LE SENTINELLE


A forza di propaganda, violenta, ricattatoria, ci hanno insegnato che la Magistratura stava sotto scacco, vilipesa, travolta e che travolgendo lei spazzavamo via noi stessi, la nostra democrazia nata dalla guerra civile. Niente di più falso. La Magistratura nata dalla ricostruzione democratica era la stessa del Fascismo, trasfusa nel nuovo regime da cui sarebbe stata poi scalzata, al suo interno, da una corrente più al passo coi venti rivoluzionari. A riprova che la Magistratura è un organismo capace di adeguarsi, di badare a se stessa, di tutelare solo se stessa, fra estemporanee alleanze e scomuniche. Un po' come la Chiesa. Chi è stato ad allevarci al culto della Magistratura nostra amica? Le note sentinelle della morale, ovvero gli amici degli amici quando non i giudici medesimi, sui loro stessi giornali. Niente di più fuorviante. La stessa stagione delle primavere, delle mani pulite fu illusoria, lo capimmo dopo: i giudici inquirenti accusavano, spesso chirurgicamente, i giudici giudicanti assolvevano, spesso chirurgicamente; dopodiché, tutti nel gran gioco della politica. La Magistratura non è neppure, come appare, di particolare sensibilità progressista o reazionaria, semplicemente protegge se stessa per durare: si sente investita di compiti ulteriori, come il De Magistris che da pubblico ministero voleva “usare il codice per fare la rivoluzione civile”, da cui poi un suo amico e collega avrebbe fondato un partito. Non è stato condannato ma graziato, tutelato questo giudice fallito, sindaco fallito, con una interpretazione cavillosa opposta a quella che ha messo fuori gioco il nemico giurato Berlusconi? Ma la Magistratura, nelle sue troppe articolazioni, esibisce volentieri simili manifestazioni di potenza, anche tracotanti, per far capire che lei sente al di sopra della politica, del gioco democratico, della morale che anzi vuole insufflare. Non tollera controlli, verifiche, obblighi al di fuori del suo seno: distrugge e spazza via chiunque si provi a ricondurla a un princìpio di responsabilità, siano presidenti della Repubblica, governi, partiti, istituzioni o privati. Quando c'è da difendere lo Stato oltre ogni decenza lo difende, ma per proteggere se stessa, ritenendosi prima e purissima incarnazione dello Stato. Uno Stato che è ancora Leviatano, che, se vuole, e vuole, divora, disperde chiunque gli sbarri la strada. Per i cittadini che oggi si disperano è un incubo la sentenza che uccide un'altra volta il povero Stefano Cucchi, martoriato da tutori dell'ordine, non curato da medici, lasciato morire da infermieri: tutti assolti. Per i cittadini, ma non per chi i Palazzacci della giustizia li bazzica da un quarto di secolo, e ha visto e sentito cose che non potrebbe mai raccontare, perché chiamerebbero subito un'autoambulanza. Invece sono tutte vere, così come è vero che, se non sei un cialtrone matricolato, se sei uno che riga dritto, da quei tetri Templi del sopruso esci distrutto, quando ne esci. Potrei citare il caso, recentissimo, nella mia regione, di un giovane spacciatore confesso che, al giudice, ha spiegato: sono senza lavoro, dovrò pure mantenere il mio tenore di vita; e il giudice, ritenendo fondate quelle ragioni, lo ha mandato libero, lo ha prosciolto. Oppure il caso, ancor più vicino a me, di un notorio pedofilo, trovato con un archivio allucinante di fotografie orrende, giudicato in nome del popolo, mai scontato un giorno, che proprio ieri sera, Halloween, vedevo circondato da adolescenti che d'altronde non meritano tutela, conoscendolo benissimo per quello che è. Qui il bravo cittadino avverte le istituzioni, che gli ridono in faccia quando non lo invitano pesantemente all'omertà; il cattivo cittadino provvede da solo, attaccando il mostro al muro come carta da parati. Noi, che non siamo cittadini né bravi né cattivi, scuotiamo la testa e tiriamo dritto, assuefatti a una impotenza che è diventata indifferenza. Quando, con un ex collega, denunciammo pubblicamente il vecchio malaffare del giornale che ci aveva sfruttato entrambi, i lettori più sprovveduti ci sfidarono a rivolgerci alla magistratura. Per fare cosa, per andarci di mezzo noi soltanto? Ma cosa potremmo fare, se i giudici, usciti da concorsi di Stato, con metodi di Stato, non sono diversi dal resto del Paese, sono solo più (pre)potenti e più intoccabili? Ai casi di Cucchi, di Aldrovandi, di Uva, di tanti altri, va aggiunto quello di Matteo Vaccaro, ucciso all'inizio del 2011 in un agguato al parco di Latina da una banda di balordi che, in appello, sono stati tutti praticamente graziati, perfino chi era evaso dagli arresti domiciliari. Osceno al punto che la Cassazione ha preteso un nuovo processo di secondo grado. Per la Magistratura, ultima spes del cittadino "a rischio di regime", gli ultimi, i nessuno sono numeri, sono niente e la prima e unica legge è quella che mi insegnò un procuratore capo: caro Del Papa la legge è come la pelle dei coglioni, va dove la tiri. Dove i coglioni sarebbero quelli che restano impigliati, senza tutele di Stato dallo Stato, e dei quali poi un sindacato di polizia più simile a una falange romana, dice: ben gli sta, i tossici hanno quel che si meritano. Il che non è solo vergognoso ma tradisce anche una concezione pedagogica, in chi indossa una divisa, tipica dei regimi totalitari, che non hanno colore. Il dramma del nostro Paese essendo appunto questo, che qualsiasi istituzione vi si sente investita di una missione etica, hegeliana anziché lasciare i cittadini nella piena libertà di agire come meglio credono, intervenendo solo a loro tutela. E infatti, dall'hegelismo poi discende il totalitarismo, naturalmente travestito da democrazia, da sentinella democratica. Ma la verità è che non ha amici questa Dea Giustizia, capricciosa e sensibile alle lusinghe. Non ha amori tranne se stessa. Solo chi ci va a cena e poi a letto una sera sì e l'altra pure, poteva gabellarci la storiella della Giustizia amica del popolo, ma anche loro nutrono un concetto piuttosto aggressivo, intollerante del gioco democratico.  

Commenti

  1. magistratura, lo stato e ogni sua istituzione, diramazione, la chiesa, sono tutti parassiti che sopravvivono soffocando e uccidendo l'individuo che vorrebbe scegliere da solo, senza essere addomesticato. che schifo di paese. che schifo di mondo.
    vit

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  2. a proposito di coglioni e relativa pelle che va' dove viene tirata : mi ricorda il tempo di mani pulite e relativi adepti adoranti gli "eroi" togati e scribacchini.
    ottimo articolo Massimo, troppo avanti per questo paese di disonesti intelletuali e paraculi squallidi.
    Vp

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  3. Sono stato ultrà anche io. Quando poi ho riconosciuto l'errore, hanno detto che ero passato con Berlusconi pertanto non dovevo più scrivere.

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