Ma se il dolore ti bussa alla porta tu che fai, fingi di non sentirlo, non ti fai trovare oppure gli apri? Se ti stana, ti prende per l'anima e chiede ascolto scapperai via oppure provi a rispondere, come puoi, con quello che hai, sapendo che il tuo cerotto non ferma niente? E il dolore non manca mai di chiamarmi. Non ce n'è di evitabili, anche il più infantile non lo puoi trascurare, fa male per definizione, toglie il fiato oppure non è. Il dolore che non ha forma, che scava dentro, si maschera, si stordisce, si disperde ma è sempre lì, impalpabile come una montagna d'acqua e non bastano parole per spiegarlo. Il dolore che sta in un messaggio, una fotografia. Un ricordo o una attesa. Un momento o una vita. Una scommessa o una rinuncia. Il dolore che lo maledici perché c'è, ti viene a cercare, ma poi capisci che non ha colpa, lui è solo un urlo, a volte un urlo muto, un mormorio o un'allusione, lui è così, lacrima del mondo e non può esserci mondo senza di lu...