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IO CHI SONO?

A volte mi chiedo cosa ci sto a fare a questo mondo. Quale sia il mio dannato posto. E ogni volta la risposta è zero, fatico sempre più a convincermi di avere un diritto a esistere. Sono bravo a intercettare il disagio, mi arrivano le vibrazioni oscure di chi si perde, posso intervenire, medicare. Rimediare, spesso. Non so curare me stesso. Mi riduco un viale di periferia illuminato di lampioni stinti, pieno di rifiuti, di strane cose oscene e, sullo sfondo, i baracconi spenti di un luna-park. Passano fari lasciando scie di morte; il gelo dentro. Mi ripeto allora che quelli come me debbono trasportarsi il destino: essere diverso, e lo so da quando avevo tre anni, è una benedizione da scontare, non ci sono riferimenti per chi ascolta i fili d'erba crescere, si perde nel vortice di una canzone per l'eternità, nel vortice delle parole, dell'amore che non guarisce e ama come nessuno può amare. Perchè capisce quel che nessuno capisce. Ma mi ritrovo ad ascoltare il suono dei mie…

EZIO BOSSO, SIPARIO

Morto Ezio Bosso, musicista che fino a due anni fa l'Italia popolare non conosceva: oggi lo piangono come un santo. Era passato a Sanremo, aveva sconvolto uscendo per un attimo dallo scafandro della sua infermità, la sla che non perdona, con il frullo d'ali delle dita sul pianoforte, la levità di un sorriso che della malattia si beffava. Chissà poi se era vero: ho conosciuto tanti nelle sue condizioni, grande coraggio, ironia nell'ora condivisa, quando si deve fingere ma poi, la notte... Ezio Bosso, il pianista, il direttore, non era divisivo, non predicava dall'alto dei suoi patimenti, viveva, si direbbe, per la musica e la iniettava nel cuore di chi ascolta. Perchè tutti si dicono disperati adesso? Perchè era riuscito in un miracolo spicciolo, familiarizzare con l'abisso, con l'ingiustizia senza scampo e senza senso, sempre più stringente e nell'orrore di una fine annunciata trovare motivo di gioia, di felicità o almeno di allegria. Non un profeta ma uno …

ADDIO A LETTERA43

La mia lunga avventura con Lettera43 si ferma qui. Non solo per me: la testata sospende le pubblicazioni da venerdì. Avevo pronto già un altro pezzo, ma ormai... Nove anni e, come sempre, pare un giorno. Pare ieri, e resta solo la nostalgia dei bei momenti. Per questo giornale ho seguito concerti. Ho raccontato i misteri del terrorismo e le bizzarrie della società. Ho ascoltato tanti dischi. Sono stato a Sanremo. Mettila come vuoi è un trauma, perché è una parte di te che si spegne, che ti viene a mancare. E ogni volta, tocca ricominciare. Quanti giornali dietro le spalle, quante rinascite, io. Ogni volta un po' più a fatica, perché l'esperienza, pure quella, pesa. Sta tutta addosso e sta dentro. Centinaia di articoli, il primo fu sul film di Moretti, quello sul papa che abdicava, sembra preistoria, l'ultimo parla di disabili dimenticati nella tempesta del coronavirus e un po' mi dispiace e un po' mi conforta chiudere così: ho ricevuto tante testimonianze, c'è …

HO UN ANNO DI PIU'

Un anno fa mi trovavo qui, a Nervesa, in provincia di Treviso, per un ritorno, a lungo atteso, con Paolo Benvegnù. Ne uscì una serata che porterò sempre con me, uno di quei momenti di magia che bisogna solo prenderli come vengono e poi... E poi lasciarli lì, incastonarli nel ricordo e spolverarli di tanto in tanto. Fu tutto bello. Fu tutto improvvisato. Fu tutto sorprendente. Quest'anno sarei dovuto tornare, insieme a Daniela Martani, per presentare il nostro libro sugli Antinfluencer, poi è successa l'apocalisse e se ne riparlerà, speriamo. Io quella sera leggevo, declamavo, scherzavo col pubblico, viaggiavo con Paolo e non sapevo che la mia vita si stava preparando a un altro giro sull'ottovolante. Già non stavo bene, ed esplose tutto insieme. Il rifiuto di me mi travolse, era l'ora di un'altra resa dei conti. Barcollai, come un pugile che prende un colpo da ucciderlo. Invece, non so come, mi ritrovai a rimbalzare sulle corde e da quella posizione, come uno già o…

