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Visualizzazione dei post da Novembre, 2014

METEORE

Grillo da meteorismo a meteora è un exit micidiale, ma più asfissiante è lo show dei grillini di complimento che si stracciano la casacca (di forza): c'era quello, in Rai, che lottava contro la kasta, Metalli mi pare si chiamasse, e non lasciava prigionieri né scie chimiche: è ancora 5 stelle heavy metall? Quell'altro, l'ex leghista coi braccialetti in quota grilla, pietra di Paragone dell'indipendenza, che fa, andò va? Nella fuga generale, il meglio Fico del Direttorio annuncia alla nazione: “Qui dentro non comanda nessuno”. Di bere in meglio, ma passa perfino la voglia di ridere. Se ne trova più mezzo, davvero, e non si capisce dove siano finiti tutti quei cantanti, attori, scrivani, ggente comune, e spesso fuori dal comune, convinti che l'ex cabarettista fosse l'ultima thule, spiaggia, spes. Qualche biografo, che ci ha campato per anni, si sta penosamente riciclando a spiegare oggi quello che non aveva capito ieri; il suo motto potrebbe essere: “Non ve l'…

GANG, IL CROWDFUNDING PER RINASCERE

LA FINE

quello che tu scrivi su la fine a me sembra la normalità che sta arrivando giorno dopo giorno. la sento. ne scriveva anche pansa in uno dei suoi ultimi libri, sotto forma di storiella, ma sempre quello. povertà e violenza, solo questo ci aspetta. vorrei solo scappare in qualche modo, non voglio vivere qui con mia moglie, forse con un bambino che sta cominciando a esistere, dentro di lei. guardo poi i miei cugini di otto, cinque anni, e mi sento morire all'idea del nulla che li sta attendendo. per loro e per me. non pensavo che saremmo finiti così... vit
Non c'è alternativa ragionevolmente possibile, è appunto la cronaca quotidiana a metterci alle strette: per molti di noi, vivere qui è semplicemente diventato un lusso non concesso. Altro che "non mandare messaggi pericolosi", altro che "Cassandra", come mi ha scritto su Facebook un privilegiato senza misericordia, il quale teneva a farmi sapere che per lui, una tassa in più non è affatto un problema. Quando m…

IL FARO 43/2014

La risposta nel Faro. Tutto dentro

PERCORSI ESOTERICI

Ho studiato per tutta la vita – e ho cominciato a farlo sul serio una volta uscito dall'università: finalmente potevo dedicarmi ad altro che aride letture di testi specifici. In modo dispersivo, disordinato, ingenuo, ma famelico. Ma mai come oggi ritrovo il piacere di quello studio, ancora più anarchico, ancora più mio: posso passare dalle arti figurative a una storia della musica a dottrine economiche a trattati scientifici a studi sulle religioni, scegliendo le fonti che voglio, gli autori che più mi danno fiducia e simpatia, e senza l'assillo di una verifica. Io, i miei libri (o ebook: quanti lavori altrimenti perduti posso recuperare con questo impareggiabile strumento, quanti, nuovissimi, me ne posso assicurare a prezzi ragionevoli) e i miei gatti che mi dormono intorno (o sopra). Se ho tempo, se sono tranquillo, è così che amo passare il tempo. Chiamatemi intellettuale, se mi disprezzate: io non me ne curo, io sono solo uno consapevole di non sapere niente, di dovere imp…

LA FUCINA

Dopo la buona riuscita del breve corso su informazione, social network e relative insidie, qui nelle Marche, capita l'occasione, tramite una amica insegnante, di “esportarlo” in un istituto lombardo. L'amica ce la mette tutta, propone, spinge, l'idea di spiegare ai suoi giovani e ignari consumatori di internet i retroscena di comportamenti potenzialmente pericolosi, la convince. Ieri mi telefona. Niente. Il progetto non passa, con la seguente motivazione ufficiale: “Perché quello chiede soldi”. Non è proprio così, a richiesta avevo risposto, come facevo sempre: quello che potete, quello che la scuola si sente. La verità è che a questi barboni la cosa non interessava e in lizza c'erano progetti assai più politicamente corretti e pregnanti, ne cito uno solo: corso di transgender, cioè come far diventare tutti i ragazzini sessualmente ubiqui, e mi fermo qui; iniziativa poi bocciata dal preside, due volte don Abbondo, in quanto in contrasto con le ragioni degli islamici (p…

IL FARO 42-14

Eccoli tutti intorno. Saprai riconoscerli tu? Il Faro, l'elettorivista di MDP ogni sabato in posta elettronica per gli abbonati Il Faro. Tutto dentro.

