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Visualizzazione dei post da Aprile, 2013

VERDE

Ma io non voglio andare nei templi del sale, io voglio mettermi sotto una pianta e assaporare la cascata di verde. Da un anno aspettavo la fioritura e adesso è tutto un tetto di foglie e scende freschezza, io sto sotto, il sole s'immagina oltre la barriera che respira e mi sento albero io stesso e mi sento foglia io stesso. La meraviglia di questo perdersi, non si può raccontare. Da un anno l'aspettavo questo spettacolo del viale tanto verde da sembrare acceso, illuminato, scintillante: sono infinite le sfumature del verde, sono tante quante sono le foglie, ciascuna con la sua personalità, ciascuna la sua forma, il suo linguaggio, il suo mondo. Finalmente è primavera davvero: per un mese sarà il tempo più bello, quando la sera è indulgente, il tramonto si distende, il pomeriggio indugia e dalle edicole si spande profumo di carta che si mesce a quello della luce, dell'aria comprensiva, della sera complice. A perdita d'occhio la trama delle foglie nel cielo, l'infini…

UNA BRAVA RAGAZZA

Spero che la figlia di Giuseppe Giangrande, il carabiniere ferito dall'ambiguo attentatore di palazzo Chigi, resti così. Che non si guasti diventando un personaggio d'etere. Spero resti così. Umile, per niente sofisticata, con l'accento dialettale, impacciata e capace, senza saperlo, di infondere una umanità ancor più profonda proprio perché le scappa dall'anima, non la interpreta. Spero che resti la ragazza qualsiasi che è, magari con un po' più di fortuna. Spero non diventi né un'orfana né la badante del padre paralizzato né una Parlamentare per grazia ricevuta. Spero che trovi il lavoro che le piace, e che non debba più essere costretta a licenziarsi per rimanere vicino prima alla mamma, che sta morendo di cancro, e poi, dopo che l'ha perduta, al padre che lotta tra la vita e la morte per il gesto di un disperato che, forse, hanno convinto a fare una cazzata più grande di lui. Spero che non conosca tutta la merda che sta venendo fuori in queste ore da gr…

C'E' POCO DA FARE

Ieri l'informazione ha finto costernazione e sdegno dopo avere coinvolto nei suoi balletti un bimbo di 11 anni, figlio dell'ambiguo attentatore di palazzo Chigi. Hanno scomodato la solita Carta di Treviso, che nessuno mai rispetta, l'Ordine ha minacciato sanzioni che non applicherà mai, hanno giocato un po' allo scaricabarile e tutti hanno detto che così non si può andare avanti, signora mia. Nel frattempo la madre del bambino era già in diretta da Barbara d'Urso e subito prenotata da un'altra dozzina di programmi. La brava donna, intuita fulmineamente l'opportunità, aveva sospinto il pargolo fra le grinfie degli sciagurati cronisti. E cosa diceva loro, “con un filo di trucco”, come una imbecille si è sentita in dovere di specificare? Che il marito, anzi l'ex marito, è un'ottima persona, lavoratore instancabile, bravo papà, e che la colpa è dei politici. Allora lei perché l'ha lasciato? Non perché era un giocatore compulsivo, cocainomane e da ul…

POLVERE DI ME

Ho cantato di tutto E tutto m'ha incantato Scartando un po' di lato Così disordinato E polvere ho lasciato Di me a chi m'ha incontrato Vivere no, non basta Non è questo che intendo Altrimenti sei pianta E non conta per me Perché non ti tradisco Io sono un vecchio disco E imprigiono tra i solchi Le emozioni, gl'incontri La canzone che sei La polvere di noi Che dalle stelle viene Alveari del mai Perché quelle noi siamo Merita dignità Questo nostro momento Che poi ritornerà Eco d'una realtà Come posso io canto I tuoi passi ed i miei L'incrociarci per caso Disorientati eroi Mettimi dove vuoi Nella strada in teatro In un retrobottega Nella radio in un vaso Sul naso d'una strega Non ti deluderò Il mio ruolo lo so E' cantare di tutto Incantarti di niente Solo quello che hai dentro Ma non vedi, m'incontri Ti sorprendi se accendo Forse un piccolo sogno E una piccola sfida Ti disegno in un lampo: Lascia i ladri di vita Dietro i vetri del tempo Ma nessuna pretesa Anzi ti chiedo scusa Ragnatela di suoni L…

