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Visualizzazione dei post da Maggio, 2019

MEA CULPA

Sarà colpa mia, ritrovarmi sempre incolpato di ciò per cui vengo cercato: esserci, sostenerti. La mia genialità presunta che diventa una condanna, un giudizio senza appello, perché non si traduce nell'unica cosa che per tutti conta: il successo, la notorietà più o meno prostituita. Ma perché tutti sognano solo questo, perché rinunciarci è l'unica colpa che non viene perdonata? Le antiche offese, quelle fresche, non guariscono mai, non vanno mai via. Non le ricordo mai a chi me le ha rivolte, ma non le dimentico: come potrei? Stanno tutte qua, dentro di me, dietro la facciata, stanno nelle parole di chi mi si era aggrappato come all'ultimo pretesto, già in bilico sul cornicione. Da chi su quel cornicione so già ci tornerà. Ma come negarsi, quando sai come ci si sente, sai che non c'è via d'uscita, che tu sei rimasto l'ultima via d'uscita per qualcuno? Allora decidi di starci, di spenderti, di lasciarti usare, fraintendere, ingannare. Sai già che sconterai tu…

GIARDINO D'OMBRE

Arriva piano piano come un battito d'ali E tu ti senti forte, giustiziere di squali Ma te ne accorgi tardi del taglio del dolore T'assordi ma non toglierai le nere sirene Sei nel giardino d'ombre, le conosci a memoria E' la morìa di te a farti compagnia Uccidi le tue ombre Uccidi le tue ombre Non concederti scrupoli, usa qualunque trucco Trafiggi le tue ombre di luce artificiale Spacca la dignità ma risparmia l'orgoglio Vola gorgoglia aspira prega bestemmia spara Dentro al giardino d'ombre adesso ci sei tu Ti vergogni e ti odi, cerchi rissa in città Ma è chiaro che a sfasciarti sei tu senza pietà Compra un fucile, cacciale, prendi a pugni le ombre Amputale dall'anima come sai, come sempre Divora le tue ombre, sei patetico e infetto Se sei fatto di loro, fa' il delitto perfetto Perché non c'è salvezza e tutti gli altri ridono E non imparerai e tutti adesso ridono T'accechi ma non fuggi la tua nera regina Distruggila nel buio, lacera la rovina Qu…

MARK CALTAGIRONE SIAMO NOI

INFINITI

Ieri una persona che pensavo sincera quando diceva di volermi bene, e alla quale ho donato mari di amicizia, non sapendo come offendermi mi ha crudelmente rinfacciato la mia “depressione”, a suo dire per la mia incapacità di scherzare: avevo obiettato sull'opportunità di lasciarsi irridere con certi modi davvero volgari, sessisti. Ma si sa che più si strepita per qualcosa e meno lo si difende nel proprio intimo. Questa persona, che in pratica mi ha accusato di essere malato e irrilevante, vale a dire non introdotto negli ambienti in cui si sta al mondo (cioè in televisione), mi sono accorto, di me non sa niente. Non sa che volendo io posso essere il più triviale degli uomini, e che per larga parte della mia gioventù sono passato per quello eccessivo, senza freni, senza limiti anche nello scherzo. Ma c'è un'età per tutto, e c'è l'esperienza che, lasciando cicatrici, fa pulizia di tanti eccessi, di tanta stupidità. Oggi ci ripenso, a quella “depressione” ricevuta in …

LA SINISTRA NON IMPARA MAI

SE LO SMARTPHONE NON TI RICONOSCE

The Police - Can't Stand Losing You

Questa canzone, un brivido eterno. I miei quattordici anni, lunghe esplorazioni della città a bordo di scarpe da tennis e la sensazione di appartenere a quelle strade che mi appartenevano. La paura della scuola, la quarta ginnasio così diversa dalle medie, ma una paura eccitante, tutto da scoprire, nuovi compagni, nuovi metodi, nuove prove, il liceo Carducci che mi pareva così immenso, tetro, pieno di bulli ed io, scricciolo troppo sensibile, non sapevo come difendermi. Crescevo e questa canzone, come mille altre, mi sorreggeva nei pomeriggi pieni di dubbi. La tentazione di identificarmi in un amore disgraziato, la sensazione, scontata ma inevitabile, che questa canzone fosse stata scritta solo per me. Crescevo, cambiavo, la scuola sempre più casa mia, la città sempre più il mio regno. Le prime feste, le prime sbronze, e sigarette, e avventure, e esperienze. La prima autonomia e quel pentirsi di cose fatte e non fatte. E sempre, ad ogni storia sfiorita, gli occhi dal letto fissi al so…

L'INNO DI MAMELI E' DIVENTATO L'INNO DI MAHMOOD

"MY SONGS", L'ALBUM INUTILE DI STING

SALVINI E LE API

MISSIONE

I miei metodi non li consiglierei a nessuno ma funzionano e io adesso sono così. Non ci posso credere, Ero arrivato e pesare 92 chili e non di muscoli: sono sceso sotto gli 80 e respiro, il cuore non fa più fatica, alzarmi in piedi non fa più paura. Una parte di me si è sciolta, evaporata. Una parte superflua, cattiva. Ho fatto, credo, qualcosa di sovrumano, o disumano, perché alla mia verde età ci vuole una volontà feroce o non lo so che cosa, magari arrivarci con una dieta da vietare per legge. Ma adesso addosso mi scendono i vestiti, non più lo sguardo di chi mi notava. Non è la vanità del dimostrare agli altri venti, trent'anni di meno, è il sollievo di non dimostrare a me stesso trent'anni di più. Dimmi quello che vuoi, che sono puerile, che sono fatuo, patetico se credi, ma per me è come rinascere: ho tanto bisogno di far pace con me stesso, di non detestarmi ancora, di non sentirmi in debito con una vita che invece mi prende tutto e non restituisce niente. La mia missio…

DANIEL (TUTTA LA VITA)

Ci sono ricascato. Sono ancora qui, a sfogliare questa piccola sconosciuta epopea animata che mi ha cambiato la vita come solo un fumetto può cambiarla a un adolescente. Daniel uscì nel remoto 1975 (se ci penso ho un brivido), venne riproposto nel 1992, e in entrambe le occasioni non ebbe la fortuna che meritava. Troppo avanti, si consolò il suo creatore Max Bunker (che, da me interpellato, ha sentenziato con rimpianto: Daniel mai più). Sì, troppo avanti. Arrivava in distorsione l'onda lunga dei fumetti neri, tutti dalla parte del Male (Kriminal, sempre di Bunker, aveva appena chiuso, e farà una comparsata proprio in questa miniserie), e per le storie “dalla parte della legge”, quel '76 che preparava la sovversione di massa del Movimento, proprio non era pronto. Si aggiunga che Daniel è la trasposizione a fumetti di Callaghan, identico nella fisionimia di “occhi di ghiaccio” Clint Eastwood, nel carattere e nella violenza. Ecco, se amate Callaghan, recuperate subito questa seri…

IL PAESE DEI BALOCCHI

MA IL ROCK NON VA IN PENSIONE

Nervesa, 2-5-2019 Reading con Paolo Benvegnù Orazione civile per Antonio Cosimo Stano

Nervesa, 2-5-2019 Reading con Paolo Benvegnù. Ricordo di Nazareno Giusti + Avanzate, ascoltate

IL CASO REGENI-VECCHIONI

SONO QUESTI I GENDARMI DELLA DEMOCRAZIA?

SONO QUESTI I GENDARMI DELLA DEMOCRAZIA?

IL RISCALDAMENTO CHE NON C'E'