SENZA FAR RUMORE

Una conferma, irrilevante sul piano personale, indicativa in una prospettiva più generale. M'ero ritrovato coinvolto in un gruppo whatsapp di vecchi compagni di liceo in vista di una cena di ritrovo dopo tre o quattro decenni (ormai slittata a chissà quando) e la cosa, lì per lì, non m'era dispiaciuta: certo, di quel periodo conservo ricordi non sempre preziosi, molti restano crudeli a dispetto delle stagioni. Ma mi piaceva l'idea di ritrovare, in adulti genitori e perfino nonni in qualche caso, presenze che avevano riempito la mia vita per cinque anni, cinque intensi, appassionanti, indescrivibili, indimenticabili anni. Ho avuto un destino diverso, io, ho dovuto lasciare presto la mia città, che non ho mai smesso di rimpiangere come un amore spezzato, e, da allora, non ho più frequentato nessuno, ho mancato tutti gli appuntamenti. E allora non era male, mi dicevo, profittare di questa occasione, condividere una reclusione che ci strangola tutti: a un paio, ho anche telefo…

COSA SAREBBE STATO

A voi non succede mai? Dico l'aggressione del ricordo, quel venire investiti da cose già vissute e lasciarsene invadere anzi andarle a cercare. Forse è vero che siamo la somma dei nostri traumi, dei desideri mancati, delle gioie sbiadite. Che siamo anelli di memoria, come quelli del tronco degli alberi. Adesso mi torna ancora l'incantesimo di quel Mondiale, 1982: i colori, i rituali. I giornali, le mattine dopo. Vado a scandagliare i filmati su Youtube, leggo libri vecchi e nuovi e so che per un po' sarò ostaggio di quel tempo distrutto. Mi sentirò più vecchio uscendone. Aspetterò di tornare in quella stanza colma di spettri, magari visitandone altre: le battaglie di Muhammad Ali, le messe empie dei Rolling Stones, di Renato Zero, di Frank Zappa, la fine impossibile di Chet Baker, le cavalcate del Milan e quel giorno a San Siro c'ero anch'io a cogliere la stella che Rivera ci portava in un sudato pomeriggio di maggio e rivedo una girandola di carta sugli spalti, co…

PIACCIA O NON PIACCIA

Piaccia o non piaccia, noi questo libro l'abbiamo fatto. Con rabbia e con amore, nel nostro modo caotico, perché siamo due anime disordinate, incapaci di una vita normale. Eppure il libro è uscito, figlio delle nostre contraddizioni, delle litigate, della baraonda esistenziale che ci avvolge. Piaccia o non piaccia, è riuscito bene: niente cazzate, facciamo sul serio e ne siamo orgogliosi. Chi l'ha letto ha capito. Chi l'ha letto ha apprezzato. Piaccia o non piaccia, l'abbiamo fatto da soli, come due punk, quelli veri: nessuno ci ha obbligato, nessuno ci ha aiutato. E, piaccia o non piaccia, da tre mesi noi lo vendiamo: copia dopo copia, giorno dopo giorno, non ci siamo mai fermati. Piaccia o non piaccia, noi a Roma ci siamo andati: e la sala era piena, ed io non ci credevo e invece venivano, sedevano. Senza mascherina, ma con tanta attenzione. Piaccia o non piaccia, la nostra prima presentazione è stata proprio bella. Elisa d'Ospina non la conoscevo, ho scoperto un…