EUROPROPAGANDA


Se chiedo a chiunque perché è così innamorato dell'Europa che lo ha deluso, non sa rispondermi, non sa come uscire dalla sua dissonanza cognitiva. Io però il motivo l'ho capito. Si chiama propaganda. Hanno fatto passare il messaggio per cui l'Euro è una cosa giusta, progressista, di sinistra ma senza esagerare, come il multikulti, lo stato sociale, l'ecologia, le energie alternative e la pietas per i migranti. Per cui restare in Europa è essere con l'Orchestra di Piazza Vittorio, Zoro e il futuro, invece uscirne trasforma subito in gente che puzza, come Salvini e Boris Johnson. Poi che restare in questa impasse, in questo mostro burocratico, in questo inganno significhi fare gioco alla Merkel, non al migrante, a Tajani di Forza Italia, non all'altro mondo possibile, a un qualsiasi euroburocrate da 40 A 500mila euro l'anno, megapensione sicura e tutto gratis (a queste condizioni, chi non è europeista?), non a un poverocristo qualunque che con l'Europa paga il doppio di eurotasse, questo non lo coglie nessuno. Che questa sia l'Europa che ricalca il piano Funk, e se non lo conoscete informatevi, non lo sospetta nessuno. Che questa sia l'Europa che guarda a quando non c'era, a 60 anni fa, come dire che io dovrei scoparmi oggi Gina Lollobrigida perché allora aveva 30 anni, sembra del tutto logico. Che questa sia l'Europa che ti da 20 e ti chiede 40. Che questa sia l'Europa che ammazza le tue coltivazioni per fartele importare dal Marocco e dal Vietnam. Che questa sia l'Europa che impone se stessa dall'alto dei suoi fallimenti. Che questa sia l'Europa degli pseudovalori mutuati dall'obamismo, del multiculturalismo senza raziocinio, dell'utero in affitto, del gender “da introdurre nelle scuole primarie”, della neolingua politicamente corretta, fa niente. L'importante è vendere una confezione burocratica come uno smartphone, e convincere chi la compera che è un cittadino social-solidale.

Commenti

  1. Capita anche l'inverso, cioè chiedere alle persone che sognano l'uscita dell'Italia dall'Ue e dall'euro, cosa cambierebbe in concreto nelle loro vite quotidiane, e sentirsi rispondere solo per slogan( tipo SOVRANITÀ NAZIONALE- ma cosa sarà mai questa sovranità nazionale? Si mangia almeno? - GESTIONE DEI CONFINI E STOP IMMIGRATI- ah, quindi senza Ue si potrebbe "murare" il mediterraneo?- MENO TASSE- non sarei tanto sicuro- PAGARE IL DEBITO PUBBLICO STAMPANDO LIRE A TUTTO SPIANO- ahahah no comment...etc...etc..)

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    1. Io cosa intendo per sovranità nazionale lo so. Rispondo di me stesso, non degli imbecilli.

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    2. Certo, non mi riferivo a te. Posso farti la domanda che mi sorge spontanea con tutti gli "anti-europeisti"? Cosa pensi che cambierebbe nella tua vita, a livello concreto, terra-terra, se domani l'Italia uscisse dall'Europa?
      Non pretendo una risposta troppo impegnativa ed esaustiva, solo le prime cose che ti vengono in mente.

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    3. La smetterei di sentire deve pensarci l'Europa, l'ha deciso l'Europa, l'Europa non vuole. E smetterei di veder fondata la mia vita su una soluzione 3% decisa da giscard d'estaing brillo "perché suonava bene", sul piano Funk e su altre alchimie esoteriche. Inoltre, smetterei di sentire che i costi di uscire sarebbero insostenibili, avendo scoperto che semplicemente non è vero, insostenibile era restare.

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