METEORE


Grillo da meteorismo a meteora è un exit micidiale, ma più asfissiante è lo show dei grillini di complimento che si stracciano la casacca (di forza): c'era quello, in Rai, che lottava contro la kasta, Metalli mi pare si chiamasse, e non lasciava prigionieri né scie chimiche: è ancora 5 stelle heavy metall? Quell'altro, l'ex leghista coi braccialetti in quota grilla, pietra di Paragone dell'indipendenza, che fa, andò va? Nella fuga generale, il meglio Fico del Direttorio annuncia alla nazione: “Qui dentro non comanda nessuno”. Di bere in meglio, ma passa perfino la voglia di ridere. Se ne trova più mezzo, davvero, e non si capisce dove siano finiti tutti quei cantanti, attori, scrivani, ggente comune, e spesso fuori dal comune, convinti che l'ex cabarettista fosse l'ultima thule, spiaggia, spes. Qualche biografo, che ci ha campato per anni, si sta penosamente riciclando a spiegare oggi quello che non aveva capito ieri; il suo motto potrebbe essere: “Non ve l'avevo detto” (però ce lo dava lui, il Grillo). Travaglio, grilletto number one, adesso, solo adesso si accorge d'aver sponsorizzato per anni e annorum una setta dall'esito scontato come per ogni setta: il suicidio di massa. Ma questa sarebbe gente intelligente, gente che insegna al mondo a stare al mondo? Questi, sempre sull'orlo di una crisi di nervi, sarebbero i vergatori con le palle, che perfino le biondine da ballatoio televisivo li asfaltano? La parabola di Grillo è grottesca, perfino più di una Valentina Nappi che rende la sua fica (nel senso della metonimia) un luogo comune, perfino più di una Melissa P(ippa) convinta di essere scrittrice, una che a 30 anni vive di ricordi e tarocchi, ma può consolarsi: la sua (proprio tutta sua?) opera prima forse non finirà negli annali ma negli anali ci entra di diritto. Ma il MoVimento 5 Stelle, strampalato già dalla grafica, è peggio, è più straziante: grillini svendesi, occasione, solo per oggi! Non era difficile presagire l'implosione di questi Testimoni di Genova, a patto di avere mente funzionante e magari libera da intenti finalistici. Non ci voleva un genio così come non ci vuole, oggi, un Nobel a constatare il drammatico riciclaggio di grillaggio sporco: si smentisca chi può, grillino io, quando mai, occhio che la querelo, io quello non l'ho mai votato e soprattutto non lo rivoterò. Li vedi, questi antitaliani: sono i più arcitaliani, i figli illegittimi di Petrolini, trasformisti da rivista (nemmeno teatrale), guitti di quella democrazia che volevano riscrivere. Sprezzavano incarichi e prebende: è finita col volare degli stracci e dei codici Iban su Twitter, con la pretesa al narcisismo quale diritto inalienabile dell'uomo e del grillino. Dovevano tagliarlo con un grillino, il Parlamento: ci sono affondati dentro e nessuno vuole lasciarlo. Disprezzavano i politici di professione, la kasta: in pochi mesi si sono infettati e mò si ritrovano peggio degli altri, che almeno non la menavano tanto in durezza & purezza. Dovevano, volevano, potevano e invece, voilà, ecco l'algoritmo: da 1 vale 1 a 1 vale tutti a 1 vale 1 cazzo. Vinciamo noi! Vinciamo poi. Vinciamo mai. Grillo ricordava il Capoccione, non c'è dubbio, ma al negativo: bisogna perdere, e perderemo. È la rotta generale, a un 25 luglio segue sempre un 8 settembre. Tutti a casa, quale poi è da decidere, ma una si trova, basta recitare la parte dell'entrista critico, quello che ci stava ma da scomodo: quante emorroidi, santo cielo, che epidemia. Il grillismo allo squaglio non è niente di nuovo, è la conferma inesorabile del deperimento organico che deprime, che rattrista e questi travet del cazzeggio sono davvero angoscianti. Perché circolari, un eterno ritorno, un eterno riciclo. Perché latravano sfracelli e ora tacciono. Perché pretendevano di dirigere il traffico e non sapevano dov'erano. Perché presidiavano la rete rintuzzando fanaticamente ogni critica, e in quella rete sono inabissati. Perchè temevano le scie chimiche senza sapere di esserlo. Quanto soffrono, poveretti; e adesso, poveri insetti? E, soprattutto, chi incassa dal business? Perché di soldi ne sono corsi e ricorsi, questo è storico, soldi pubblici, e se questi stanno a scannarsi sui rimborsi e sui piè di lista, se i trasparenti si rinfacciano le opacità, forse tutta questa campana di vetro era un po' unta, forse qualcosa da capire resta. Il peggio del peggio è che, alle viste, non si trova una nuova setta da scalare. Anche il farabutto del metodo Stamina è spremuto, è avariato. Coi comici abbiamo già dato. Il sindacalista in odor di lottarmata non tira più. Deejay, creativi, citazionisti compulsivi, hipster, mistici, transgender te li tirano dietro. Gli stalentati crackati a pendolo dai Talent sono inaffidabili. Forse potrà salvarci l'infermiera di Lugo, quella che ne ha ammazzati da sola un centinaio per non dover lavorare. Ma sì. Le basta un buon agente, una buona campagna per la grazia, magari dagli stessi che pompavano il Grillo fino a farlo scoppiare, qualche coglione che la dipinga quale vittima dei tagli alla Sanita, serve giusto il sassolino che formi la valanga della sensualità perversa e poi il gioco può cominciare. Ricominciamo? 

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