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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2012

CORTINA FUMOGENA

CORTINA FUMOGENA Come dice la Settimana Enigmistica, “Lo sapevate che...” il grande Monti ha appena escogitato una raffica di nuove tasse, gabelle, tributi, rincari (bollo auto, per dirne una) che però i giornali non annotano, non fanno passare per manovra suppletiva, ma intanto ci sono? Il perché è presto detto, lui per il momento si è trovato sponde da destra a sinistra e i partiti, nella necessità di capire che fare, e perfettamente consapevoli di essere ai minimi storici di credibilità, preferiscono puntellarlo ovvero lasciargli in mano tutti i cerini accesi. E lui li passa a noi. Lo sapevate che... non solo le province non vengono toccate, ma Monti ha aumentato i relativi consiglieri di circa duemila unità, per un esborso aggiuntivo di 16 milioni di euro? Lo sapevate che tutto lo scarmazzo sulla Chiesa non porterà a niente (per noi) e a generosissime compensazioni (per i cardinali)? Lo sapevate della nuovissima addizionale dello 0,1% su tutti i depositi bancari, che sembra niente …

CAPIRE

CAPIRE Arrivano, sapete, quei momenti in cui ti senti più fragile. Ancora più fragile. E ti vedi dal di fuori, e ti fai quasi tenerezza, tu, proprio tu, con tutti i tuoi sogni sbagliati, con i sorrisi sprecati, con l'inutile orgoglio, con i conati infranti contro il muro di realtà. Tu, senza più nient'altro che te stesso. Allora cerchi di guardare avanti a te, fuori dalla finestra, assumendo una posa dignitosa. Io sto imparando ad accogliere questi momenti, sempre più frequenti, in modo diverso. Non li ho mai combattuti, però da ragazzo cercavo di superarli. Poi di accettarli. Adesso comincio quasi ad amarli, ad essere grato a certi vortici di coscienza: non debbo più dimostrare niente, più nascondere niente. Sto cominciando a sopportarmi, senza vergognarmene. Sto imparando la mia evanescenza, e a regalarla a chi mi legge, se mai la vorrà: forse può essere consolatoria. Ero domenica al Premio Tenco ospitato dal teatro Leopardi di San Ginesio, dove tra l'altro ho potuto cono…

TUTTO MERITO

KEITH RICHARDS NON C'E' PIU'

KEITH RICHARDS NON C'E' PIU' E' da allora che lo osservo, come un figlio in ansia dopo la grande paura del 2007 quando rimase sospeso tra la vita e la morte per giorni. Non che non ci fosse abituato, ma quella volta forse è stata proprio fatale a Keith Richards, che non è tornato davvero più. Tre mesi dopo l'operazione a cranio aperto, sette placche di titanio per tenergli insieme il cervello, spappolatosi chissà come (la storia della caduta dalla palma non ha mai convinto nessuno), era già a San Siro a suonare: e ha concluso il tour come ha potuto, cioè in modo straziante. Certo, sempre lui: un altro se ne sarebbe stato buono in un letto a vegetare con mille tubicini che gli spuntavano dappertutto, Keith invece era lì a reggere cinquantamila persone sera dopo sera. Ma non era più lui. Quindi, troppi anni di vacanza, una autobiografia pluripremiata, anche se di un grand guignol un po' troppo autoreferenziale, e un futuro sempre più misterioso per i Rolling Stone…

E VAI...

IL SOLE

IL SOLE Se parlo con qualcuno, in questi giorni è garantito che mi dirà: fuori c'è il sole. Non importa chi sia, un parente, un artista, un amico in ufficio. Fuori c'è il sole. E mi accorgo di quanto bisogno abbiamo di rinascere, quanta disperazione quieta custodiamo, sedimentata da un inverno di più. Fino a pochi giorni fa qui era il niente. Una macchia bianca che inghiottiva il futuro, che non lasciava scampo. Ieri mattina i campi già si scuotevano, e siamo usciti, io e mia moglie, e strizzavamo gli occhi che incontravano i raggi. È bello illudersi. Pensare che un'altra primavera ci sta investendo, anche se è presto. Anche se non servirà. Fuori c'è il sole, lasciamolo entrare dentro di noi. Questo sole che riporta profumi di scuole, di asfalto e giardinetti, di benzina di motorini, di autobus presi in un mattino d'improvviso sfolgorante, di edicole che traspirano polline di carta, di sere che – sorpresa – si stanno già allungando. Di domeniche di gite e liturgie e…

