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FARO 33-34/2017

Fermo restando che in ospedale la malattia più micidiale si chiama Barbara d'Urso; che delle mille puttanate climatiche non una si è verificata; che il razzismo è una cosa, la xenofobia un'altra e il buon senso un'altra ancora; che in tema di energia e riscaldamento la Cina ha avuto un'idea proprio atomica; che il giustificazionismo settantasettino antisbirri ha ampiamente rotto; che se tutto è stalking, niente è stalking (e invece lo stalking c'è ed è urgente riconoscerlo quando c'è e neutralizzarlo: non inflazionarlo); che in certi posti c'è il deserto turistico anche se i giornali non lo vedono (ma sono matti o pagati?); che il grassone maniaco della Corea del Nord ai nostri compagni salottieri piace, e come; che l'invasione, magari non c'è, ma le molestie sì e crescono; ecco, fermo restando tutto questo, il Faro è un appuntamento irrinunciabile. Per abbonarsi (via paypal, postepay o come vi pare) basta una mail a: maxdelpapa@gmail.com (chi rinno…

PIETRAIE D'ITALIA

C'ERO UNA VOLTA

Queste pagine, che sono le più intime e, forse per questo, le più apprezzate da chi mi legge, rappresentano una confessione di sentimenti. Le ho messe insieme, sorta di antologia minima, dopo tante richieste: non c'è un ordine cronologico o tematico, stanno qui, racchiuse in un libro, così come si sono scritte, cronache di me stesso, di ciò che ho lasciato indietro e non ho perso mai, anche quando sono esistite solo nelle mie sensazioni. Questo è l'unico modo che ho per tenermi, e tenere, compagnia. Spero che questi racconti di momenti possano trasmettere ancora una emozione e, se mai, funzionare da specchio per chi li farà vivere ancora una volta.
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MI VIDE

Adesso che stai male prigioniera d'un letto d'ospedale c'è una bell'aria fuori, fresca di cascata di speranza, di nostalgia e biscotti in una stanza e mi sovviene la chiesa di san Luca, la Madonna ove mi battezzasti, e mi sovviene quel quartiere immenso, e i tram e i prestinai e il bianco e nero di un'età a colori, e mi sovviene che tutto era buono e delle sere che s'illampionavano e tenebre minacciose mai, che devo aver settembre dentro il sangue e adesso che ci sei ma sei sfinita risento la tua mano e per la vita ho paura di perderla di colpo come non mi era successo e non è tutto, è che l'aria nuova, senza colpa, innocente l'aria bella che me la respiro non mi serve a niente, non è carburante, non più mi riposa se la faccio entrare e langue si sbiadisce questa festa che non c'è, riposo stanco, domenica vana e sei rinchiusa nella malattia e lontana, com'è distante tutto, ogni quartiere, ogni Madonna, ogni istante, ogni pianta e profumo e marci…

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È tornata a galla una vicenda lontana che fa ancora male, almeno a me, perché la polvere del tempo, delle ossa, quasi mai è indolore. L'aveva raccontata Giampaolo Pansa nel “Sangue dei vinti”, è una vicenda politica, di criminalità politica, di follia politica ma io, qui, mi astengo, e voglio che sia chiaro, da qualsiasi allusione o strumentalizzazione. È il caso di una ragazzina, Giuseppina Ghersi, che il 25 aprile 1945, mentre tutti festeggiavano il ritorno alla vita con la fine della guerra, vedeva concludersi la sua esistenza, a 13 anni, e nel modo più atroce: stuprata, torturata, infine liquidata da una banda di partigiani. Oggi. settantadue anni dopo, a Noli vicino Savona, volevano dedicarle una targa, un cippo, non si è capito bene ma l'Anpi, l'associazione dei reduci partigiani, ha detto no, considerando la piccola martire in fama di fascista. Una bambina tredicenne. L'avevano rasata a zero, coperta di vernice rossa, condotta in ceppi come un Cristo, poi stupra…

MISS ITALIA, IL TRIONFO DELL'INCAROGNIMENTO

IL SENSO DEI DEMOCRATICI PER LA DEMOCRAZIA

L'ho scritto e lo ripeto, non mi danno nessun fastidio, anzi, l'afflusso e la mescolanza di etnie, il mio problema è il come, sono le conseguenze, c'è arrivato, deo gratias, anche il papa, deve fargli bene l'alta quota oppure picchiare la testa di tanto in tanto. Il tempo, inoltre, rende fatalisti e induce ad accettare anche le sciocchezze della maggioranza (o della minoranza). Non così i sinceri democratici, le sentinelle della Costituzione, i gendarmi della legalità, dai quali non ho mai sentito (si fa per dire: il copione è sempre lo stesso) tanto disprezzo, odio, ferocia come dopo l'aborto dello ius soli; sfugge a costoro che, se in Parlamento non si è trovato il numero, forse è perché i parlamentari hanno realizzato che, di questi tempi, la faccenda non è esattamente prioritaria, anzi è percepita negativamente, piaccia o non piaccia, dal grosso di chi vota (ne informa oggi Ilvo Diamanti su Repubblica); e, dal momento che la politica, come insegna Sartori, si b…