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MARINA GIACCIO - IL TEMPO GIUSTO

Marina, Marina, Marina, ti voglio al più presto ascoltar. Marina Giaccio torna dopo due anni, dopo il bel segnale di Nata Domani , torna al crocevia tra Marina Rei e Irene Grandi, Cristina Donà e Noemi: non è loro debitrice, è solo per tracciare il perimetro di un contesto, di una comune matrice musicale – e di musicisti impiegati. Il Tempo Giusto , ancora autoprodotto, ancora con Gianfilippo Boni alla regia degli arrangiamenti e della produzione artistica insieme alla stessa Giaccio, lascia da parte i respiri jazzati degli esordi, vive di aperture pop che vorrebbero osare il rock ma per il momento si fermano al cantautorato elegante, alla conquista di belle melodie condite da arrangiamenti stratificati, più che nel disco precedente, e con un azzeccato impiego di chitarre che non marcano ma ricamano e si intrecciano alle tastiere. Si tratta di un bel disco, una raccolta di buone canzoni alla perenne ricerca di sé. Con versi che citano l'“Enorme senso del vissuto del provat...

NELLA PRIMAVERA CHE NON C'E'

Nella primavera che non c'è io cammino un passo avanti all'altro e guardo in alto, alle piante che sono ancora tutte nude, alle loro braccia ossute che graffiano il cielo, poi scendo tra gli sguardi della gente ancora prigioniera dell'inverno, gente che non mi appartiene ma dai dolori grondanti, che non s'accorge di me, dei miei occhi furtivi. E cammino, un passo dietro l'altro, sulla ghiaia, sulla rena, sull'erba inzuppata di freddo, sulla strada che cerca la mia ombra e non la trova e la rimpiange, passo davanti ai manifesti degli assenti che osservano chi li osserva, davanti a case dove non entrerò, a botteghe dove sono stato, a spiragli dove sono morto e poi sono fuggito, dove raccolsi la gattina che morì lo stesso, dove sentii una campana suonare per me. Passo dopo passo smarrisco quel respiro di primavera attesa, immaginata, amata. Si fa quasi scuro, si accendono le luci, un cane abbaia alla sera e quel cane sono io, che non so dove andare, disperato ...

MA CHE PALLE QUESTI MOSTRI

Se il mitico gender è questo, se tutte le sue problematiche e problemi sono questi, ci scuserete se ne prescinderemo. Se tutto alla fine si risolve nella app per conoscere altri gender nelle vicinanze con cui fare sesso, nelle festicciole dai languori luridi, nelle pretese esistenziali di Prato e Foffo, i rapporti trafficati, i coltelli per unire “piacere e dolore”, le zollette di zucchero col sangue e sperma, auguri per voi, ma anche affari vostri e dei vostri parchi giochi per bambini viziati e viziosi. Se lo “stile di vita” come diceva Marco Prato, che però voleva essere chiamato Marc perché si sentiva la reincarnazione di Dalida, è questo, godetevelo, che dirvi, però non rompete i coglioni con pretesti i più vari. Se tutto si riduce alla pretesa narcisistica della promiscuità maledetta, abbiate pazienza, ma c'è gente che nella vita ha altro da fare, ha da sopravvivere con urgenze molto più terra terra, che a volte contemplano perfino, inaudito, un sostegno da dare al pross...

FIORI DEL MALE

Perché i mostri, amici miei, ci sono Grumi di squallore e di ferocia Che non vuoi accettare, ma ti piace L'idea che siano atroci in vece tua Non li guarirai con i tuoi sogni Perché i mostri impregnano di sé Tutta la tua vita che verrà Spengono ogni sole, ogni domani Perché i mostri, amici miei, ci sono E non è vero che si pentono Sono fiori carnivori del Male Sono fieri di quello che sono Pura atrocità senza misura Ignorarlo non ti servirà Se li lasci ancora in libertà Loro ci riprovano, ti giuro Perché i demoni, amici miei, ci sono E hanno intorno altri come loro Non trovano strano quell'orrore Se ne nutrono. Sentono che è buono Perché i mostri, amici miei, ci sono

BUON SANGUE NON MENTE

Come sempre l'orrore finisce in vacca. Abbiamo letto l'anatema, peraltro atteso di papà Foffo: “Mio figlio ragazzo modello, querelerò chi insinua il contrario” e non abbiamo potuto trattenere un sorriso o meglio un ghigno: qui si schiudono infinite possibilità di surrealismo, e così ne abbozziamo subito qualcuna. Dopo l'intervista a papà Foffo, i genitori della vittima gli chiedano scusa: se pentiti, papà Foffo potrà, forse, perdonarli. Don Mazzi tonante: “Sono due animali. Nessuno fa una cosa del genere. Non li voglio nella mia comunità. Così imparano a rifiutare il mio invito”. Bruno Vespa esasperato minaccia i tecnici di studio: brutte teste di cazzo, dov'è il plastico? Vi avevo avvertito, quasi quasi vi lascio 5 minuti coi ragazzi modello e poi faccio il plastico di Porta a Porta, una cosa alla Escher. Gabriele Defilippi, il giovane travesta che ha da poco massacrato la sua ex professoressa gettandola poi ancora viva in un pozzo, ha tentato di togliersi la vita...

NEL PANTANO

Come mai l'avvocato di uno dei due marchettari cannibali del Collatino è lo stesso della coppia acida di Milano? Qualcuno ipotizza sordidi legami di potere, per altri l'Italia è semplicemente una palude, forse la verità sta nel mezzo, vizi e protezioni nel morboso pantano italico, che fanno presto a propagarsi, a collegarsi. Ma anche a spostarsi, a cambiare obiettivo. Anni fa me la presi con un gruppuscolo di scrittori antagonisti al soldo di Berlusconi, gli amici del terrorista Battisti e di alcuni patetici satanisti bolognesi in odor di pederastia. Effettivamente successero cose un po' strane, i muri di gomma, gli avvertimenti sui primi social, inclusi quelli del contesto cialtronesco in cui lavoravo, le conferme che la tua vita personale sembrava di colpo sovraesposta, risaputa per non dire delle connessioni mediatiche che si estendevano fin dentro qualche ambiente giudiziario. Poi di colpo questi intoccabili sembrano inabissarsi, come avessero stancato, come se l...

MUTAZIONI GENETICHE

Cosa c'è di più infame di uno che fa scempio di un altro “per futili motivi”, come recita il codice, o “per vedere l'effetto che fa” come dicono i nuovissimi mostri? Un genitore che mette all'asta l'abominio dei figli. Lo ha fatto la famiglia Misseri con la vittima Sarah, lo hanno fatto i parenti di Bossetti, presunto carnefice di Yara, lo stanno facendo i congiunti del piccolo Loris, la madre del marchettaro psicotico e il padre di uno dei marchettari del Collatino. Talmente straziato che è già in tour, e le sue ragioni ce le avrà. Anche l'estetista Sabrina piangeva a gettone sulla cuginetta che lei stessa aveva soffocato e quando l'hanno arrestata, dopo settimane di complicità coi giornalisti gossip, pare si sia raccomandata con la sorella: non scordarti le esclusive con la tivù. Dicono che i media sono sciacalli, ma chi sapendoli tali si concede loro, cosa è? Tutti, canaglie, vittime e rispettivi consanguinei, vicini di casa e amici di una sera (“tra...