BEVENDO RUSCELLI

BEVENDO RUSCELLI Mi piacerebbe di sapervi insieme Casinisti poeti d'una vita Ch'è stata mia, dirottata vita Non ci crederete se vi dico Che di voi io ricordo le dita Sono loro a mancarmi di più Ma non divaghiamo, sale odore Di salmastro dal mare, una foschia Che il tramonto si divora e chiama Il rimpianto che ho di voi. Vorrei Sì, vorrei sapervi lì seduti A un tavolino sospeso nel vuoto Con un mazzo di carte e un'aranciata A tenermi d'occhio più di allora Perché ne ho bisogno più dell'oro Ma vorrei sapere innanzitutto Che per quanto fosse immenso il cielo State insieme voi senza più fretta Perché il tempo avete ormai sconfitto E il dolore e tutte le sue fitte Truce eredità che uccise il cuore Ora invece sorridete e luce Scende dai ruscelli che non vedo Ma la bevo, so da dove arriva Dalla riva delle stelle vive Che per sempre siete, echi d'amore Dalle antiche ombre liberate
Imu alla Chiesa? Abbiamo scherzato. Basterà fondare una sala Bingo e dichiararla pro opere pie. Scommettiamo che il clero da questa finta Imu ha tutto da guadagnare?

IL FARO N. 8 - ANTEPRIMA

IL FARO N. 8 - ANTEPRIMA
MANOVRE INTORNO A UNO SFRACELLO Non è così strano quanto sta coagulandosi attorno al governo: i partiti, le coalizioni, semplicemente guardano alle elezioni, quando saranno. Forse prestissimo, ma se anche arrivassero alla fine della legislatura, politicamente è un giorno (e, di norma, il risultato di una consultazione matura, e si conosce, in anticipo nelle segrete stanze)...
SE L'EUROPA A forza di parlarne passano i mesi, e di crisi si parla appunto da mesi. Ormai ci avviamo verso la primavera, dopo un autunno e un inverno da tregenda, i cui benefici effetti, per il momento, li vede solo Monti, insieme alle istituzioni bancarie che lo supportano.--
DIABOLIK, 50 ANNI CHE SI SENTONO TUTTI 50 anni di Diabolik e la giusta enfasi per un personaggio leggendario. Ma le sue creatrici non ci sono più, e non c'è più neanche lo spirito di quella società di inurbazione, che aveva spinto due dinamiche sorelle, Angela e Luciana Giussani, ad immaginare un albo tascabile, …

SAMBA

SAMBA Non c'è molto da dire. All'epoca vivevo in un posto sul mare e l'inferno, se c'è, dev'essere proprio così. La fine del tempo. Non aveva un'anima. Cancri di cemento cresciuti a caso, aborti d'improbabili insegne. Se pioveva, pioveva squallore. Di giorno in giro nessuno. Di notte uscivano gli spacciatori, i viados, i trans e se si trovavano era avevi chiuso, ti venivano addosso a tempo di samba ed eri finito. Loro non sono, come si dice, anime perdute, sono orsi feroci, che non hanno più niente da perdere, che aspettano la morte. E intanto ballano, per strada, in casa loro e i vicini impazziscono. Usano il corpo per un sacco di storie e il sesso, sapete, è proprio l'ultima. Lo usano come deposito, ecco quello che fanno. Si portano addosso la roba più strana. I clienti passano e ritirano la consegna. Se s'incazzano sono spietati. Lo so io quanti ne ho visti uccidersi, nelle risse, per le storie più stupide, autentiche cazzate. È il giro che è così…

MISTERI DOLOROSI - estratto 3

E' uscito. Per informazioni e per acquistarlo in download sul sito di Smashwords CLICCARE QUI

