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Visualizzazione dei post da Luglio, 2018

L'EREDITA' DI ROCCO CHINNICI

25 ANNI FA, VIA PALESTRO

MICK JAGGER, 75 ANNI SENZA TEMPO

UN SUGGESTIVO GIRO NEI LUOGHI DEL SILENZIO

di Massimo Del Papa Perché a Fermo non organizzano un giro guidato nei luoghi del silenzio? Salire su per la via del teatro, fino al Girfalco e inoltrarsi nel boschetto del Cugnolo, nei suoi chiaroscuri che stormiscono, nei segreti d'amanti custoditi dagli alberi, nelle scritte d'amore di ragazzi temerari. E poi tornare, abbandonarsi al piccolo parco, ai suoi scorci, alla fontana che canta sempre la stessa melodia, alle panchine che hanno sorretto generazioni, alla veduta che fa volare fino al mare e ancora discendere per i vicoli inclinati, chiedersi che ne sarà di quel cinema che ci fece sognare bambini, e che ancora affoga nella sua polvere bruciata, fare la conta delle case, le villette che hanno sempre qualche gatto di guardia, uno, piccolissimo, gioca tra le statue di due belve: hic sunt leones! Ubriacarsi delle ondate silenziose, trasportate dalla brezza, stordenti di dolcezza e di abbandono. Inoltrarsi per altri vicoli, sbirciando al di là di cancelli dove vecchie zie s…

ASSIA E DARIO, DI MAIO NON DIMENTICA GLI AMICI

I BAMBINI MALEDUCATI E LA CIALTRONAGGINE...

LA SOLITA DOPPIA MORALE...

SE TU VAI VIA

Perché non mi basta di vederti Io non sono fatto per vederti Io devo sapere che ci sei Che se allungo un braccio tu ci sei Con il sole, con il temporale Che se vado fuori tu mi aspetti Come a prendere le sigarette E se parto non succede niente Torno presto e non è stato niente Devi stare dentro il mio confine Ogni giorno per ogni stagione Dimmelo cosa resta di me Cosa sopravvive del mio mondo Di canzoni, luci sui balconi Se vai via, mi lasci su un vagone Prigioniero d'un canto lontano Il tuo ventre di eterno giardino Notte che immancabile t'accende Io chi sono senza tutto questo Io chi sono se t'attendo invano La tua voce il tuo cielo negli occhi L'infinito tuo gioco di specchi Io non voglio più starti lontano Perché invecchio e fuori il finestrino Tu mi sfiori e non sei tu e vai via Io devo sapere che sei mia Tutto il resto è vuota nostalgia E' solo una stupida poesia

PAOLO BORSELLINO E LE VERITA' NEGATE

QUALE PROVVIDENZA

Al primo che mi viene a parlare di provvidenza, tolgo il saluto. Non esiste la provvidenza, se mi guardo indietro non trovo un solo giorno di sollievo, di speranza: è stata solo una cavalcata insulsa e disperata, ho bruciato la vita scontando le conseguenze di scelte altrui scellerate, e in seguito nella necessità di fronteggiare, come potevo, gli effetti di quelle situazioni; nella ingratitudine, spesso nella indifferenza di chi mi stava vicino. Mi sono abituato ad essere sfruttato, irriso, perfino compatito per un talento che non sono riuscito a far fruttare: ma provatevi voi, esuli in un posto dove non succede mai niente, e mai accettati, sempre riconosciuti come foresti, come diversi. Io il mio terremoto lo sconto da 34 anni, sono un eterno migrante che ha dovuto fare tutto da solo e al quale quasi nessuno ha porto un dito. I miei binari non andavano da nessuna parte. Adesso mi ritrovo con una madre all'ultimo stadio, ingovernabile ma pur sempre ostinata come da giovane: la su…

L'UMANITA' FA SCHIFO

A proposito di umanità che fa schifo al gran completo a cominciare dai media. Una mia amica, Daniela Martani, intervistata da non so che radio, parla per venti minuti su varie questioni, dopodiché escono a titoli isterici solo le due frasi, prese e amputate da ogni contesto, su Ronaldo che se si rompe vanifica il bell'affare della Juventus, 400 milioni di euro tutto compreso. Di fatto, non dice niente di diverso da quanto prospetta, con terrore, il Corriere al colmo del suo servilismo; ma su CR7 no, non si può e a Daniela rovesciano addosso di tutto, grazie alla solita Dagospia che è una sorta di servizio a pagamento, sia di ostetricia che di killeraggio di reputazioni. Dopodiché, qualcuno rende noto il suo numero di telefono, lo fa circolare in gruppi su whatsapp e Facebook di ultras bianconeri e immaginatevi il risultato. Lei adesso è sconvolta, spaventata e soprattutto senza difese. Alla faccia degli Zuckerberg e di quanti propalavano la palla della condivisione virtuosa. Gli u…

