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Visualizzazione dei post da Aprile, 2017

SAN GINESIO, QUANDO LA RINASCITA PASSA DA UN CONCERTO

LA STUPIDITA' STUPIDA

Francamente non riesco a capire perché la sinistra, più o meno estrema, non voglia far chiarezza sulla faccenda delle ong – o meglio, di certe ong: la sfumatura è sostanziale – sospettate di fare i tassisti del mare in combutta con gli scafisti, quando è chiaro, è evidente anche a un cieco che certi ci marciano per forza: non si spiegano gli arrivi tutti qui, dirottati rispetto ad altre destinazioni come Malta. Questo aprile, a proposito, segna un nuovo record di sbarchi, ed è un mese che ha visto polverizzare i record parziali di giorno in giorno nella solita inerzia dell'Unione Europa, ancora ferma all'ultima promessa di un mese fa in occasione dei festeggiamenti per i trattati di Roma: “Sugli sbarchi l'Europa deve cambiare passo”. Invece ha solo cambiato ristoranti. Perché questa rimozione forzata a sinistra? Perché tra gli scettici c'è quel coglione di Di Maio? Perché la tradizionale cultura della solidarietà di sinistra si mescola usualmente con la disinvoltura, f…

GARIBALDI FU FERITO

C'è una perennità nelle cose umane e la perennità resiste quanto più si dice che le cose debbono cambiare. Specie in Italia. La compagnia di bandiera Alitalia è tradizionalmente la più ipergarantita, sprecona, inefficiente e arrogante al mondo, le venti o trenta sigle sindacali che la blindano le hanno sempre assicurato privilegi e lussi assurdi, stipendi da calciatori, casse integrazione lunghe otto anni ed è costata finora sette o otto miliardi: ad ogni avvisaglia di fallimento i sindacati intervengono e infine la salvano, altri miliardi buttati fino alla prossima volta. Così i nostri cantanti il primo maggio vanno ad alzare il pugno chiuso per le scopate dorate di piloti e hostess, ovvero l'autentico comunismo se non l'avessero frainteso. Si dice sempre che bisogna calare le tasse e infatti le tasse aumentano, adesso è pronta dietro il velo una stangata da ulteriori 40 miliardi, che rinviano solo perché altrimenti Grillo piglia un potere bulgaro. Ma la faranno perché co…

L'INSOSTENIBILE OPPORTUNISMO DEI MENESTRELLI DEL CONCERTONE

UN'ETA' DA OMBRELLO

Pochi giorni fa, 18 aprile, faceva 7 gradi, maledetto riscaldamento globale, Trump sia dannato. Sono uscito tardi, che già imbruniva, sotto una pioggia appuntita a folate ma non mi ha dato fastidio, mi è sempre piaciuta la pioggia, il suo ticchettio caldo è la voce della malinconia, un velo sul mondo imperfetto. Lava i pensieri quel pianto dal cielo, rende tutto più vero, camminavo nelle pozzanghere ed era come certi pomeriggi di una vita fa, quando uscivo a ossigenarmi dopo un'apnea di compiti e mi piaceva restarci sotto, a capo scoperto, adesso non mi è più dato ma non ne faccio un dramma, anzi mi osservo con tenerezza, quasi con simpatia, la mia è un'età da ombrello in una mente incredula. Camminavo evitando i rivoli, sfioravo le cascatelle in ciglio di strada, eludevo le pisciate delle grondaie, il vento mi sbarellava, m'insidiava il cappello, l'assurdo di uscire infagottati dopo un mese di primavera. Impacciato da una borsa di spesa, dalle manovre per tener la bar…

IGGY POP, 70 ANNI DA IGUANA IMPAZZITA

AVVOCATI, LA PROTESTA CONTRO GLI OSTACOLI ALLA PROFESSIONE

HA DA AVVENI' BEPPONE

Nessuno qui ha il diritto al paternalismo, quindi sarebbe il caso di non abusarne; per quanto mi riguarda, provo se mai sincera solidarietà coi cattolici i quali, per missione o per contratto, debbono esaltare il papa di turno anche se dice l'esatto contrario di quello precedente, e anche se dice delle profonde assurdità. E debbono gioire anche quando ufficialmente le gerarchie aprono a un losco figuro come Grillo, il quale fino a un mese fa voleva sbaraccare il Vaticano insieme ai suoi giornali. Proprio così: la testata dei vescovi oggi si sente, per bocca del suo direttore, “per tre quarti in sintonia” coi grillini: i quali non vogliono immigrati tra i piedi (mentre l'inquilino del Vaticano ne vuole di più), detestano l'Europa, credono più nel mistero del complottismo che in quello della Trinità, nutrono credenze esoteriche, vorrebbero impedire i vaccini, hanno un rapporto come minimo insofferente con gli ebrei, covano tentazioni razzistiche e autoritarie, mostrano un ra…