UN ARTISTA PRIGIONIERO DI SE STESSO

Ho visto che hai fatto un altro libro su Zero avevo quell'altro su tutte le canzoni ma questo di cosa parla? Non vorrei trovare un doppione
Enrico, Roma


È un ebook che parla dell'artista (e dell'uomo), mentre l'altro parlava delle canzoni. Che racconta come si passa da ragazzino davvero discriminato ad ingombrante presenza salvifica. Arriva all'uscita dell'ultimissimo album, non lesina le critiche e si permette pure di prevedere, irrispettosamente, cosa sarebbe successo. Debbo dire che mi pare d'averci preso: il disco nuovo, apprendiamo dalle cronache, è stato completamente suonato dal vivo, cosa mai successa con nessun altro album, in quanto sta vendendo pochissimo: cosa che tutti si spiegano meno chi l'ha fatto: l'errore, che sta nell'eccessiva autoreferenzialità e nella verbosità dei testi, viene diabolicamente perseverato in concerto, dove, a scorrere le cronache, sermoni, prediche e analisi politologiche si sprecano e allungano oltre il soppo…

NON PRENDIAMOCI IN GIRO

Questo è un paese talmente folle, che può anche capitare che un folle faccia un gesto da folle e basta. Solo che nel paese folle non ci crede nessuno e più lo Stato la racconta meno ci credono, perché questo Stato è così sputtanato che non credergli è ormai diventato prerazionale, si è fatto istintivo. Tenuto presente questo, e in mancanza di riscontri certi, sarebbe temerario azzardare diagnosi. Per cui restiamo alla finestra dell'evidenza. Il primo segno è che l'attentatore era uno sbandato, uno dei tanti, dei troppi andati in frantumi (anche se non torna che un depresso si metta a sparare a casaccio sui primi sbirri che trova). Il secondo segno è che ha dichiarato al pm che “siamo nei guai e i politici non fanno nulla”: pare un po' roba da populismo televisivo, ma crediamoci. Prendendo per genuina la pulsione espressa (ce l'hai coi politici e tiri giù due carabinieri senza l'ombra di un politico?), c'è da registrare una inversione di tendenza: dal farsi fuor…

PRIMA DELLA FINE

A volte si ha paura che la vita finisca A volte che continui solo un giorno di più Così mi tarmo in questo tempo di prigione Fuggito da barattoli d'etere incolore Che addorme e non t'accorgi di stagioni di fango Ciò che è rimasto indietro, tutto manca e mi chiama Non lo pesco dai mari di parole relitte Ma dal germoglio di silenzio che lascia stupiti Istupidisce il dire tra vertigini oscure Mi ci vuole un momento a catturare un cuore Mi ci vuole un istante a lasciarlo andar via Ma il mio corpo è un camposanto dilapidato Di lapidari calendari uno ad uno stracciati Non sono più capace, io non ce la faccio A sollevare il peso di un inverno di ghiaccio Il verme è nella mela di vetro che mangiai L'onda anomala infrange ciò che non torna indietro Non per questo risparmio coriandoli di carne Di strapparli dall'anima non sono ancora pago Dammi una ragione per vivere altrimenti Se me la chiami vita questa farsa indecente I pezzi di preghiere, le spremute d'amore Le lascio a chi le merita, a chi…

MILANO FUNERAL (RINASCE)

