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IL MIO MARE FINISCE QUI

Colpa mia. Che ci avevo creduto fino in fondo. Che avevo promesso tante emozioni. Che avevo scordato dove vivo. Non si può fare una cosa come la nostra con metà gente che urla, che ride, che si comporta come in una bettola. Provocatori, ubriaconi, nullità che rendono tutto impossibile. E così, sarebbe stato meglio non scomodare nessuno a cominciare da Paolo. E né lui né io siamo in condizioni di poter perdere tempo, energia e ulteriore salute. Mi sono sentito dire che “parlo solo di morte, quando ammazzano due donne al giorno”. E a dirlo è stato probabilmente qualcuno che la sera, in mancanza d'altro, va a puttane. A quel punto si era già oltre il surreale (come ha commentato più di un ascoltatore tra il pubblico, sconvolto), si era al delirio puro e sarebbe stato anche più delirante fermarsi a discutere. Io avevo da offrire le cose che vado proponendo dappertutto, da anni. Storie di suonatori di blues derelitti, della vita che sale dalla morte, di anziane sole che ricordano...

BUONA PROFEZIA A TUTTI

Peggio di così? Alla faccia di tutti gli snob che prendono in giro i Maya e la loro profezia (magari sotto sotto temendola), la profezia dei Maya s'è avverata: si chiama Monti, Mario Monti, è da un anno che s'è avverata ed è da un anno che il mondo per noi finisce ogni giorno e ogni volta ricomincia, deve ricominciare, dobbiamo ricominciare ricostruendoci dalle nuove ceneri, sapendo che sarà inutile, che altre bufere e Befere di tasse arriveranno a disperderci. Adesso ne nevicano di vecchie e nuove: briglia sciolta agli enti locali, ma non dovevano essere “sforbiciati?”, su Irap e Irpef, e bisogna, ma guarda, risalvare l'Alitalia, della quale avevano giurato tre anni fa sarebbe stato l'ultimo salvataggio e poi certe hostess col cappio son finite ai reality e la compagnia a mangiare più di prima. E come salvarla ancora, se non con un bombardamento aereo di accise e tributi? Questo è un Natale infame, i poveri più poveri, i ricchi più ricchi perché hanno speculat...

DISONESTO

Forza, Monti, rompi gli indugi   Berlusconi che parla di indegnità altrui a candidarsi fa ridere, fa venire le vertigini. Ma la candidatura di Mario Monti è effettivamente indegna, anzi è sconcia. A prescindere dalla sua politica criminale. Anzitutto, per un anno se l'è tirata da tecnico, giurando di non essere interessato alla politica, anzi respingendo con sdegno qualsiasi insinuazione in merito. Adesso si candida, a mezzo di una lista Cinica. Quindi Mario Monti è anzitutto un bugiardo. Inoltre, questo suo scoprire gli altarini conferma che quel suo agire da incompetente, non era da incompetenti: era consapevole e cercato. Egli non ha tagliato la spesa pubblica né i costi della politica e invece ha soffocato e dissanguato la gente, a caso, imponendo tasse delinquenziali e una patrimoniale sulla prima casa. Non è servito a niente, il paese è agonizzante, chissà se e quando si riprenderà, la gente si uccide. In sostanza, quest a malattia auto immune ha agito per la Merke...

CAMELOT A 5STELLE SCRICCHIOLA

Mamma mia, eccoci di nuovo. Siamo già alla delusione 5stelle. Confesso che mi aspettavo tempi un poco più lunghi, invece sta crollando tutto prima del previsto e la fatwa elettronica continua di Grillo è illuminante così come lo è il mezzo voltafaccia del Fatto, giornaletto parassita. Cosa speravano, questi rifondatori della democrazia, dell'etica, della buona amministrazione che non avevano mai amministrato neanche il proprio condominio (pare una battuta del “vecchio” Grillo, ed è la verità), Dio solo lo sa. Cosa si lamentano a fare, adesso, Dio solo lo sa. Fanno ridere e fanno pena quelli che sbattono come l'acqua, che si buttano nella prima setta disponibile, così, per cambiare, per allegria, per far qualcosa. Ma chi, sano di mente, poteva aspettarsi qualcosa da gente come Grillo e Casaleggio? Da un partito che sta solo in rete? Da un programma che prevede in breve l'avvento della Gran Madre Gaia e la sparizione atomica di 6 miliardi di persone? Certo, i fanatici,...

IL FARO N. 47 anteprima

Grazie, Monti. Per quello che hai fatto e per quello che farai. Grazie all'informazione che ti ha tenuto in piedi in questo anno tragico (per noi), e senza la quale non ce l'avresti mai fatta. Grazie a tutte le bugie, le false notizie, agli apostoli della doppia morale, della doppia verità, del perdono obbligatori o. G razie ai folli, ai santoni, agli irresponsabili, alle puttane in cerca di nuovo vento, agli sciacalli, agli idioti, a chi specula sul dolore, a chi a Natale prepara markette e n regalia. Un grazie tutto diverso ad Umberto Maria Giardini, che, alla faccia d ei "critici" meschini e presuntuosi, ha fatto il suo disco più bello. Il Faro n. 47 , penu ltimo numero dell'anno, in spedizione agli abbonati da sabato 15 dicembre.

IL SIGNOR ALFREDO

La storiella, chi mi conosce la sa già. L a racconto sempre alle cene, riscuotendo puntuale disapprovazione da mia moglie ma anche  immancabile entusiasmo dai commensali di ambo i sessi. Il fatto è che è vita vera, vissuta seppure infantile. Quando ero un bambino, puro come un bambino, un giglio di bambino, io vivevo a Lambrate, in via Carpi, in un fantastico condominio a 3 lotti, costruito dal papà di un caro amico che ho rivisto da poco. Era un piccolo mondo moderno, circondato da mura invisibili e che come cuore aveva un giardino, un fazzoletto di cemento delimitato da un muro di cinta, un francobollo che a noi ragazzini pareva immenso e invece ci tornai, di straforo, qualche anno fa e lo scoprii minuscolo. Lì dentro fiorivano i nostri amori di gigli, destinati a tatuare dolcemente l'anima. Io filavo con una bambina biondissima e bellissima, che si chiamava Carla, che correva più svelta di me, e che all'inizio mi menava ma poi crescendo mi aveva eletto suo amico del ...

GRAZIE ZIA

  Dopo la illuminante emissione della D'Urso di domenica, io credo sia tutto sommato indecente stracciarsi oltre le vesti per i pedofili, gli omicidi, i necrofili, veri o millantati. Credo anche sia inutile il feticismo per le leggi, le regole, i sistemi positivi (e anche gli stessi codici di autoregolamentazione televisiva), se l'ineffabile zio Miché, dopo avere rivendicato l'omicidio, lo stupro e l'occultamento della nipote 14enne, anziché in un carcere di massima sicurezza, quantomeno per falsa testimonianza o oltraggio alla corte, finisce in televisione, presumibilmente a gettone, a ricevere la composta tenerezza di zia Barbie e i commossi applausi del pubblico. Si dirà, più opportunamente, che lo zio non è un mostro ma la parte bella di noi, una sorta di martire santificato in vita, meritatamente assurto alla gloria dell'altare televisivo, chi non vorrebbe avere uno zio così? Perché questo dice la trasmissione, questo dice la conduttrice, questo dicono...