IL MIO BULLISMO

M'imbatto nel libro di Mario Giordano “5 in condotta”, una inchiesta tragicomica, ma più tragica, sul mondo della scuola. La comincio quasi divertendomi, poi passo all'insofferenza, quindi mi ritrovo nella rabbia e nell'angoscia: siamo al capitolo sul bullismo, sui troppi studenti torturati dai compagni, qualcuno non ce la fa e si lascia cadere, nella totale indifferenza, omertà, a volte perfino complicità dei professori che non vedono, non intervengono oltre il lecito e pure l'illecito. Ragazzi crocifissi perché gay (veri o presunti), perché ebrei o semplicemente non alla moda, sfigati, brutti. Ragazzi che, se non si uccidono, subiscono danni psicologi irreversibili. Uno, scopro, si è cancellato perché, sangue misto, non sopportava più di essere chiamato “il cinese”: e non riesco a non ricordarmi del mio bullismo. A 14 anni, in quarta ginnasio, ero un ragazzino buono e diligente, spaventato, che dimostrava meno della sua età: inevitabile che i più grandi mi terrorizza…

IL PASSERO SOLITARIO 2.0

Una gentile lettrice
Rituitta tutti i miei tuitti
Oh bella: chi era costei?
Candida fiera signora
Candido il crine a caschetto
Un manifesto perfetto
Supercattocomunista
Israelopalestinese
Iperpaceambientalista
Ultrà di papa Francesco
Convinta basti trovarsi
D'una parrocchia al bel fresco
O nell'aula comunale
Per debellare ogni male.
E' bastata una battuta
Forse un po' buttata là
“Ah, sei di Tsipras: si spiega
La fuga dalla realtà”
- Io sono mia! M'ha risposto
Piccata per storia e sesso
E di seguirmi ha già smesso
Non ricinguetterà più
Tutti i miei solinghi tuitti
Addio gentile signora
Addio flirt da socialnetwork
Non sarai più la mia Mindi
Ed io non sarò il tuo Mork

A TAVOLA

Ieri per noi è stata una domenica diversa, siamo stati ospiti del sodalizio di auto d'epoca per il quale in estate presento una rassegna: lo dirige mio suocero, gli danno una mano, due o tre volte la settimana, un omone buono come il pane, mia moglie, mio fratello e altri due o tre ragazzi tra cui una cara amica che ho personalmente segnalato: e questo è tutto. Ieri siamo partiti in furgone, eravamo sei o sette. La visita ad un paesino incantevole quanto spopolato, non dai gatti, a ridosso degli Appennini, Montefalcone (comitato di ricevimento del Comune con offerta di dolcetti sfornati dal panificio di fronte al Municipio), quindi di nuovo in furgone alla conquista di un agriturismo non distante, ma neanche tanto vicino, ricavato da un'antica stalla. Qualcosa di strepitoso, quelle rare occasioni in cui anche il vegetarianismo di princìpio va a farsi friggere e contenersi è impossibile. La cucina povera, ma superba, dell'Italia contadina dei secoli bui, che tanto bui adess…

IL ROMPICOGLIONI

RICORDANDO SAVIANE
(dal Corriere della Sera del 14-11-2014)

Mara Maionchi insulti in tivù

QUO VADIS?

