DONNE COME ME


Dopo o meglio insieme alla rubrica mattutina "Pronto, buongiorno è la sveglia", perché non inventarmi anche quella serale? E così, ecco il pensierino della buonanotte, anzi della "Notte serena". 

Adesso uno non è che voglia maramaldeggiare, ma il fatto è che oggi i notiziari si sono aperti con l'inno alle donne, che voglion dire pace, che voglion dire amore (un mondo di sole donne, pensa che bello), e si sono chiusi con le due maestre, femmine, donne, che ai bambini della scuola dicevano: ti ammazzo, ti sego le mani, ti spacco la faccia, e poi gliela spaccavano per davvero. Il che significa che bisognerebbe andarci piano, con le generalizzazioni, con la retorica stupida, fluviale. Mai mi era capitato, come oggi, di sentirmi una specie diversa, e infima, rispetto a quella femminile. Non voglio, non mi ci riconosco, vorrei essere libero di considerare le donne non degli alieni, per di più vessati, torturati, incompresi, ma degli esseri uguali e diversi da me. E vorrei che chi abusa di loro fosse punito sul serio, e fino in fondo: non all'italiana. Ma questa è una cosa tutta diversa dalle stupidaggini che si son sentite tutt'oggi, prima fra le quali lo sciopero rosa contro il mondo.

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