronaca che personali, che è un peccato non escano "in chiaro" sul blog; però è anche bello che li possa leggere solo chi sceglie di abbonarsi, perché davvero sono qualcosa in più, e danno il senso del tuo stile inconfondibile...".

QUELLI ERANO TEMPI

ciao max, preso dal desiderio di calcio romantico, ho letto in mezz'ora "quelli erano tempi", e volevo farti i complimenti l'82 non l'ho vissuto, avevo 1 anno. ho vissuto il 2006, ma sembra più lontano di quella vittoria. il 2006 sembra anche più lontano del 1994 con roberto baggio (quella squadra ingiustamente ricordata come forte, non lo era. erano forti i singoli). amo molto i tuoi ricordi della nazionale di bearzot e il tuo libro mi ha fatto respirare quell'aria avventurosa che solo lo sport non sopraffatto dalla pubblicità può avere. l'82 non l'ho vissuto, dicevo, ma mi ricordo l'italia del 2000 allenata da zoff, e mi ricordo per certo che è stata la migliore nazionale che ho visto io giocare. tutti giovani, tutti uniti e tutti pirati in campo. era quello l'anno del mio diploma al liceo, anno dolceamaro, tra successi scolastici e piccoli amori falliti. un esame superato quasi col massimo dei voti, sostenuto da solo: perché mi ammala...