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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2019

QUANT'ERA BELLO CON CHAVEZ

ItaliaOggi  via Atlantico

IN MEMORIA DI UN UOMO DIVERSO

Arrivano i giorni della Merla e quando arrivano vuol dire che l'inverno sta passando, anche se ci siamo giusto in mezzo sta passando: già si vedono tramonti allungarsi ed hai la sensazione che l'inverno stia covando la sua rinascita: stringi i denti ancora un po', battili nel gelo ancora un po' e rifiorirà la vita con il suo carico di promesse disattese. Ma per un amico, un'altra primavera non ci sarà. Oggi, nei giorni della Merla, ho perso un amico. Mario resterà per tutti il sindaco: il primo cittadino di san Ginesio: Mario Scagnetti, un uomo che era impossibile non stimare. Un uomo speciale, come ormai è diversa la normalità: senza risparmio nel prodigarsi per la gente sua. Io li ho visti, lui e Simone, sudarsi le idee, la fatica di tradurle in realtà per san Ginesio. Io l'ho visto Mario, sorridere per una serata andata bene e subito aggrottare la fronte per un nuovo impegno. Io li ho visti confabulare, discutere, abbracciarsi per la felicità della felicità …

LA MUTAZIONE DELLE JENE SECONDO SIMONELLI

FACEBOOK UNO E TRIPLO (E SON DOLORI...)

ItaliaOggi

DOVE SONO I "RESTIAMO UMANI" IN VENEZUELA?

I TESTI DI SANREMO? UNA TRAGEDIA

CREED 2, LASCIA CHE SANGUINI

FEDEZ - PARANOIA AIRLINES

LA BOLLA E' SCOPPIATA, CARI COMPAGNI BON VIVANT

ADRIAN, ESTENUANTE VIDEOCLIP

L'ABBRACCIO

Noi viviamo insieme Io ti odio Ti odio perché so che mi vuoi bene So che non sai stare senza me So che sei di altri, però torni Torni col tuo abbraccio di rovine La corona di spine per diadema Il sapore insonne delle ore Vecchi stracci sopra gli occhi e luci Che trafiggono il mattino esangue
Feticista di te senza riserve
Dipendenza, overdose perenne Noi viviamo insieme, io mi odio Perché non so vivere altrimenti Non so fare a meno dei tuoi denti E più muoio e più sarà così Eccomi qui: fingo che sei l'unica La migliore con l'eterna cinica Premurosa voglia di nutrirmi Del pasto che sai. Così mi spegni Non ti basta mai, sono la spugna Del bisogno che hai del mio bisogno Un gabbiano che sconfitto vola Dentro quel tuo abbraccio di tagliola

CELENTANO SI REINVENTA ADRIAN

I PENTITI DI BATTISTI

ItaliaOggi

QUEI PARENTI RESTATI UMANI

ItaliaOggi via Atlantico

BAGLIONI E MIGRANTI

ItaliaOggi

LA FORZA DEL DESTINO

Riportando tutto a casa. Ieri ho rispolverato, giusto un soffio, la vecchia storia su Cesare Battisti che mi costò diffamazioni e isolamento per anni. Si vede che è destino: oggi un'altra fetta di passato, e difficile passato, torna ad investirmi. Tu ricordi, o lettore, la grottesca vicenda della copertina (demenziale) del Mucchio col papa Ratzinger che recava la testa mozzata di Veltroni? Per quella stupida immagine finii indagato, nessuno ha mai capito a quale titolo: la classica vicenda kafkiana fin dall'inizio, perché appresi d'essere finito nelle premure della procura di Trani durante una diretta radio che conducevo, via Skype – eravamo all'avanguardia – col mio amico Eliseno Sposato da Cosenza. Ne parlava, infatti, la Gazzetta del Mezzogiorno. Fu l'inizio di un incubo, perché davvero non si riusciva a capire che cosa avessi mai combinato, né, tanto meno, a quale titolo: non ero un grafico, non mi occupavo di copertine. A quel che era lecito arguire, finivo ch…

