LA STRONCATURA DEL NULLA

Torno sulla mostruosa stroncatura di Mariarosa Mancuso all'ultimo conato di Scanzi perché la faccenda va oltre il trascurabilissimo individuo, è emblematica, anzi sintomatica di una situazione generale che è incancrenita, una metastasi al buon senso e alla logica elementare. La Mancuso in effetti non ha stroncato Scanzi, ha fatto qualcosa di più simile a una demolizione. ma la demolizione del nulla. Esercizio in apparenza facile, in realtà quasi impossibile proprio per questioni sostanziali: come fai ad annichilire qualcosa che non esiste? Difatti lei, dopo avere riconosciuto la difficoltà di aggrapparsi ad una qualsiasi consistenza per applicare un criterio critico, se la cava, è costretta a cavarsela col sarcasmo e con cerchi concentrici di eufemismo, come quando invoca la possibilità di conoscere la storia di certi soggetti e come abbiano fatto a giungere a un editore. L'operazione della Mancuso è necessaria proprio perché la tendenza è invalsa ed è invalsa perché nessuno si azzarda a sindacarla: rilievi e stroncature, se ci sono, avvengono sulla base del fatto personale e di solito partono da un qualche gossip e a quello arrivano; ma non si addentrano, tranne casi rarissimi di analisi critiche in senso tecnico, nella eventuale pochezza dell'"opera". Scanzi è quello che scrive, in questo caso l'uomo vale lo scrivente e viceversa: una spocchia in cerca di una ragione. Io me lo ricordo ai tempi del Mucchio, quando m'inondava di fastidiose letterine per ribadire che "sarò presuntuoso, ma gli unici di talento qui dentro siamo io e te, gli altri fanno tutti pena" (e, sì, sulla lista c'erano rigorosamente quelli che poi incensava pubblicamente). Io pensavo: ma che cerca questo apprendista, chi gliel'ha detto che può rapportarsi a qualcuno e a me in particolare? Ma lui applicava la strategia di Muhammad Ali, ripetere a tutti che era un fenomeno, che era il migliore, e i lettori, molti, ci cascavano come grulli, confermando una pochezza intellettiva e intellettuale degna di miglior causa. I lettori giusti per la spocchietta giusta. Ed è straziante sentirli adesso salvarsi in corner, "Poi si è rovinato, ma ai tempi del Mucchio era bravo". Non si è mai dato il caso di un talento nello scrivere che appassisca intorno ai 30 anni. Egli non ha mai avuto alcun talento: parafrasando Mick Jagger su Madonna, è "un bicchiere di talento in un mare di ambizione": solo che, in questo caso, il bicchiere è vuoto. E le sue pseudointerviste, che volevano inseguire le mie ma erano patetici esercizi di compiacenza, io me le ricordo. Poi, dopo anni di onanismo scritto, è riuscito a farsi segnalare da Edmondo Berselli, uno che s'è rovinato una carriera in articulo mortis definendolo "il mio erede", infine è stato costruito come personaggio di gossip dalll'agenzia VisVerbi (per diretta ammissione dell'agenzia). L'impresario lo ha infilato dappertutto, e adesso, dopo qualche stagione di sovraesposizione, siamo alla demolizione della Mancuso. Demolizione di una assenza: Scanzi non sa scrivere, non ha carisma, non ha mai fatto niente di rilevante, il suo umorismo non esiste, è uno che, se gli dicono "sei come Mozart" ci crede e si compiace, aggiungendo ancora un'altra misura a un grottesco già smisurato. Come funzioni in teatro non saprei, ma non c'è bisogno di avere conferme da uno che è drammaticamente negato in ogni cosa che faccia, e che ha la cifra culturale di un Veltroni, a volergli bene. Non si può prendere sul serio gente così, e a questo punto non è il caso di insistere, perché ci si avviluppa nella insidiosa spirale del niente; ma il giudizio non giudicante della Mancuso è comunque opportuno, perché nel caso di Scanzi, e di troppi come lui, è un intero sistema ad essere corrotto, o, per meglio dire, a fare schifo.

Commenti

  1. Ciao Massimo, per certi versi questo articolo mi mette anche un po' di malinconia perché penso a quanto tempo è passato da quando leggevo Il Mucchio e ci scrivevi anche tu. Secoli fa andai a Urbino per i concerti, ricordi, con la speranza di incontrarti e stringerti la mano al banchetto nella fortezza ma non c'eri.
    Anche io lo sfogliato quello di Scanzi e l'ho trovato indecente. Quando lo incrocio in tv mi viene l'orticaria. A parte le analisi approfondite, psicologiche e psichiatriche che si potrebbero fare, continuo a non capire come si possa leggere, seguire, invitare, venerare, baciare i piedi, l'abbronzatura, il sorrisetto e i giubbetti di pelle di Scanzi....
    Come può accadere?

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    1. Il potere della réclame. Che però non dura in eterno.

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