Presto ripubblico, in formato ebook, finalmente autoprodotto, uno dei miei libri più impegnativi e completi: Milano Funeral fu una vera inchiesta, lunga, faticosa, sul campo, di quelle che consumano le scarpe e non si usano più. Un libro piaciuto a tutti, ma davvero tutti quelli che riuscirono a leggerlo,e che, malgrado la sciocca inettitudine dell'alquanto sedicente editore, che lo soffocò, riuscì a guadagnarsi una sua credibilità. Allora l'autopubblicazione elettronica non c'era; oggi è una realtà, e così ho pensato che non c'erano ragioni per non dare a questo lavoro, di cui vado particolarmente orgoglioso, un'altra possibilità. Otto anni dopo: se mi rileggo, mi sembro quasi uno storico: non ho cambiato niente del testo originale, non avrebbe avuto senso e non sarebbe stato leale, laddove la stagionatura di un saggio come questo può dare la misura di quanto sia cambiata Milano in meno di un decennio e di quanto, invece, sia rimasto uguale. D'altra parte non …

Renato Zero, l'eterno ritorno - CULTURA

FUORI

Mi si è leggermente chiuso lo stomaco, poco prima di cena. Incappo in una opportuna cronaca di Libero su un fatto di non secondaria importanza, la “zingarata sborona” dei giornalisti Facci e Cruciani che salgono al festival di giornalismo di Perugia in Jaguar nera, tipo quella di Diabolik. Per la completezza dell'informazione, i due twittano anche le tappe del loro calvario: “Non abbiamo soldi solo gold”. A un certo punto spunta pure un non meglio specificato “bacio lesbo”, così anche la spruzzata di bunga bunga è servita. E a me s'è chiuso lo stomaco. Non sono un bacchettone di sinistra, non sono un pauperista noglobal, non soffro di sindromi da decrescita felice, non ho mai pensato che i giornalisti debbano essere dei barboni ed anzi mi indispongono i farisei del basso profilo. Sono allergico anche ai Savonarola con la fiaccola della moralità incorporata. Ma in un momento in cui la gente si ammazza perché non ha lavoro, vedere due giornalisti che vanno a far vetrina ad una d…

PROFONDISSIMO INCANTO

L'aria ha ancora un po' Di polvere d'inverno Ma il sole ridipinge Tutt'intorno d'eterno Profondissimo incanto Delle rondini in coro Noi sconvolti d'amore Con i volti nell'oro Che ci sorprende ora Che discende dal tempo Delle bombe di fiori E fontane di suoni Di profumi e di luci Fare finta io voglio D'esser quasi felice Come foglia nel vento Che volteggia sicura Che non ha più paura Profondissimo incanto D'un rosario d'istanti Di momenti divini Fatti di nuove voci E di giovani seni Tutto è quasi perfetto Quasi solo per noi Nella sera confetto Dove mi perderei Chi l'avrebbe mai detto Un sorriso ormai spunta Sulle labbra del vento Lo stupore del cuore Si respira d'aurora Polline di un incanto Non si sente più sola L'isola che tu sei Piccola gioia immensa La malinconia espansa D'un estraneo pallone Che rimbalza vicino Lo rincorre un bambino Quasi gli chiedi il gioco Ma sei voglia per poco Prima chimera vera

GIUSTO PER OGGI

Giusto per oggi, se potete, lasciate da parte l'immarcescibile retorica dell'antifascismo militante, anche perché la volta che poi ne spunta uno davvero, di fasci (Grillo), tutti lo scambiano per un democratico. Sarà la favola di Pierino e il lupo, ma qui c'è qualcosa di più urgente delle sacre memorie: l'ultima porcata di Monti, che invece è una ladrata, una mafiata di Stato, consiste nel rendere definitivo il salasso dell'IMU. È una rapina a mano armata del Potere, ed è l'ennesima menzogna, assurda, ingiusta. Giusto per oggi, se potete, lasciate perdere anche Berlusconi: il fatto è che si era detto, promesso, giurato di una tassa emergenziale: ora, zitti zitti, l'emergenza la conclamano, la mantengono a vita. E il governo del ragazzo Letta, che non è un democristiano, è semplicemente un PD nato vecchio, e dovrebbe bastare, non si sogna neanche di rimuoverla. Anzi pare che questo misterioso Moloc chiamato Europa pretenda altri 40 miliardi di tasse, dopodic…