Il volume è offerto in una serie di formati diversi in funzione del supporto utilizzato. Per leggerlo su pc, scaricarlo in formato .pdf. La pagina di download offre comunque tutte le indicazioni.
Per seguire la cronistoria di Misteri Dolorosi cliccare sulla pagina "Libri" sotto l'intestazione del blog

(…) Monte Nevoso, monte di misteri a volte insospettabili a volte subdoli, allusivi. Nella piovosa primavera del 1981, alcuni ragazzi del quartiere sghignazzano un po' increduli leggendo una strana scritta che, nottetempo, è spuntata dappertutto su volantini appiccicati ai muri delle case, ai lampioni, ai semafori, perfino scritta a carboncino dove capita, con una grafia stentata ma comprensibile, in un linguaggio approssimativo ma chiarissimo: “Fate attenzione che il Vaticano da per tutto spaccia la droga”. Sembra la burla di qualche anticlericale, ma qualcosa non torna: u…

NON SCHERZIAMO, SIGNORI

NON SCHERZIAMO, SIGNORI Liberalizzazioni, chi ha parlato di liberalizzazioni? I taxi per esempio. Ponzio Pilato Monti li rimanda ai Comuni, previo parere della solita Autorità che serve solo ad incrementare corruzione e burocrazia. Risultato: abbiamo scherzato, le licenze non si toccano, le corse private continueranno ad essere le più care e le peggio servite del mondo, lo strapotere, anche fuorilegge se occorre, dei taxisti crescerà ancora: hanno vinto, hanno piegato il governo, ha vinto la loro lobby romana in odore di neofascismo. Ma che importa? C'è tanto da tassare nella vita, tassare tassare tassare. Non la Chiesa, chi ha parlato della Chiesa, per quella c'è sempre tempo. Ci sono i poveri, gli sfigati, come li chiama il bamboccio Michel Martone, quelli non fanno lobby, non possono ribellarsi. Chi ha parlato di liberalizzazioni, chi ci ha creduto? Non c'erano, non erano niente, al massimo un ritocco alle licenze in un sistema che restava chiuso, niente affatto aperto a…

PIRATA

PIRATA L'isola mia è la luna Mia sola fidanzata La ciurma l'ho lasciata Indietro non ritorno Nel vetro che di mare La nave vuota infrange E stinge un altro sole Di correnti mi perdo La bussola non vuole Più fare il suo dovere Ed ogni posto è un porto Di sorte da riempire Ci trovo chi mi ospita E chi mi vuole morto E quante facce lascio Stravolte al mio passaggio La vanità, il coraggio Un segreto rimosso Sono l'eredità Che io mi porto addosso E conosco il dolore Di così tanta gente Quella lacrime spente Solitudine e niente Di meglio da scoprire Ruggine e Salsedine E l'anima s'incaglia E' sempre tutto uguale Le storie, le parole Ma non per me che canto Il vento che mi cedi Ma non per me che sbando Proprio come mi vedi I denti sono d'oro Ma non c'è altro tesoro Per uno ch'è assassino Di viaggi, di destino In fuga da se stesso E una ruga c'è adesso Dove stava un sorriso Un tatuaggio sul viso M'invidi l'avventura La libertà è impostura Se non lascia realtà Da riposare amica C'è sol…

INTERVISTA "MISTERI DOLOROSI"

UN CARNEVALE DI MENO

UN CARNEVALE DI MENO Morire per gioco, per divertimento, per festeggiare dopo un'operazione che aveva allungato la vita. Così si credeva. Dalla nave della morte, la Costa Concordia degli inchini e dei misteri sconci che non verranno mai del tutto svelati, continuano a risalire cadaveri: i pompieri han trovato altri quattro corpi, tra i quali quello di una bambina di 5 anni, Dayana. Sono i cosiddetti dispersi, per dire i morti ancora senza evidenza ma anche senza nessuna incertezza. Terribili le circostanze della fine, raccontate da una superstite: «Sono andati avanti e indietro. Erano dalla parte dove la gente si è salvata, poi li hanno fatti andare dall'altra, quella che poi ha iniziato a inclinarsi. Se ne sono accorti e sono tornati indietro: la bimba è scivolata, il babbo con lei. Lui era diabetico, tre-quattro anni fa ha subito un trapianto di due organi e deve prendere farmaci salvavita diverse volte al giorno, ogni tre ore. Non avevano il salvagente, nessuno dei tre: dopo…

