IO

lunedì 20 marzo 2017

NOTTE SERENA

Sarà l'influenza, saranno i mala tempora che currunt ma non ne posso più dell'invadenza di un mondo che ogni momento mi impone i suoi ricatti, patetica evoluzione dell'”I Care” populistico di don Milani rivoltato in chiave pop da Obama. No, spiacente, io non “care”, non mi cale; non ne posso oltre di “dovermi” prendere a cuore di tutto di più, da guerre e conflitti che non ho scatenato io, a problemi secolari sull'arretramento del terzo mondo depredato da conquistadores che non ho nell'albero genealogico, alle isterie delle innumerevoli minoranze e categorie protette evolute in lobby, alla fregole dei marchettari di lotta e di governo espropriati dei fondi pubblici, fino alle ambasce di Paola Perego che ci rimette il posto. Chi l'ha deciso che io sarei la colpa di tutto ciò che di pessimo accade fin dai tempi d'Abramo, e che di conseguenza sono tenuto a farmene carico? Chi lo stabilisce che, ogni tanto, popoli, civiltà e singoli interlocutori non possono, cioè non vogliono, cavarsela da soli, che il loro vittimismo planetario è sempre e comunque giustificato e che pertanto spetta a me la loro salvezza? Una propaganda volatile e insensata, figlia di una propaganda socialista che poteva fare breccia solo marchiando l'individuo quale egoista e insensibile alle istanze di miglioramento sociale che per l'appunto provengono da sinistra (e solo da quella). Ma è una impostura nell'impostura, dilatatasi in paranoia. Il cardinale Bagnasco, al quale non affiderei neanche una carogna, può dire quello che vuole, ma non sta scritto da nessuna parte che il clero o la sinistra hanno il monopolio della giustezza e dei rimedi del mondo; hanno, casomai, una serie di ricette (discutibili, come tutto a questo mondo) contrapposte ad altre strade e altre soluzioni proposte da altre istanze. Per quanto mi riguarda, non ho mai trovato alcun sistema disposto a “farsi carico” per me; le rare persone sulle quali ho potuto contare sono, per l'appunto, persone, non ideologie o slogan, e vale anche in senso contrario: posso provare ad aiutare solo un essere umano alla volta, ammesso e non concesso di riuscirci. Rivendico, pertanto, l'egoismo solidale, è più costruttivo e anche più umano. Le buone intenzioni le lascio ai mistici, agli esaltati e agli ipocriti, tra i quali non ne conosco mezzo che spinga la sua attenzione, più o meno disinteressata, al di là della ristretta cerchia personale.
p.s. Sarebbe ora anche di smetterla col bollare come populista chiunque non si adegui al pensiero comune di dubbia opportunità. Grillo e la sua setta di farabutti sono una cosa, il ragionamento un'altra, a meno di non dover concludere che anche la razionalità è da vietare. Se populisti, per mero esempio, sono quelli che vedono l'Unione Europea come fumo negli occhi, allora lo sono anche quelli che ci vedono solo rose e fiori a dispetto delle pressoché quotidiane ammissioni di fallimento destinate a rimpolparsi al successivo pranzo di gala.

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