MI CONSUMA

Ancora mi consuma Quando muore un bambino Quando non c'è nessuno Che raccoglie il dolore E anche mi consuma Camminare sul mare Nel mirino del sole E quel filo di fumo Che da un camino sale E come mi consuma Quando arriva Natale E si scioglie in se stesso Una quaglia in un fosso Sotto al passo le foglie Mi consuma la faccia Di chi non ha più niente E uno straccio è ridotto E non trova più un tetto E se provi a svelarmi I tuoi giorni, i tuoi inverni Anche tu mi consumi Ma se al greto confini Del tuo tempo i segreti Non mi lascerai scampo Qui una scelta non hai O mi uccidi o consumi Come il vento foreste Come l'acqua la roccia O bonaccia le vele Quando lenta le arresta L'aria nuda d'attesa Che di morte ha il profumo Ora guardo la luna Dal colore di marmo Fermo posso sentire Che anche lei mi consuma La spremuta di cuore Che ho versato nel mare Della tua indifferenza Una danza sprecata Mi consuma vivendo Ciò che non c'è cercare Il sorriso del vinto Un momento d'amore In questo camposanto Che noi chiamiamo vita …

“SAPETE CHE VE DICO?...”

Dunque. Berlusconi regna per anni, non fa niente ma è il più votato dagli italiani. Poi scoppia una crisi mondiale, si scopre che lui la assorbe pagando le puttane e il gradimento crolla. Crolla pure lui. Arriva Monti, salutato da Osanna imbarazzanti, che in un anno sfinisce tutto e tutti. Si va ad elezioni e Berlusconi ha proiezioni decimali. Neanche due mesi e risale al 25%; altrettanto la sinistra che ha perso almeno 10 punti; altrettanto Grillo, un comico idrofobo che piace perché urla che fa tutto schifo e maledice tutti; Monti razzola risultati imbarazzanti. Passano neanche due mesi e Grillo, dopo due mesi di grillismo coerente, cioè demenziale, crolla nei sondaggi; crolla anche il PD che però si porta a casa il Friuli; Berlusconi (con dentro la Lega) schizza al 40%, percentuale mai raggiunta neanche nel maggior fulgore, senza avere fatto assolutissimamente un cazzo. Ora, non sarà colpa della democrazia, per la quale simili schizofrenie sono se mai sintomi, non cause; però, inso…

QUELLA PESANTEZZA DI PIUMA

Mi guardo indietro e trovo un bambino solo, un ragazzo solo e poi un uomo solo. Sempre solo. Uno che ha sempre fatto poca vita “mondana”, che non sa cosa siano gli impegni importanti, non ha idea di come comportarsi in società, uno che si sente solo dentro, anche quando è in mezzo alla gente, anche quando è lui il protagonista: e subito dopo scappa via, torna a rintanarsi, per ascoltare meglio quella pesantezza di piuma che non passa mai. Io il gravare della solitudine posso vederlo, lo percepisco con densità quasi fisica, la mia anima è fatta di solitudine come il mio corpo è fatto d'acqua. È così per tutti? Così dicono, ma non tutti lo capiscono o almeno lo accettano. Quanti ne conosco che preferiscono stordirsi d'impegni, che preferiscono qualsiasi compagnia, anche la più sordida, la più sbagliata, a quella propria. Io non ho mai fatto molto per combattere questa malattia. Ho sempre avuto necessità di contatti, di stare in mezzo agli altri, il mio bisogno di esibirmi in fon…