PER FAVORE, NO

Non sapevo bastasse premettere che i vaccini sono una grande conquista per poi far seguire una intera puntata di malainformazione, disinformazione, interviste a pseudoscienziati screditati, a mogli di farmacisti affaristi antivaccini, a brava gente senza competenza, anche comprensibilmente preoccupata, che però scambia lucciole per lanterne e stabilisce, apoditticamente, la dannosità di ciò che potrebbe salvarla, e quindi concludere che è stato rispettato in pieno il mestiere di informatori seri e coscienziosi. Niente affatto. Ma proprio no. Non è così, questa è distorsione melliflua, falsamente neutrale e quindi più pericolosa, perché tesa a suggestionare con ogni malizia i deboli e condotta sulla pelle di questi ultimi. Bisognerebbe porsi il problema degli effetti sulla popolazione, più che quelli sul PD o su Report in questione. Per favore, non giochiamo su queste cose, non giriamoci intorno e non cambiamo le carte in tavola, perché trasmissioni come questa equivalgono a una tentat…

LA VILTA' DI (TREN)ITALIA

Per tutta la giornata di ieri il Corriere dei benpensanti della Sera è riuscito a omettere che il gruppo di giovani balordi impegnati nella devastazione pasquale di un treno della linea Ventimiglia – Torino era fatto in gran parte di extracomunitari, più esattamente maghrebini. Hanno distrutto, hanno squarciato, hanno molestato, hanno pisciato sui sedili, hanno ridotto tutto a una poltiglia e poi sono scappati per i binari, non prima di avere urlato ai passeggeri terrorizzati: visto? Non ci fanno un cazzo, torneremo. Chissà se qualcuno non abbia anche urlato, già che c'era, Allahu Akbar. In ogni modo, avevano ragione: non una multa, non una denuncia, controllori rintanati come topi, agenti della Polfer neanche a parlarne. Vorrei invitare Trenitalia a mettere sulla stessa tratta i due solerti controllori, uno ormai rincoglionito dall'età, l'altro dall'alcool ma con la faccia tipica del ladro, che un paio di mesi fa con un pretesto hanno multato me in possesso di un big…

MI ARRENDO

Vorrei essere chiaro, cioè vorrei non essere frainteso, il che, già lo so, non accadrà. Pazienza, lo scrivo lo stesso, non ho altro da perdere: io non capisco più la faccenda degli immigrati, scusate dei migranti, che sbarcano in condizioni disperate sulle nostre coste. C'è qualcosa che non mi torna, qualcosa che la mia intelligenza, clamorosamente limitata, non riesce a mettere al suo posto. Che ci sia un giro di sfruttamento ignobile e colossale, questo lo so. Che andrebbe stroncato, è evidente. Perché non venga stroncato (basterebbe bombardare i barconi, ovviamente senza nessuno sopra, prima che partano, insegnava Giovanni Sartori), non lo so ma ho qualche sospetto che avvolge l'Europa dei pranzi e dei convegni, ovvero, per dirla chiara, secondo me dentro la UE c'è qualcuno, e anche più di qualcuno, che dalla tratta umana ci guadagna ed è in combutta con gli scafisti. Le altre che ci prosperano, sono, a vario titolo, le associazioni del dolore, della carità e della soli…

COSE CHE HO PERSO

Emozionarmi per un nuovo disco, consumarlo di ascolti. La gioia nascosta in un giorno di pioggia, la danza delle gocce dietro i vetri, l'incertezza del mondo come è. Sentirmi vivo in mezzo a gente viva. Il senso di appartenenza a una città che viene dai raggi di sole su un balcone, addosso ai muri di un palazzo a rimbalzarmi nell'anima. La magia del tramonto quando tutto non è più e niente non è ancora. Il silenzio improvviso, quando la città rifiata, che non dura. L'aria accesa di maggio e mangiare a un tavolo scortato da piccole siepi. Il significato della notte, che accende tutto, che lucida ogni cosa. Le luci rosse sopra un grattacielo, e il sapore acre della strada. La felicità franca, infallibile e eterna di quando ritrovo il mare. Una epica partita di pallone. L'illusione di poter conquistare ogni ragazza. La certezza di scuotere il mondo in uno scritto. Poter essere scemo insieme a quattro amici. Il diritto a perdonarmi, a sbagliare e a lasciar perdere, niente …

