PAOLO LIMITI E IL GARBATO RACCONTO DELL'ITALIA NAZIONALPOPOLARE


Commenti

  1. Quel giudizio di Limiti su Renato Zero mi ha sempre incuriosito moltissimo, non perché Zero debba ( o dovesse, allora) piacere per forza, ma perché nella critica non ne azzecca una: Renato può anche fare cose brutte, ma non certo "cosine", semmai sono eccessive; cita Triangolo, ma c'erano già stati Trapezio e Zerofobia; non ha personalità, ma casomai ne ha una debordante e disturbante...mah, veramente inspiegabile.
    A fine settimana debutta con lo spettacolo, ho letto che il disco ti ha fatto orrore ( però è piaciuto a Fegiz, che secondo me non ha ascoltato né questo né Alt che aveva massacrato. Partendo da uno spunto del genere potresti fare un'analisi su cosa mai sia la critica musicale di oggi, e quali ne siano le logiche), e per una volta sono in totale disaccordo. Quello su cui siamo ( dovremmo, se non hai cambiato del tutto idea) d'accordo è che siamo in presenza di un artistone, e siccome l'età avanza ( la sua, e anche la nostra), teniamocelo stretto finchè c'è. Forse è il momento di essere un po'più indulgenti con lui.
    Francesco

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    1. Ho sbagliato io a citare una curiosità, senza pensare che finivo per eccitare il fanatismo dei soliti sorcini. Non succederà più.

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