CRISTIANO RONALDO E LA DEGENERAZIONE DEL MERCATO

CARLO VANZINA E LA RIABILITAZIONE POSTUMA

SUI VACCINI TUTTA LA DEBOLEZZA DEL GOVERNO

SALVINI, SULLA MAFIA MENO CHIACCHIERE...

NON MI ASCOLTI, "LIBRO POTENTE"

"Ciao Max,
esce un tuo nuovo libro e io non posso fare altro che fermare il mondo e mettermi a leggerlo. Il tema è tosto, ma c'è quella copertina che dà una sensazione di pace. Lo apri e poi lo leggi senza pausa fino alla fine, e poi lo ricominci. Perché è duro, senza pudore, ti trascina con sé in un gorgo che ti soffoca e poi alla fine ti risputa fuori, e prendi grosse boccate d'aria che ti fanno stare anche peggio. Però non puoi che pensare: che lettura incredibile. Come non si fa a esserne travolti, a sentire proprie le tue vicende? Le tue emozioni? Sono universali. Solo che tu sai metterle in parole e noi che ti leggiamo abbiamo bisogno di te per mettere in ordine pensieri che altrimenti resterebbero senza forma, senza conclusione. Nelle tue esperienze ciascuno ritrova un po' di stesso, di sicuro a me capita sempre. Quando racconti di tutti quei momenti in ospedale, quel tempo passato come in un limbo. Non posso che riconoscere come familiare tutta la frustrazione c…

NON MI ASCOLTI

"Ma come c... è scritto bene il tuo nuovo libro?!? Ci caschi dentro e non te ne accorgi. Tutti i tuoi libri sono curati nello stile, ma questo è proprio un punto e a capo, una cosa diversa. Forse perché è narrativa, anche se le vicende sono vere. Alla fine lo si chiude con un brivido. Volevo dirtelo". Sergio, Milano
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E IO CHI SONO?

Inutile girarci attorno, inutile imburrarsi da soli: è brutto, è devastante arrivare alla mia età, 54 oggi, senza sapere chi si è. Io non so chi sono. Non so che ho fatto. Tanta fatica, e mi par solo un libro bianco. Io sono come il frinire delle cicale, monocorde, ottuso, senza senso, sono come questo mio computer che non funziona – niente funziona mai nella mia vita. Ormai ho rinunciato perfino a chiedermelo, cosa trovo nello specchio. Non ho mai capito i soddisfatti, gli orgogliosi, quelli che si godono la vita: non l'ho mai fatto, non mi è mai successo, c'è sempre una sorta di pudore, di paura. Di rinuncia. C'è questo viale a due colonne di piante, lo percorro e infilo il mio dolore come grani di un rosario, l'entusiasmo di mio padre, la disperata speranza, l'immaginare d'esser altro, la cacciata d'un Dio che non c'era e m'ha ingannato, la fatica sprecata dell'esilio, il limbo dell'odio, lo spasmo di raggiungere chi è la fuori, la demenz…

NON MI ASCOLTI

Un attimo, un ictus, la morte sfiorata. Mesi infiniti all'ospedale, peripezie, il ritorno a casa, ma la mente non c'è più. Attraverso questa esperienza, difficile, sfiancante, l'impossibilità di trovare una intesa con una madre ormai spenta dischiude nuove prospettive di sofferenza e di comprensione: mescolando vicende personali, attualità e riflessioni, si fa strada una consapevolezza definitiva: non è vero che siamo prede dell'incomunicabilità, si comunica, anzi, fin troppo. Solo che non serve, è tutto inutile, le nostre parole scivolano sulle lastre che siamo, e che non si incontrano mai davvero. Una storia che si legge da racconto lungo o romanzo breve, anche se tutto è dolorosamente reale.
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EMMANUEL, A FERMO NON C'E' SPAZIO NEANCHE PER LA MEMORIA