IL PAPI NON E' UGUALE PER TUTTI

Che ironia: nel giorno di Pasqua, in cui si celebra la resurrezione della carne, muore Gianni Boncompagni, 84 anni, e parte a razzo la campagna di beatificazione: ha fatto Bandiera Gialla, eravamo tutti così giovani. Più di qualche insospettabile potrebbe aggiungere: mi ha fatto scoprire orizzonti di gloria comodamente in poltrona, “Vedo il triste spettacolo delle fanciulle che si dimenano canticchiando 'merda, merda, merda'” scrisse Enzo Biagi “e sono contento che non sia la Rai a trasmetterlo”. In odor di santità, il Bonco, non senza motivo: sono legione le infra14enni che gli debbono una discreta carriera televisiva e nel cinema. Un talent scout sempre vigile, e anche un romantico: spesso ci si “fidanzava”, forse per riconoscenza, però non prima del 16° compleanno (lui 50, e senza viagra), così anche il codice penale era a posto. Certi frutti vanno lasciati maturare, con pazienza, dopodiché la sintesi hegeliana sulla sua storia con l'acerba, ma splendida, Isabella Ferra…

FINO IN FONDO

Direttamente o per vie traverse non faccio che imbattermi in donne con la vita appesa a un filo: hanno lasciato un uomo sbagliato e quello le tampina, le insulta, le minaccia via social o al telefono. La costante di quasi tutte è che non denunciano: i figli, il contesto, l'ufficio, il paese, il passato, le complicazioni. Tutti sanno ma loro si chiudono nella loro paura e non decidono. Sperano l'insperabile, perché quando uno arriva a minacciati di morte è già oltre il limite, è irreversibile e non gli va data corda. C'è anche, questo bisogna dirlo, una sfiducia diffusa verso le forze dell'ordine e la magistratura, ma come possono le forze dell'ordine intervenire se la vittima è reticente? Queste donne devono accettare che la loro vita è in grave pericolo, prendere tempo ovvero perderlo non servirà, se non a far precipitare la tensione in tragedia. Succede ogni giorno, dappertutto, ad ogni età e per buona parte succede dopo una esitazione di troppo, un ultimo incont…

QUEL MAGONE DI NOI VECCHI RAGAZZI ROSSONERI

GLI YOUTUBERS, FENOMENI D'INSOSTENIBILE INCONSISTENZA

COSI' MORGAN HA FATTO SALTARE IL TEATRINO DI AMICI

RAZZISTI PER ECCESSO DI ZELO

Sono stato bloccato su Facebook (e Messenger) fino a domani sera per un mio contenuto antirazzista a proposito della vicenda di Emmanuel, il nigeriano ucciso a Fermo da un balordo. In buona sostanza, riferivo un atroce commento dell'omicida - "Scimmia negra" - e qualche imbecille mi ha segnalato, decontestualizzando il tutto; così i superidioti di Facebook hanno fatto scattare l'algoritmo che hanno nel loro cervello bacato senza cogliere il sarcasmo. Altrimenti avrebbero saputo che sulla storia di Emmanuel mi sono esposto, rischiando in prima persona, e ho decine di articoli a provarlo.  In questo modo, hanno fatto il gioco di tutti quelli che hanno sostenuto l'assassino contro la vittima. Pazienza, ci si risente domani sera.

CONCERTO

Sulla grottesca caccia ad Ezechiele Lupo Solitario, il killer di Budrio e oltre, si misura il fallimento di un sistema. L'ex Igor il russo, che non era russo e non era militare ma era secondo Facebook (sic) un serbo sbandato, lo conoscevano bene come rapinatore violentissimo e alienato. Lo arrestano una prima volta, esce, lo arrestano di nuovo, esce ancora, lo mandano a un centro per immigrati di Bari con tanto di decreto di espulsione che serve a niente visto che al centro neppure sanno chi è, Russia e Uzbekistan non lo riconoscono e allora, che ci vuoi fare?, lo rilasciano libero, lui si rimette a delinquere e comincia ad ammazzare di brutto. Insomma possiamo stare tranquilli, pensando a quanti come lui si agitano dalle Alpi al Lilibeo. Durante la detenzione, Ezechiele Lupo conosce un cappellano, che si chiama don Antonio e vuole a tutti i costi credere alla sua redenzione, perché è il suo mestiere. Gli elementi del resto non gli mancano, anzi sono fondatissimi: “Cantava nel cor…

IL FARO 12-13-14 /2017

Quante fobie hai? Quante non sai di averne? Basta ti resti l'unica mania. Il Faro. Il prolungamento di Babysnakes, solo per abbonamento. Ogni settimana in .pdf allegato di posta elettronica. Nessuna diplomazia. Nessuna astuzia. Con i libri, la musica, la cultura di cui non si parla. Il Faro il coraggio delle sue opinioni ce l'ha.