IL FARO 16

"Martiri secchi", dicevano di quelli come Rousseau, ed altri, che lacrimavano per l'umanità ma non al punto da rinunciare ai loro privilegi, accettando le conseguenze del loro egualitarismo totale. Oggi vediamo presidenti della Camera, ex ministre, che piangono per i suicidi, ma dall'alto dei loro privilegi. Perché sono privilegi. E vediamo comici milionari ululare alle disuguaglianze, e firmaioli di mestiere che passano da un appello all'altro, puntualmente disattesi, contro le ingiustizie, le ineguaglianze: ma siete mai passati, casualmente, per qualche loro magione con vista impagabile su Roma o su Firenze? Io sì... E poi le prof in fregola nazista, che però non vengono cacciate, non vengono neppure sospese da quella scuola sempre pronta a scendere in piazza sotto l'egida dell'antifascismo permanente... Ed altri mirabili esempi sparsi tra le pagine del Faro, in spedizione agli abbonati da sabato 20 aprile. Non è tutto. Si parla anche di Kurt Vile, del …

LE FOLLIE HANNO LE GAMBE CORTE

Allora, in Friuli Pidielle o Pidimenoelle? Di sicuro non quei disgraziati dei grillini, e sì che si accingevano alla conquista della regione. Ecco, quanto accaduto in Friuli è la cartina di tornasole del Paese, elettori, cittadini che, messi come stanno messi i mai abbastanza vilipesi partiti, però li preferiscono, malgrado tutto, all'alternativa grillina. E davvero non sta in piedi che se il voto li premia, i grillini, allora è democrazia e se invece li punisce è regime, conservazione, fascismo, brogli e via delirando. In realtà il Movimento 5 Stelle dovrebbe incolpare anzitutto se stesso per aver congelato ciò che voleva sbaraccare, rendendo una popolarità, per quanto stracciona e stracciata, ai partiti. La gente si esalta ma poi fa anche presto a rinsavire (magari per prendersi un'altra insolazione collettiva). Due mesi sono bastati e avanzati per convincerla della reale consistenza di questa setta di pazzi, e la colpa di Grillo, su tutte le altre, è stata il suo bluff, mis…

NEL CORTILE

Forse non potranno questi versi Abbracciare il tempo che contiene Favole vere ma trascorse, vane Strane. Un bagliore piega La curva ondulata dei misteri Che ho dentro, turba la mia vita E all'anima regala una ruga La tua fuga è finita, eccoti ancora Qui, la mia bambina d'oro Che baciavo solo col pensiero Sento il nostro coro a primavera Amore che sbocciava e non fioriva Nel cortile, le nostre parole Per dipingere il futuro di sole Sai che mi sentivo re del mare E del cielo e del vento con te accanto Bambina mia grande più del mondo Più di tutto, più dello spavento Che provo se ascolto e mi prometti “Da qui io non mi muovo, ci scommetti? E staremo sempre così: perfetti” Ma la vita è un uovo che si spacca E ne scappa un fato non deciso Un vestito che ti resta appeso E che presto sarà inutile scusa Nel cortile io sono tornato A cercarci ma ho trovato il vuoto E silenzio di vetro dal passato D'una danza nascosta dietro al viale Come allora, sotto il temporale Dei vergini sensi, noi frementi Stretti immensi…

Iggy Pop, il nuovo disco è un concentrato di rock - CULTURA

LEZIONE DI VITA

Altra lezione imparata, meglio tardi che mai, sulla generosità sprecata. Risale a Pasqua, quando ho troncato un curioso rapporto che non era di lavoro ma mi impegnava più che se lo fosse: confezionare per intero una fanzine dedicata a Renato Zero. Sul quale ho scritto due libri, con il che m'ero ritrovato in mezzo a questa faccenda per cui io scrivevo pezzi, preparavo interviste, correggevo lettere sorcine deliranti, anche per la grammatica, supervisionavo il tutto e chi “dirigeva” il giornalino, più adatta al ruolo di strillona per le edicole, ne menava vanto. Tre anni, tutto sempre rigorosamente per amicizia, senza alcun compenso. Dopo una defezione interna, mi era stata implorata una mano, e avevo accettato. La mano era diventata il braccio, poi due braccia, due gambe, praticamente un non-lavoro a tempo pieno. Alla fine, la rima sorcina da “invadenza” si era trasformata in “prepotenza”, e questo proprio non andava. Decine di telefonate ogni giorno per tutto il giorno, pretese …

