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AMERO'

Amerò sempre quelli che non si vergognano di amare. Che sanno dimenticare e ricordare. Che non spariscono e, se lo fanno, prima o dopo tornano. Quelli che non inventano trucchi per andare via, e non si vantano di essere aridi. Amerò quelli che non si difendono e ci sono anche quando mancano. Non quelli che mancano anche quando ci sono. Non i fantasmi. Non chi mi ha usato e poi ha cercato un pretesto. Amerò chi sa capire che le sue ferite sono anche le mie, e non archivia mai la tenerezza. Chi mi telefona a tradimento regalandomi un affettuoso insulto e la voglia di rivedermi. Amerò chi, nel momento del bisogno, della sconfitta, della tragedia, si ricorderà di me urlandomi o sussurrandomi: “Aiutami!”. Chi non avrà buttato via notti, risate, lacrime, confidenze e la fatica di esistere insieme. Chi avrà fatto tesoro dei momenti di noia e di felicità bevuti a un tavolino. Chi non s'immeschinerà per un malinteso. Chi non cambia e non rinuncia a vivermi accanto, sia da un metro che ...

BASTA LA MOVIDA

Una piccola cosa, un servizio sul crinale del gossip, eppure basta ad illustrare bene la morale italica, particolarmente dal lato dei poveri giovani, così sprecati, così bistrattati. Un attore famoso quanto antipatico, Gerard Depardieu, prende casa in centro a Lecce ma non riesce a godersela per la confusione che, dal pub di sotto, gli risale, specialmente di notte. Il giorno di Natale l'attore scende infuriato, litiga col gestore, di cui pure è amico, ma non ne cava niente: la “Movida” continua e lui deve risalire e infilarsi i tappi nelle orecchie, ammesso che servano a qualcosa. Depardieu, non c'è bisogno di ripeterlo, è antipatico, discutibile, voleva eludere il fisco francese e ha chiesto cittadinanza a Putin, poi s'è spostato in Belgio, infine ha trovato casa nel Salento. Ma qui ha ragione. Sarà poco tollerante, ma la tolleranza andrebbe anche spartita, così come il sacrificio, e comunque non è infinita e non deve esserlo, altrimenti si trasforma in schiavitù. Da...

LA CHIMICA E LA LOGICA

Se ne fa un gran parlare, secondo me partendo da premesse sbagliate. Anzi, sballate. Alla moda, ludico-nostalgiche, ma stonate. Niente porta a dimostrare che liberalizzare le sostanze considerate stupefacenti servirebbe a combatterle (né appare questo lo scopo, fuor da ipocrisia). Anzitutto, è risibilmente chiaro che mettere qualcosa in farmacia non la rende salubre di per sé (anzi). Secondariamente, la faccenda della cannabis per uso terapeutico è la scoperta dell'acqua calda: la morfina in questo senso fa anche meglio, dunque legalizziamo l'eroina? Ancora: statalizzare , di fatto, una sostanza non significherebbe alla fine affidarla alle grinfie di qualche odiata multinazionale farmaceutica (con il che l'ideologia antagonista che permea la questione ne uscirebbe beffata da se stessa)?  D'altra parte, e questo è precisamente il punto chiave, i cartelli e le mafie che trattano droga non sono stupidi e reagirebbero intensificando il controllo sulla filiera, facend...

LA ROTONDA

La rotonda dell'Ete Vivo è un rondò sulla Statale alla fine di Porto San Giorgio, se lo aggiri prosegui verso Pescara altrimenti entri in autostrada. In dicembre è stato teatro della pagliacciata di una farsa, i Forconi a dimensione locale, di villaggio, come a dire: dappertutto sì e noi chi siamo? Allora hanno attaccato tutto intorno al guard rail della rotonda alcune lenzuola sgrammaticate, messo una tenda canadese, un punto di raccolta per notori fannulloni di paese e un paio di sgallettate che fermavano il traffico, truccate in modo fuorviante, per consegnare volantini analfabeti. A Capodanno sono spariti ma le tracce di questi rivoluzionari che volevano rifare l'Italia sulle orme di D'Azeglio, questi indignati contro i politici che rubavano loro il meraviglioso Paese, quello maiuscolo, tricolore, e quello minuscolo, il borgo, i cui politicanti locali i suddetti Forconi passano la vita ad ossequiare, quelle tracce di bivacco sono rimaste: legname sparso, resti di c...

Resto del Carlino, 24-12-13

E LA FATICA NON C'E' PIU'

Un augurio di cuore anche a te, perché molto più di altri te lo meriti. S ei una persona vera massimo, uno che si mette in discussione, che sa fare un passo indietro e cento avanti, che sa essere spietato e dolce con questa vita, che sa far commuovere e incazzare, che sa guardare in fondo all'anima delle cose con lucidità e modestia. Quell'augurio di troppo, Massimo, te lo meriti tutto. Sara, Fano Ciao Massimo, volevo salutarti dopo il concerto di questa sera, dedicato a Frank Zappa, che hai presentato al Breaklive. Sono un ex studente del liceo scientifico di Fermo. ho avuto l'occasione circa 8 anni fa di frequentare le tue conferenze sul giornalismo e l'attualità. Non so se ti ho mai ringraziato per quelle grandi dimostrazioni di competenza, di amore e dedizione verso il lavoro ed il giornalismo: grazie. Leggerò a breve il tuo testo su Zappa. Una buona notte. Ludovico Seguivo con enorme interesse le tue inchieste sul Mucchio...  Paola  Ciao Ma...

SPRAY D'INVERNO

Quasi quasi l'aspettavo, io che odio l'inverno. Il fatto è che quest'anno non se n'erano ancora viste di giornate uggiose, o almeno m'erano sfuggite. Così, stamattina uscendo alla disperata ricerca di croccantini per gatti, sono entrato a tutta Vespa in quello spray di umidità e cupezza ricordandomi che il brutto comincia adesso; e guardavo il mare che mi guardava, sullo sfondo, pareva rimproverarmi perché mai riesco ad andarlo a trovare una mattina presto, mettermi lì e respirare la spuma della sua rabbia. Questo cielo basso e pesante, dai bagliori metallici, senza sole affatto: il reticolo dei rami senza colore, senza vita di foglie, l'erba bruciata, stremata, addormita; piacere di rientrare in casa, non più gabbia ma tana e insieme la voglia di restar fuori a cullarsi di quella scoperta, ci siamo finalmente, meglio attraversarla questa stagione densa e spenta, così se ne va prima: sarà poi vero? No, non lo è. Ma dovevamo arrivarci e ci siamo, altro che l...