Le parole hanno un peso specifico che coincide con la loro fortuna o maledizione, perché l'egemonismo gramsciano ha funzionato alla grande. Prendiamo “destra” per esempio: suona come crimine, egoismo, avidità, malaffare, la destra è quella che mette le bombe sui treni e scopa le bambine; la sinistra invece anche quando ammazza qualcuno lo fa per il bene nostro, tutti bersagli giusti e i danni collaterali, anche nello stupro, si giustificano contestualizzandoli, il contesto avvolge e anestetizza tutto. Si poteva benissimo capire per tempo che i vari Saviano e Luxuria erano cialtroni, ma la Maginot dei trinariciuti era: sono compagni, sono di sinistra. E da questa dissonanza cognitiva, diciamo meglio, da questo rincoglionimento ideologico, non usciranno mai, anche quando fingono di sottrarsi, come faceva Gaber. Gli artisti di destra sono infami e infimi, quelli di sinistra sono colti e profondi. A destra solo guitti, a sinistra tutti martiri. Le pornostar a sinistra sono greche, a d…

IL DECALOGO DEI GIORNALISTI

Nel ribadire che di corsi a pagamento non ne farò, non intendendo assecondare la pratica del pizzo da parte dell'Ordine dei Giornalisti, ho d'altra parte scelto di misurarmi con almeno un corso on line, quello curato direttamente dall'Ordine sulla deontologia, considerando doveroso il fastidio di mettermi alla prova nel marasma di carte, leggi e sentenze che, in piena enfasi da mere enunciazioni di princìpi retorici, senza alcuna concretezza, regolano la professione, stravolgendola in una attività da mangiatori di polvere. Al dunque, il corso mi ha portato via mezza giornata solo per giocare a una sorta di lascia o raddoppia da overdose burocratica, con domande capziose o forse semplicemente sciatte, del tutto superfluo, laddove, sulle questioni che concernevano direttamente il mestiere, non c'era niente che, grossomodo, non sapessi già (diverse questioni peraltro non risultano aggiornate). Di fatto, a parte l'ottusità perniciosa di un Ordine che sarebbe da abolire…

IL FARO 41/2014

Non parlo dei noiosi, delle vittime per missione, degli ipocriti. Parlo degli sbagliati, coi laghi dentro agli occhi, che ti guardano e ti raggelano, ti fanno venire voglia di scappare via ma tu se sei un uomo rimani, caschi dentro quei laghi, ci vedi il tuo profilo e non hai più paura.

IL FARO 40/2014

In memoria di chi era scomodo davvero, sul tavolaccio di una cella, e per questo è stato eliminato. Il Faro, l'elettrorivista di MDP, ogni sabato in allegato di posta elettronica agli abbonati.

Rock e cronaca nera, quando l'artista uccide

HO DECISO CHE NON VOGLIO

Tra i soliti sofismi (“Non giudichiamo la persona ma l'atto”) e le usate crudeltà, il Vaticano si scaglia contro Brittany Maynard, che aveva annunciato, e ha mantenuto, il sucidio assistito nella triste constatazione di un tumore cerebrale inoperabile che la condannava. “Morte senza dignità”, ha scolpito il Vaticano. Invece morire perdendo i pezzi, quello sì che è dignitoso. Questi signori non sanno di cosa parlano, sono esseri privi di anima; il loro primus inter pares, che elargisce ricette noglobal su ogni aspetto della società, tace su questa concretissima tragedia personale. Ma l'eterno scagliarsi della Chiesa contro l'umana disperazione non ha scusanti, è cinismo dei più macabri, ottusi, cattivi. L'accanirsi dei buoni cattolici, poi, è degno del fanatismo vaneggiante di chi, per difendere quell'insulto di esistenza che ti resta, è disposto ad ammazzarti. Io so il morire per cancro, più di una persona mi è spirata in braccio. Ho provato ogni stilla del loro in…

