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Visualizzazione dei post da Agosto, 2017

ELVIS, IL RE DEL ROCK AND ROLL E METAFORA DEGLI STATI UNITI

IN QUEST'ITALIA A PEZZI TUTTO PASSA VELOCE, COME IL FERRAGOSTO...

IL FARO 30 - 2017

Numero di Ferragosto e, siccome fa caldo, non lesiniamo in argomenti bollenti: chi è oggi la categoria protetta numero 1, quella che ha scalzato tutte le altre dalla graduatoria dell'impegno? Chi è che salva il pianeta, ovvero chi foraggia le associazioni terrorambientaliste specializzate in catastrofismi con relativi rimedi politicorretti (sorpresa, sorpresa)? Chi è il “soldato giocatore”, da salvare a qualsiasi costo (e i costi sono mastodontici)? Effetti delle legalizzazioni... Chi è che combatte la maledetta CO2, e cosa dicono esattamente i mirabili accordi di Parigi, e come mai il riscaldatore globale Trump ha deciso di mollarli al loro destino? Chi è che pratica improntitudine spericolata ma poi s'impanca a moralista de' moralisti? Chi è che, a forza di sentirsi bersagliare da tutte le emergenze, le istanze, le avvertenze, poi diventa anaffettivo (io, per esempio: ma pure voi, confessate...). Chi è che gioca con le parole e così salva il mondo? Chi è che guarda più i…

IL DOLORE

Il dolore lungo un marciapiede In un animale che si uccide Nelle tue parole sotto il sole Nei miei sforzi senza più ragione Il dolore, magone sul treno Nei respiri estranei, nell'andare Che dissimula i tuoi passi spenti Il dolore, vento nella mente Nelle vene, che ci nasci dentro E ci muori e non t'ha mai lasciato Senza spiegazioni, su dal mare Sulla cima delle tue rovine Il dolore che scava le facce Col rasoio di gocce di pioggia Lungo i viali, il tango disperato Di due labbra che si mordono Si perdonano e s'intrecciano Nell'abbraccio stretto dell'addio Nella breccia che sbuccia il ginocchio Dentro agli occhi costretti a vedere L'edera del male che risale Nel museo dei tuoi propositi Nella foto di te che sorridi E in ogni partenza e in ogni arrivo E nei sogni senza anima viva Il dolore che non si può dire Una macchia scura, un'alluvione Una crepa dentro il tuo sentire Una fitta lì, mentre respiri Soprattutto nei pieni d'assenza Nella solitudine in vacanza Nel silenzio che non sa spi…

INCORREGGIBILE ITALIA, DOVE SE RISPETTI LE REGOLE TI DANNO DEL FASCISTA

TWITTER, PER FARLO RISORGERE SERVIREBBE FLAIANO

VALZER

Dove cadi, mio destino, senza una ragione, senza una missione, sotto un cielo di cera, ora che il vento cede, ora che viene sera?  Dove cadi, mia parola, in questo valzer triste, da balera, poca gente che danza e nessuno che spera, nella stanza fioca dove una cameriera porta via i bicchieri e domani è già ieri?  Dove cadi, mio amore, rapito da bambino, una volta e per sempre condannato a fiorire per lasciare i tuoi petali uccisi sul sentiero, gocce di felicità volate via un mattino? Dove cadi, mio cuore, ubriaco in quale mare, per farti mangiare dai pesci se non riesci neppure a sanguinare, clochard che ti trascini per destini non tuoi, che fruga nei bidoni dell'emozioni altrui? Dove cadi, mio passo, in fuga da se stesso, in questa notte accesa, in questa città offesa, ferito sulla strada ingombra di chiodi, nella foresta d'ombre ch'erano la tua casa?

