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QUELLO CHE FACCIO

Ieri sera, Moda e Motori, la sfilata di auto storiche e di alta moda lungo l'intero Novecento. Ho condotto, illustrando una trentina abbondante di modelli pregiati – e di modelle meravigliose. Quest'anno, dopo tanto organizzare, abbiamo preferito una versione più minimalista, lasciando spazio alle vetture e agli abiti. Di conseguenza, ho scelto un approccio più essenziale, parlando meno, intervistando di più e offrendo al pubblico più musica, con le canzoni contemporanee ai vestiti ed ai veicoli: dal 1918 al 1995, a volo sulla corrente della nostalgia. Quest'anno faceva fresco, si stava bene, io ero in forma come mai nelle precedenti 11 edizioni, eppure sono arrivato sfinito. Certo, è durato di più, circa 150 minuti, perché ho riservato uno spazio adeguato ad ogni vettura e a ciascuna indossatrice è stato concesso tutto il tempo per il suo piccolo défile. Insomma ero cotto. Fortuna che il pubblico ha gradito, come e più di sempre. Non so quanti fossero, qualche migliaio ce…

LASSU'

M'incontra un'amica, “che fai di bello?”, “sto diventando matto per lo spettacolo di auto storiche di domani, lo conduco tutto da solo e come sempre c'è ancora tutto in alto mare”. Lei sorride, “ti ho visto da Cristicchi la settimana scorsa, li hai stesi tutti”. Poi mi dice: ce l'hai fatta, scrivi su diverse testate nazionali, conduci, ti esibisci; quando parlo di te riscontro sempre rispetto, anche da chi non è d'accordo, nessuno nega il tuo coraggio, la tua lealtà; sei nel giro di quelli che fanno opinione, lo sai. Lo so? La guardo con sospetto, ipercritico come sono verso me stesso, ma capisco che lei è sincera: mi vuole bene, lo so, mi stima, lo so. Allora perché fatico a crederle, perché, più precisamente, provo uno strano, malinconico fastidio? Forse perché il prezzo da pagare per essere arrivato fin qui, per “essere (più o meno) famoso”, è troppo salato. Troppo in tutti i sensi. E non c'è più tempo per rimediare. Sì, io volevo disperatamente scrivere, vo…

ROVAZZI (DAVVERO) SENZA PENSIERI

POVERI MA OVERSIZE

PIAZZA LORETO PER LA SINISTRA

QUEL CHE MOGOL NON DICE (E NON PUO' DIRE)

UN MAGGIOLONE E' PER SEMPRE