IL ROMPICOGLIONI - L'eredità perduta di Sergio Saviane

Il Rompicoglioni  L'eredità perduta di Sergio Saviane
di Massimo Del Papa
Sinossi: Il ritratto di un campione del giornalismo italiano, colpevolmente dimenticato a una manciata d'anni dalla sua scomparsa. Sergio Saviane va riscoperto, la sua eredità perduta può ancora insegnare molto a chi si accosta al difficile, divertente, disgraziato mestiere del giornalista.
Qui non c'è una biografia. Qui c'è un ritratto breve, contenuto, che poi si allarga a una considerazione, triste, sullo stato dell'informazione e dei giornalisti in Italia. Ho preferito un lavoro scorrevole, per trar fuori dall'oblio questo fuoriclasse “appena” scomparso e già rimosso, e contrapporlo alle miserie attuali. Di Saviane parlano i suoi articoli, i suoi libri e qualche concittadino, che lo ha conosciuto oppure sfiorato a debita distanza: perché questo tenerissimo orso non sprecava confidenza, era una fortezza da espugnare per arrivare al cuore di una intimità. Sono stato a spasso per le sue pagi…

SOCRATE ALL'ITALIANA

Ammazzano un poveraccio dopo averlo torturato e ipotizzano, ma per finta, l'omicidio colposo (assolti tutti). Un drogato ubriaco falcia un ciclista e lo rimandano a casa: omicidio colposo. Salta fuori la mummia di un paziente perduto in un ospedale tre anni prima e l'ospedale nel suo complesso, trattato da organismo cosciente, è chiamato a rispondere per colpa. Quale non si è capito. Stupri, massacri, stragi, devastazioni, risse, tutto coperto dal grande ombrello della colpa, non in senso biblico ma legalistico tricolore che vuol dire: non l'ha fatto apposta. Quindi merita una pena da poco, una pena virtuale. Ma cosa è tutto questo socratismo da strapazzo che gira nel Paese impunito, dove ad essere punite sono sempre solo le vittime? C'è una evidente forzatura nell'interpretazione della realtà e di conseguenza delle norme, non ha molto senso né logico né neurologico sostenere che uno che si abbandona a comportamenti rischiosi, irrazionali, sapendolo, poi non ha col…

L'IMPOSSIBILE VIVERE

Guardo il volto solcato di Ilaria Cucchi, un volto tutto ombre sul quale hanno spento la luce, la guardo mostrare la gigantografia del fratello maciullato e non saprei dire quanto strazio costa quel gesto e non saprei spiegare perchè in questo Paese bisogna sempre umiliarsi, devastarsi per poter affermare il semplice diritto ad essere cittadini. E non ci si riesce. Ilaria credeva nella giustizia, perché doveva crederci, e non smette di crederci adesso, nonostante tutto, perché non può permetterselo. Questo lo capisco. Lei dice che i due pubblici ministeri hanno sbagliato impostazione, ma non le viene il sospetto che l'abbiano fatto apposta, nella peggiore tradizione dell'italico bizantisimo grandguignolesco? Ma sì, certo che lo sospetta, certo che lo sa ma non può ancora dirlo. E piange, e reagisce, e ancora non si dà per vinta, come la madre di Aldrovandi, come tanti altri. Ma lo Stato sordo, spietato. Beffardo. Il Sap, questo osceno, piccolo sindacato di legionari, che leva …

LE SENTINELLE

A forza di propaganda, violenta, ricattatoria, ci hanno insegnato che la Magistratura stava sotto scacco, vilipesa, travolta e che travolgendo lei spazzavamo via noi stessi, la nostra democrazia nata dalla guerra civile. Niente di più falso. La Magistratura nata dalla ricostruzione democratica era la stessa del Fascismo, trasfusa nel nuovo regime da cui sarebbe stata poi scalzata, al suo interno, da una corrente più al passo coi venti rivoluzionari. A riprova che la Magistratura è un organismo capace di adeguarsi, di badare a se stessa, di tutelare solo se stessa, fra estemporanee alleanze e scomuniche. Un po' come la Chiesa. Chi è stato ad allevarci al culto della Magistratura nostra amica? Le note sentinelle della morale, ovvero gli amici degli amici quando non i giudici medesimi, sui loro stessi giornali. Niente di più fuorviante. La stessa stagione delle primavere, delle mani pulite fu illusoria, lo capimmo dopo: i giudici inquirenti accusavano, spesso chirurgicamente, i giudi…