SANTA ELISABETTA

Satanismo? Occultismo, fascino perverso del Male? Ma no, fumo negli occhi per il giro dello spaccio, questo erano le tremende Bestie di Satana, allucinate sì, violente sì, ma col demonismo come alibi per sfogare le proprie pulsioni di ragazzotti intossicati dalla “Brianza velenosa”. Col contorno del sesso, che non manca mai. Poi li prendono e istantaneamente si ritrovano timorati di Dio, iscritti ai pellegrinaggi, folgorati sulla via di Cologno Monzese. Non pentiti, questo è altro fumo negli occhi che vogliono i media e vuole la gente, per uscirne rassicurata. Una di queste ex puttane, la Elisabetta Ballarin, in galera ha fatto la brava ragazza, si è presa una minilaurea (triennale) e adesso sfoggia buoni sentimenti e basso profilo. Non però al punto da vergognarsi di chiedere la grazia a Napolitano. Perché? Diavolo, ma perché lei adesso è una ragazza diversa, ha capito, ha lasciato alle spalle, mica è giusto rovinarle la vita. Sulla sua vittima, una ragazza come lei, Mariangela Pezzo…

PERCHE' BERSANI E' BERSANI

Tutti pazzi (di rabbia) per Bersani, sputacchiato con l'allegria feroce e un po' sconcia che si registra sempre, 25 luglio o 8 settembre che sia. Intendiamoci, gli sputacchi Bersani se li merita, perché ha confermato d'essere una delle persone più stupide del pianeta. Però se li merita fino a un certo punto, e non da tutti quelli che glieli lanciano. In particolare, dovrebbero munirsi di uno specchio i tanti che sono andati a rivotarlo, versando il gettone di presenza, a quella farsa che erano le primarie, e sapendola farsa e sapendone il pretesto per far fuori il Renzi, che adesso tutti invocano (sei mesi sprecati, dunque). Votavano un grigiore umano che girava per le piazze vaneggiando di cooperative socialiste cui conformare l'Unione Europea, di Berlusconi mesto negli spogliatoi (per trascurare gli ormai usurati giaguari da smacchiare). S'è visto chi stava negli spogliatoi e chi invece c'è finito. Ora, siffatti votatori compulsivi, anzi pavloviani, rimprover…

3:00 AM

Non ti dirò da dove vengo Ammesso poi che sia importante Non ti dirò che a volte piango Sotto le stelle e sono tante Quando ripenso a una bambina Con un destino da puttana Sono una goccia in questo mare Di notti amare, botte e stracci Non saprai mai quante ne ho viste Gli uomini sono disumani E fanno battere l'eterna E triste strada dell'inverno Non ti dirò perchè mi vendo Le tue domande sono vetro So solo che oramai è tardi Per poter più tornare indietro La mia via crucis l'ho spianata Lungo le strade più spietate Senza Natale senza estate Tra scappamenti e nevicate Non ti dirò di chi è la colpa Per una storia che mi spolpa Troppi avvoltoi per scappar via Se vuoi è soltanto colpa mia Non mi lamento in questo vento Che frusta quelle come me Chi c'è arrivato qui ci resta E non si chiede mai perchè Scoppiamo, bolle di sapone Multicolori qui a milioni E siamo sorte da ogni parte E chi le ascolta mille lingue E fanno bene le veline Non c'è multa in televisione E siamo uguali, che discorsi Solo i clienti…