LA VILTA'

Che strano, oggi non si trova nessun “siamo tutti cairoti”, non è proprio "cool" difendere i cristiani (copti), anzi affari loro, noi siamo laici, fin che ci fa comodo, e poi quei bastardi han fatto le crociate. Anche in questo caso è questione di emarginazione, di povertà? Anche al Cairo dovevano tenere le porte più aperte? Io poi non capisco che ci stia a fare questo papa pilatesco, che dà la colpa alle armi, alle ingiustizie, alle guerre, ma certo, la guerra è colpa della guerra, tutto è sempre colpa della guerra, non di chi la scatena: tutti colpevoli nessun colpevole. Una presa in giro cinica e inaccettabile. Gesù Cristo pur di non tacere si è fatto ammazzare, il suo cosiddetto vicario si farebbe ammazzare pur di non parlare, di non fare i nomi. Che tristezza però, santità, questo censurarsi per non fare la fine di Ratzinger dopo Ratisbona, questo restare sordo all'invocazione del patriarca di Antiochia dei Siri, Ignace Youssif III Younan: "Dobbiamo evitare il …

FABRI FIBRA, L'EMINEM DE NOANTRI

NIENTE PER ME

La verità è che non c'è niente che possa andare bene. Studi, ci lasci gli occhi e le notti e ti convinci che sì, certo, i sistemi di democrazia diretta sono dittature in boccio, che i progetti per fare l'uomo nuovo sono tirannidi, che rispetto a comunismi e fascismi è molto meglio la libertà di mercato – e il mercato non è la finanza e non è neanche la fila delle bancarelle del quartiere, è uno spazio dove gli uomini si incontrano, combinano, scambiano, nel segno della libertà. Però alla fine della fiera ti rendi conto che anche questo sistema è una illusione, dunque un'impostura: funziona per gli eminenti, agisce nelle lobby, nei ricevimenti e le cene con il giudice, l'avvocato, il sindaco, il governatore, il banchiere, l'industriale, il capo delle guardie e così cane non mangia cane e tutti vivono felici e contenti (la formula teorica è che “le informazioni non sono simmetriche”, ma è tutta una questione di paraculaggini di potere, al solito). Lo Stato fa leggi t…

IL CARBONARA DAY, ENNESIMA GIORNATA MONDIALE INUTILE

CARA VEDOVA TI SCRIVO

Adesso andate a dire alla vedova del barista di Budrio che difendersi è da sceriffi, da Salvini, da razzisti. Andatele a dirle che ci pensa lo Stato, e se non ci pensa amen, pace, è solo un incidente di più, una statistica in più. Andatele a dire, alla moglie del barista fatto secco da un delinquente fuoruscito dai macellatori militari russi, e liberato dalla solita giudice di manica larga, che non si deve discriminare, demonizzare, criminalizzare ma accogliere, capire, dialogare, rispettare. Andatele anche a dire che suo marito se l'è cercata, perché non si reagisce a uno che ti entra in negozio e cerca di ammazzare un cliente. Inoltre, andatele a dire che l'accoglienza è il primo valore e lo Stato militarizzato è una vergogna, che controlli e leggi sono una vergogna, puro trumpismo. Andatele a dire che è meglio morti ammazzati che giustizieri criminali. Andatele a dire, quando l'assassino verrà scarcerato dopo qualche semestre, che è giusto così, perché c'è troppo ac…

UNA FOLLIA

Penso a quei bambini avvelenati come topi, che hanno avuto il torto di nascere nel posto sbagliato, stritolati fra le tattiche e i calcoli dei padroni del gas e del destino, penso al nostro mondo che continua nonostante, impermeabile a un piccolo incontenibile strazio, e poi non penso più. Non so più che pensare. Non voglio più pensare, perché non c'è niente che serva dire. Solo un profondo senso di vergogna per l'umanità di cui faccio parte, che non sa rispettare i bambini, che da sempre li ha massacrati per primi, e che continuerà a trucidarli finché l'uomo sarà uomo. Penso che dovrebbero portarli via tutti, farli adottare, subito, adesso, che per una volta la burocrazia farabutta dovrebbe arrendersi all'urgenza. Penso che quello non è un posto per bambini, e che invece resteranno là, a morire di fame e di gas, di malattia e di esplosivo. Mi sento che è inutile vivere, pensare, sperare, che tutto fa schifo e anche io mi faccio schifo, perché di preciso non lo so, for…