FRANCESCO DI BELLA - 'O DIAVOLO

Vorrei ti sentissero dieci milioni di persone, per emozionarsi come ho fatto io. Vorrei ti sentissero anche una sera sola, e poi non ti lasciano più. Con 'O Diavolo, Francesco di Bella segna la poesia come può segnarla solo un napoletano: quella musica di sole lì, quel sole e quelle oscurità, quella lingua irripetibile, che pare fatta per cantare e per urlare. Per la poesia. Sfilano stelle nere, carcerati incatenati, cuori palpitanti, “perché solo l'amore ci salva”. L'amore in tutte le declinazioni, ma l'amore: sempre lui. Così è l'artista, che ci mette una vita per crescere e non smette mai; che arriva alla serenità dolente, ma paga di dire quello che brucia, che urge, che non può più essere taciuto e lo fa con una parola, l'amore, che è una dimensione e dentro conserva tutto: il linguaggio è quello di una poesia personalissima, partenopea, solare anche nel dolore, nella consapevolezza che tutto si perde. Non contano, qua, i richiami al dub, ai Novanta, al glo…

VENGO DOPO IL TG

Qualche sintetica (e infastidita) riflessione dopo essere stato aggredito dal telegiornale della sera. 1) Come mai nessuno ha ancora detto la cosa più evidente e cioè che i gilet gialli non se ne andranno prima di avere spedito Macron a Sant'Elena? Una “rivoluzione” che, da noi, avrebbe avuto senso ai tempi di quel vampiro di Monti e di quella jena piangens della Fornero. Ovviamente, non se n'è fatto niente. 2) Massima comprensione per i martoriati del ponte Morandi, ma sbaglio o la pretesa di salvaguardia si sta dilatando, a cerchi concentrici e a colpi di slogan con pentolame assortito, dalla zona Rossa ai confini della zona Rossa, ai quartieri limitrofi alla zona Rossa, ai quartieri contigui ai quartieri limitrofi alla zona Rossa? È caduto un ponte, o l'intera Genova? 3) Il compagno Pedro Iglesias, leader “con il corpo e con la mente” di Podemos, lascia pro tempore la guida del movimento alla compagna-compagna Irene per sopraggiunta paternità. Adelante, Pedro, il mondo …

I GRILLISTI PENTITI

ItaliaOggi, 10 gennaio 2019

DE ANDRE', VATE A PORTER

BIG GEORGE FA 70

CORINALDO UN MESE DOPO

SALVINI DA CAPOPOPOLO A CAPO DI GOVERNO?

INCIDENTE

Se c'è un bambino urlante
Quello sono
Morto più di quanto non sia lecito
Io mi manco, io non sono stato
Io non ho che occasioni perdute
Ho preso un po' di dove sono nato
E dove son passato e dove si bagnò
Il mio sangue
Dovunque mi dissero: sei altro
Da noi, non puoi, vattene via
Ambulante ingombro ancora cerco
Un posto, mi batto contro il tempo
Seduto, guardandomi attorno
Sapendomi incidente di percorso
Anima apolide. Albero sradicato
Moneta fuori corso fin dal conio
Voce di riserva condannata
A spremere lacrime, a scontare
Ogni istante d'un perenne inverno
Che urla come il vento tra le piante
O lascia fiocchi bianchi di carta
Sulle mie orme presto cancellate

FEMMINISTE ALLA SUPERCOPPA

da ItaliaOggi

NON SUONA

Il buio del lampione Il buio della vita E' finita Ora è proprio finita Non suona Nessuno suona Perché mi guardi se non esisto E mi cadono i denti Rimbalzano, sassi d'ossa Pallide gocce di pioggia Rimbalzano dal vuoto Non guardarmi Risparmia gli occhi Io non esisto È finita Trasparente ai tuoi passi Ai passi senza tracce Luce che dal mare mi trafigge E fino al mare indisturbata torna Proprio finita Non suona Tutto quel ruggire Tutto quel silenzio Nella ruggine, qui, sulla panchina Disciolto nel gelo Per un attimo avervi ancora qui Nella luce i vostri volti accesi Volti di querce giovani mentre io Azzardato seme nel tramonto Per mano alla certezza di domani Non mi guardare Non fingere che io esista Non giocare con la mia pelle appesa a un ramo Sono stanco e voglio dormire Proprio finita Perché sei venuto?

ROMA DA CAPUT AD ANUS MUNDI

"Il paradosso è che il peggior sindaco ab urbe condita non ha uno straccio di opposizione, può continuare a fare i danni e i disastri che vuole". Il mio pezzo su #ItaliaOggi

ROMA DA CAPUT AD ANUS MUNDI

Su #ItaliaOggi in edicola questa mattina un mio pezzo sullo sfacelo romano e sulla generosa comprensione di tutti, a partire dalle "opposizioni"...

PER FINIRE IL 2018...