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The Police - Can't Stand Losing You

Questa canzone, un brivido eterno. I miei quattordici anni, lunghe esplorazioni della città a bordo di scarpe da tennis e la sensazione di appartenere a quelle strade che mi appartenevano. La paura della scuola, la quarta ginnasio così diversa dalle medie, ma una paura eccitante, tutto da scoprire, nuovi compagni, nuovi metodi, nuove prove, il liceo Carducci che mi pareva così immenso, tetro, pieno di bulli ed io, scricciolo troppo sensibile, non sapevo come difendermi. Crescevo e questa canzone, come mille altre, mi sorreggeva nei pomeriggi pieni di dubbi. La tentazione di identificarmi in un amore disgraziato, la sensazione, scontata ma inevitabile, che questa canzone fosse stata scritta solo per me. Crescevo, cambiavo, la scuola sempre più casa mia, la città sempre più il mio regno. Le prime feste, le prime sbronze, e sigarette, e avventure, e esperienze. La prima autonomia e quel pentirsi di cose fatte e non fatte. E sempre, ad ogni storia sfiorita, gli occhi dal letto fissi al so…

L'INNO DI MAMELI E' DIVENTATO L'INNO DI MAHMOOD

"MY SONGS", L'ALBUM INUTILE DI STING

SALVINI E LE API

MISSIONE

I miei metodi non li consiglierei a nessuno ma funzionano e io adesso sono così. Non ci posso credere, Ero arrivato e pesare 92 chili e non di muscoli: sono sceso sotto gli 80 e respiro, il cuore non fa più fatica, alzarmi in piedi non fa più paura. Una parte di me si è sciolta, evaporata. Una parte superflua, cattiva. Ho fatto, credo, qualcosa di sovrumano, o disumano, perché alla mia verde età ci vuole una volontà feroce o non lo so che cosa, magari arrivarci con una dieta da vietare per legge. Ma adesso addosso mi scendono i vestiti, non più lo sguardo di chi mi notava. Non è la vanità del dimostrare agli altri venti, trent'anni di meno, è il sollievo di non dimostrare a me stesso trent'anni di più. Dimmi quello che vuoi, che sono puerile, che sono fatuo, patetico se credi, ma per me è come rinascere: ho tanto bisogno di far pace con me stesso, di non detestarmi ancora, di non sentirmi in debito con una vita che invece mi prende tutto e non restituisce niente. La mia missio…

DANIEL (TUTTA LA VITA)

Ci sono ricascato. Sono ancora qui, a sfogliare questa piccola sconosciuta epopea animata che mi ha cambiato la vita come solo un fumetto può cambiarla a un adolescente. Daniel uscì nel remoto 1975 (se ci penso ho un brivido), venne riproposto nel 1992, e in entrambe le occasioni non ebbe la fortuna che meritava. Troppo avanti, si consolò il suo creatore Max Bunker (che, da me interpellato, ha sentenziato con rimpianto: Daniel mai più). Sì, troppo avanti. Arrivava in distorsione l'onda lunga dei fumetti neri, tutti dalla parte del Male (Kriminal, sempre di Bunker, aveva appena chiuso, e farà una comparsata proprio in questa miniserie), e per le storie “dalla parte della legge”, quel '76 che preparava la sovversione di massa del Movimento, proprio non era pronto. Si aggiunga che Daniel è la trasposizione a fumetti di Callaghan, identico nella fisionimia di “occhi di ghiaccio” Clint Eastwood, nel carattere e nella violenza. Ecco, se amate Callaghan, recuperate subito questa seri…

IL PAESE DEI BALOCCHI