CIRCOLO OSCENO

CIRCOLO OSCENO Lo spot per invogliare gli italiani al gioco d'azzardo col sottofondo dell'”Italiano” di Toto Cotugno è semplicemente osceno. Qui non è questione di giocare la schedina, ma di induzione alla dipendenza da scommesse. Vale la pena di ricordare che il Tesoro ha legalizzato pratiche considerate come criminali in circoli privati, bische, locali. È bastato qualche decreto per renderli accettabili, anzi doverosi, in molteplici e fantasiose variazioni, al punto che sono già nate alcune cliniche per la disintossicazione dei giocatori compulsivi, i quali, se sfigati, si rivolgono ai Sert pubblici. Dove trattano gli eroinomani. Dal libro-inchiesta “Lo Stato Bisca” di Carlotta Zavattero, apprendiamo che lo Stato ingurgita intanto il 12% secco sulle giocate; poi c'è un indotto che non finisce più e prosciuga il resto. E Monti ha appena inventato una tassa supplementare del 6% sulle vincite superiori ai 500 euro. In soldoni: per fare cassa, lo Stato punta sulle attività il…

MISTERI DOLOROSI estratto 2

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(...) In pieno sequestro Moro, gli appartamenti di via Gradoli (dove si colloca la base brigatista di Mario Moretti e Barbara Balzerani) verranno visitati dalle forze di polizia, con l'unica eccezione del covo. Tra gli inquilini, una studentessa, Lucia Mokbel, di origine egiziana, figlia di un diplomatico legato ai Servizi del suo Paese e conoscente del questore Elio Cioppa, la quale riferirà alla polizia di strani ticchettii notturni, tipo alfabeto morse (che la Mokbel conosce), provenienti dall'appartamento brigatista: la ragazza verrà dissuasa dalla polizia, con metodi…

QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DI KERALA

QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DI KERALA Ciao Max, Trovo la faccenda dei marò italiani piuttosto seria. Quei due connazionali (dai caratteri lombrosiani, sembrano i classici psicopatici "sparo per piacere" o "sono nato per uccidere"), se trovati colpevoli, nella peggiore delle ipotesi rischiano l'appuntamento col boia. Tuttavia non credo che si possa arrivare a tanto. Ora, è difficile fidarsi delle balle nostre o di quelle degli indiani, perché di balle pur sempre si tratta. Sicuramente sia gli uni che gli altri stanno nascondendo parecchie cose. In attesa dell'esito di missioni diplomatiche, di procedimenti giudiziari, elezioni e quant'altro, assistiamo con piacere ai vari deliranti commenti di sapore fascista presenti nei siti di informazione italiani: si va da un perentorio "guerra all'India, tanto siamo protetti dalla NATO" ad un più sobrio "inviamo le nostre forze speciali e liberiamoli". C'è spazio anche per i terzomondisti cele…

MISTERI DOLOROSI estratto 1

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VIA MONTE NEVOSO, MONTE DI MISTERI Non riposano in pace gli scritti di Moro, trovati in copia (mai in originale, e mai completi) a due riprese in via Monte Nevoso a Milano, la prima l'1 ottobre 1978, quando gli uomini del generale Dalla Chiesa fanno irruzione arrestando 9 brigatisti di spicco. In tutta la via la sorpresa è enorme, in particolare tra gli inquilini dello stabile, tutti concordi nel riferire di non essersi accorti mai di niente, di non avere sospettato alcunché riguardo ai tenutari di quell'appartamento al piano rialzato. Ma sono versioni che non convincono, e…