NEI REPARTI DEL DOLORE

Nei reparti del dolore gli occhi sono sempre bianchi. C'è un viavai di visite, ma la vita si trascina. Nei reparti del dolore quelle teste sui cuscini come vecchie tartarughe, e girelli ed urla e fughe che vorresti appena arrivi. Con la pena ci convivi e ti senti sempre stanco e fai cose che non dici, dici cose che non pensi e non trovi un senso in niente, nel dolore, nelle piante che t'aspettano all'ingresso, ogni giorno qui è lo stesso, fai le scale con il sole, viene sera e le discendi e c'è un traffico di ossa, chi era ieri è già dimesso, la vecchina sorrideva, “quasi quasi qui sto bene”, non veniva mai nessuno, solitudine per vizio, poi di colpo è già sbiadita, “dov'è andata?”, “giù all'ospizio” e ti senti un po' più morto e la rabbia è già più forte, perché non c'è più di questo, perché è nebbia tutto il resto.

EDDY CILIA - JAMES BROWN NERO E FIERO!

Dovevamo discuterne insieme a San Ginesio, ma il maltempo ci ha fregati. Questo però ve lo posso dire, e ve lo dico volentieri.
Non dev'essere stato facile scrivere un libro come questo: però è facile leggerlo, perché dall'introduzione che si dipana in ipotesi d'irrealtà – la storia fatta con i “se” - ci si ritrova avvinghiati alla storia senza se e senza ma di un protagonista della musica black, e non solo quella, senza tempo. Eddy torna così a un lavoro sulla distanza, benché contenuta, e lo fa in punta di penna, divertendosi e divertendo, ammiccando al lettore quando serve, ma senza mai concedergli lisciate ruffiane; al contrario, lo tiene sempre al guinzaglio del rigore, perché uno come James Brown lo devi capire ascoltandolo, e per capirlo devi conoscere i passaggi di una vita non facile in un Paese non facile in un tempo mai facile. La soluzione, imposta dalle circostanze, è scandire i calendari con le copertine degli album, addentrarsi in quella produzione alluvional…

GLI INSULTI ANIMALISTI A GESSICA NOTARO LO CERTIFICANO: IL WEB HA FALLITO

USAIN BOLT, L'ULTIMA CORSA DELL'ACHILLE DELLA VELOCITA'

NAZARENO GIUSTI - GUIDO ROSSA, UN OPERAIO CONTRO LE BR

Ho aspettato un po' di tempo, ne parlo ora. Nazareno Giusti, artista di grande talento e intensità, si è preso un'altra responsabilità non facile: dopo le retrospettive su Palatucci, Guareschi, Ligabue (il pittore), qualche mese fa si è cimentato col dramma politico e civile di Guido Rossa, il sindacalista ammazzato dalle Brigate Rosse per logiche mafiose: scoperto all'Italsider di Genova un collega-infiltrato che diffondeva volantini brigatisti, non aveva esitato a denunciarlo, andando incontro al suo destino fatto di isolamento prima, quindi di odio, infine di morte. Rossa è uno di quegli eroi civili che al terrorismo non piacevano perché dimostravano che il terrorismo era battibile con l'integrità, che c'era un'altra sinistra del tutto estranea alle logiche mafiose e sanguinarie della lotta armata. Un esempio che andava stroncato, e che fu stroncato. Le tavole di Nazareno, virate in tutti i toni di un grigio gelido, disperato, ne ricostruiscono il dramma uma…

IL FARO 28-29 /2017

Torna il Faro con quello che non si dice, perché non si deve dire, ma il Faro prova a dirlo: lo ius soli, gli italiani lo vogliono davvero? La siccità della pianura Padana, in fondo, c'è sul serio? I pirati tossici, i balordi, vengono graziati, con o senza braccialetto elettronico, perché così vogliono le leggi o semplicemente perché così vogliono i giudici della magistratura più creativa e compromissoria al mondo? Davvero sono gli immigrati a pagare le pensioni agli indigeni? Quali? Quanti? Che succede in Facebook, sedicente veicolo di democrazia, di pensiero, di libertà di espressione? Come mai lo ius, qualsiasi ius, è sempre per chi arriva, mai per chi ha la disgrazia di invecchiare qui dopo esserci nato? Guido Rossa, graphic-novel capolavoro di Nazareno Giusti. Le giovani risorse del futuro che vanno ai rave, ma se uno di loro annega non fanno una piega. Il Faro, costi quel che costi (costa pochissimo: per info e abbonamenti: maxdelpapa@gmail.com).




Un bel numero, sui più o meno…