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MACCHIE

Da lontano vedo la tristezza L'orgoglio arrugginito, la tinozza Di stagioni che chiesero vita Cos'è stato a buttarle via Il verme che raggiunge senza fretta L'anima mia e se la stringe stretta E adesso è tutto vecchio. Non lo reggo Il tuo sguardo di specchio, non lo voglio Nei miei occhi quel groviglio di vetro Credimi, ora è tutto finito Non più sfide, non una scommessa Né promesse, neanche un'emozione Sempre solo la bontà del servo Dimmi se qualcosa da salvare Nella rotta di nave in bottiglia Resta o è stato solo un lungo sonno Questa vita che ormai s'assottiglia Dietro di me il vuoto. Avanti il vuoto La costellazione delle macchie Sulla pelle, non è più il mio mondo Il mio tempo mentre con malizia Mi sorridi ed è solo tristezza

SE CI PENSO

Oggi doppia razione, che ci volete fare, sarà l'estate che accende pensieri ma d'altronde un blog che ci sta a fare altrimenti? E così, verso tardo pomeriggio, ci siamo dati al solito gironzolare preserale in Vespa e, toh, eccoci a Torre di Palme. La bella roccaforte dai mille scorci che rendono un po' tristi. Difatti, rientrando m'ha aggredito la malinconia d'un pensiero vittimistico: quanta gente ho incontrato, ho aiutato, e poi è sparita. Gente che mi cercava, mi lisciava perché potevo tornare utile, un articolo, una recensione, un'intervista, e poi prometteva, incitava, invitava, lusingava. Sembrava coinvolgerti, pareva comprometterti nelle sue avventure. “Dài, che quella cosa la facciamo insieme”. E invece via, dissolta. E non avevo voglia di ricordarglielo, e di ricordarmelo. Se ci penso, ho sempre dato io. Ed era, è tutta gente piena di ottimi pensieri, di sentimenti ineccepibili. Gronda altruismo e civiltà. Oh, sempre così curiosa dell'umanità che i…

COSA NON FA DORMIRE

Potrei dire che Salvini è un esagerato che a lungo andare trasformerà il consenso in impiccagione. Potrei anche dire che, strappando strappando, ha scoperto tutti i fianchi della sinistra in malafede. Potrei dire un sacco di cose, ma non mi importa dirle perché c'è troppo rumore di fondo e se quella di “farsi capire da una massa di analfabeti” era un'utopia straziante già ai tempi di Goethe, figuriamoci oggi con la rete. Però su un cosa non mi va di tacere, è quando leggo il sarcasmo del rettopensante, sì, ma col culo, che indirettamente mi provoca: che cosa non vi fa dormire, le catastrofi umanitarie, lo spread (e continua a piacere), oppure i rom? Rispondo senza esitazioni: non mi fanno dormire molti assilli, ma questa gente è senz'altro la prima. E lo dico perché ci sono passato, per esperienza direttissima. Un paio d'anni fa mi è capitata muro a muro una cosca di malaffare con dentro gente di ogni provenienza, anche italica, ma questi signori stavano in cima. Abbia…

CANZONI SIRENE

Se c'è una cosa che ci salva la vita è andare incontro all'estate con la Vespa. Adesso è il tempo giusto, tra poco sarà tardi ed io comincerò a disperarmi piano perché le sere già vengono prima. Non sai che fare, è tardi per il mare, per immaginare una soluzione, così non resta che salire senza meta e partire infilandosi nell'universo per spiarlo meglio, come faceva Nanni Moretti. I viali che conosco a occhi chiusi. Il gran traffico del mare. Guardiamo su i balconi, cercando di rubare i segreti delle stanze. Quel vecchietto, sempre seduto sulla soglia, conta le stesse macchine. È solo, ecco come si finisce poi, io voglio morire prima di così. Quel posto ha chiuso, ma un altro nasce al suo posto. Un'altra vita, tutta diversa. Su e giù per strade automatiche, i soliti paesi, ma c'è quella luce, quell'aria che annuncia estate, quella luce del pomeriggio estenuato, non cede ancora alla tenebra, splende di pura gioia, rimbalza sui balconi, sui marciapiedi, contro l&…

QUANTO MANCHERA' L'ITALIETTA EPICA E IMPROBABILE AI MONDIALI 2018...

CHIUSO

Solo per oggi, il Faro è in chiaro: lo riproduco su Babysnakes, aperto a tutti anche se il post si chiama "Chiuso": senza coloranti né conservanti.
Non avevo mai sentito tanta violenza come dagli apostoli del “restiamo umani”. Non avevo mai sentito tanto livore come dai professionisti della solidarietà. Non avevo mai sentito insulti tanto volgari, tanto rozzi come dai sepensanti colti e raffinati. Non avevo mai sentito tanto conformismo come dagli anticonformisti. Non avevo mai sentito tanta rappresaglia come dai pluralisti. Non avevo mai sentito tanto razzismo come dagli antirazzisti. Non avevo mai sentito tanta falsità, ipocrisia, perfino meschinità come da quelli col cuore in mano. Non avevo mai sentito tanta irrazionalità come dai  nuovi illuministi. Non avevo mai sentito tanti moniti come da chi “darebbe la vita per difendere la tua opinione”. Non avevo mai sentito dare tante patenti di umanità come dai terroristi o i loro sodali. Non avevo mai sentito invocare tanto il cristianes…

CI VORREBBE UN AMICO

C'era una volta che avevo un amico. Siamo cresciuti insieme sui banchi di scuola, poi anche dopo e lui si metteva sempre in qualche pasticcio e poi chiamava me: “Devi aiutarmi, sei mio amico”. Io, le prime volte, lo aiutavo sempre, poi ho cominciato a scocciarmi un po': “Perché sempre a me? Non ce l'hai altri amici?”. “No, tu sei il mio migliore amico e spetta a te aiutarmi”. E io lo aiutavo. Siamo cresciuti, ci siamo separati fisicamente, abbiamo preso strade diverse, ma sempre in contatto e ogni tanto ci si ritrovava e comunque, prima o dopo, ecco l'inesorabile pretesa: “Devi aiutarmi, sei mio amico”. Siamo arrivati all'età della ragione, l'abbiamo oltrepassata, ma il mio amico, invece di ragionare, dava sempre più i numeri, infilava una cazzata via l'altra e ogni volta: “Giuro che è l'ultima, ho imparato la lezione, ma adesso, come vedi, tengo famiglia e tu devi aiutarmi, sei mio amico”. Io un giorno, dopo una vita che andava avanti questa solfa, mi …