AVANTI IL PROSSIMO

FOGLIE DI FICO

FOGLIE DI FICO Sul baraccone sanremese si dovrà, si potrà dire qualcosa pur senza averne visto un solo istante, solo per quanto se n'è saputo nella foresta di notizie fatue. È parso il festival delle foglie di fico. Celentano è la foglia di fico di un programma che non c'è, che ha riposato sui suoi vaniloqui da alienato senile. Se si considera che questo è il programma-corazzata per la rete ammiraglia del Servizio pubblico, altro che Costa Concordia viene in mente. Celentano è stato anche altre foglie di fico: di se stesso, della propria alienazione, di una beneficenza miserabile, del giro di soldi delle società di fiction intestate alla moglie e in affari con la Rai, del giro di soldi provenienti dagli sponsor, di cui la Rai, questa Rai che impone il doppio pizzo a chiunque tenga un computer in bottega, ha un perenne, fottutissimo, indecente bisogno. La pubblicità è la foglia di fico del Servizio pubblico. Questo festival di merda è costato 18 milioni, ne ha incassati 14, s'…
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ALLUCINAZIONE CELENTANO

ALLUCINAZIONE CELENTANO Ce l'ho fatta: al netto dei telegiornali che non parlavano d'altro, neanche un minuto del Sanremo degli Amici, questa truffa palese che ricorda il campionato di calcio, con Maria de Filippi nel ruolo di Moggi (chissà se al Fatto, solo il Fatto quotidiano, dove Costanzo è molto rispettato, avranno il coraggio d'accorgersene). Più complicato evitare le stronzate di Celentano, moltiplicate per tutti i canali e per tutti i siti. Ma quelle, in fondo, erano fini a se stesse, qualcosa di autodemenziale, prive di controllo e di senso. Tuttavia, qualche riflessione quegli sproloqui la sospingono. Dopo il primo intervento, che aveva suscitato polemiche infuocate mentre di disturbante c'era forse solo l'intimazione a credere, e credere nel Dio a immagine e somiglianza di Celentano (il che sarebbe già una bestemmia di per sé), il ritorno è stato alla camomilla: hai voglia ad ostentare distacco dalle umane faccende, quando la prospettiva è di lasciare sul…

L'URLO MUTO DEL DOLORE

L'URLO MUTO DEL DOLORE Se ci fosse un giornale così, vorrei scrivere solo di chi soffre. Perché chi soffre vive, e chi vive è destinato a soffrire. Vorrei scrivere della gente che ho visto negli ospedali, nei reparti psichiatrici, in quei manicomi che sono le strade di ogni giorno, nei reclusori chiamati comunità, nelle galere che spesso sono le case. Vorrei raccontare i sommersi che mi hanno raggiunto da un carcere o semplicemente dalla prigione della propria vita. Vorrei scrivere dell'urlo muto del dolore, della disperazione sommessa, del mondo visto dietro il vetro tremolante delle lacrime. Non perché mi piace, ma perché non lo fa più nessuno. È diventato un insulto, l'unica mancanza di pudore che non viene perdonata. I sentimenti di chi affoga sono stravolti e dirottati, sono sempre più in funzione di qualcos'altro. Servono a fare soldi, purtroppo col consenso, quasi sempre, di chi li prova, e non sa cosa sta facendo, cosa gli fanno fare. Io vorrei raccontarli per qu…
IL FARO N. 7 - ANTEPRIMA
SE LA PUBBLICITA' CREA IMBARAZZO Segno dei tempi e mala tempora currunt. E anche mala pubblicità, che, in una clamorosa rivoluzione copernicana, è passata dal suggerire benessere all'indurre un tragico senso di sfacelo. Ricordate le scenette di un tempo?  BIGNARDI, 7 - - - - Non è una sorpresa.2. La Bignardi, ma guarda, è scoppiata. Il suo programma raccatta meno del 3% di ascolti, un trionfo considerata la fattura e la conduttrice, la quale dice: sono stanca, fisicamente stanca, pensare, fare televisione è faticoso. Ha ragione, a pensare ci si stressa... CANONE E CANE A proposito di predicatori decadenti e salvatori della patria. Siamo d'accordo che una laurea non significa quasi niente. Se non che, quando non è in odor di honoris causa, testimonia almeno della fatica, dell'impegno per raggiungerla... INEVITABILITA' DEL DOLORE Partiamo dal dolore. Dall'immanenza del dolore, che tante volte sperimentiamo, su noi stessi o in chi ci vive accan…