ANCORA 12 ANNI

Vorrei essere uno dei miei gatti, per non dovermi sempre chiedere chi sono. Negli ultimi 25 anni non ho fatto che scrivere, scrivere e in questo specchio mi ci sono perso, e forse non ho nemmeno voglia di ritrovarmi più. Sempre quel sentirsi inadeguato, quel doversi spiegazioni, quel processarsi ogni giorno, ogni momento, e, là fuori, nessuno che capisca. Perché dovrebbe poi? Ciascuno ha i suoi conti con se stesso, quelli degli altri sono perfettamente inutili, pura vanità. Ma quello che sto cercando di dire, è che vivere così non ha più senso, sentirsi sempre in debito verso se stessi è una condanna immeritata. Non debbo niente a nessuno, ho sempre cercato di dare più di quanto ricevessi, eppure non è bastato. Tutto si rimette in dubbio, tutto di sospetto si nutre. Non ci sono punti fermi, sicurezze, motivi d'orgoglio: ma come fanno, i soddisfatti di sé, gli orgogliosi? A me tocca di ripartire da capo ad ogni articolo, e niente di quello che lascio ha un valore oltre il mio impeg…

LE DISCOTECHE CRIMINALI

Dopo il macello di Alatri, un altro ragazzino, questo colombiano, accoltellato a morte in discoteca, a Brescia. La cronaca è pressoché settimanale, un florilegio di risse, pestaggi, buttafuori criminali, esaltati, il tutto condito da droghe di ogni genere; a questo punto, uno si aspetterebbe, se non una crociata, quantomeno una riflessione sul mondo delle discoteche. Invece niente, sulle discoteche non si può. Anzi vengono difese a oltranza, oltre il limite della decenza. Quando, davanti al mitico “Cocco”, il Cocoricò di Riccione, famoso per il giro di spaccio e malavita che gli gravitava intorno, misero i sigilli dopo l'ennesimo morto di overdose, si scatenò una campagna innocentista dai tratti deliranti, con quelli che ci lavoravano dentro, come il dj Cocculuto, che dal pulpito di non si sa quale autorevolezza anche su quest'ultimo omicidio pontifica a vanvera come un Crepet del mixer. Cialtronerie miserande, negazionismi inverecondi, benaltrismi insopportabili, giù le mani …

SANREMO, L'APPELLO DI MOGO E IL FESTIVAL DELL'ASSURDO

MAI PIU'

In occasione del lancio del suo nuovo album, la cantante Paola Turci si è palesata come lesbica. Non proprio in modo esplicito – non c'è niente di definitivo a questo mondo – ma con i soliti arzigogoli del dire e non dire, ammettere e sparire: “Con un uomo mai più, l'erotismo è donna, tengo lontane le etichette”. Dichiarazioni che hanno fatto il tripudio squillante della miriade di pianerottoli virtuali d'indiscutibile utilità. Ora, può suonare un po' strano scoprire l'altra faccia della luna a 50 anni abbondantemente suonati, ma questo non è un problema, le cose è meglio ponderarle per bene; il punto è che la signora Turci ha l'aria di quella che si fa semplicemente pubblicità. Ha fiutato il vento, il momento, e ha concluso che per vendere il nuovo disco, dopo anni così così, conviene rivolgersi all'unico target in espansione. Lo fa con un certa dose di cinismo, a volercelo ben vedere, ma è il mercato, bellezza. E la è, una questione di vento: la stessa co…

FUORI DAI DENTI

Apprendo con rassegnazione della drammatica querelle tra Giancarlo Magalli e la soubrette Adriana Volpe. Magalli, per quel che può valere, l'ho sempre gradito come un dito in un occhio, la Volpe non so bene chi sia ma so che lui ha praticamente e pubblicamente insinuato che questa sia una che si inflaziona, diciamo così, per lavorare in Rai. Le parole precise, spese su Facebook, sono le seguenti: “Se [le donne] sapessero come fa a lavorare da 20 anni...”. Più chiaro di così si querela, e difatti uno a questo punto si aspetterebbe che la vittima di una così atroce allusione querelasse: invece si limita a chiedere giustizia, non si capisce bene a chi, nonché a concionare di donne vessate, maltrattate, torturate, precisando che la sua battaglia non è personale ma in nome e per conto dell'umanità femminile. Che le donne abbiano bisogno di essere sorrette da Adriana Volpe, ne prendiamo atto, sia pure con un pizzico di sgomento. Però ci piacerebbe, per quello che conta, che la bat…

COSI' INTERNET CI HA RESO SCHIAVI E SODDISFATTI