LE SCATOLE VUOTE



A guardare le facce degli ultimi stragisti tra Francia e Germania si ha l'esatta misura del fallimento continentale, europeo: da questi bambocci dovremmo guardarci, di questi ragazzini viziati e ben pasciuti dovremmo avere paura? Omoni della sicurezza grandi e grossi, incappucciati come per la caccia ai mafiosi, che non sanno come stanare degli adolescenti esaltati e incontrollati. A forza di formule ipocrite, di tirannide del politicamente corretto, si disimpara ogni "intelligence", ogni "security": mocciosi agitati da pulsioni narcisistiche autodistruttive "ma non adeguatamente seguiti", rifugiati in fregola terroristica fermati e subito scarcerati, muniti di braccialetto elettronico che però qualche giudice irresponsabile lasciava disattivare "per alcune ore al giorno". A leggere le cronache c'è da disperarsi, da non crederci, invece è tutto vero. E dopo ogni macello i rosari del "non avrete il mio odio", del "siamo un grande paese, non la spunteranno". No? Queste giaculatorie nascondono il timore opposto, suonano come l'ammissione dell'impotenza e dell'inettitudine, scatole vuote che nessuno riempie. Sentite il nostro ineffabile presidente: "La paura è umana ma non bisogna cederle". Cosa intenda esattamente Mattarella con queste formule da cerimoniale non lo precisa perché non può, non lo sa neanche lui. Andare in giro con la consapevolezza che potremmo saltare per aria in ogni momento ma andarci lo stesso? Ma questo è precisamente quello che tutti facciamo, perché non possiamo fare altro ma non cedere alla paura dovrebbe voler dire qualcosa di diverso e qui i capi di Stato e di governo si fermano non potendo dire le cose come stanno. Si procede di astrazione in astrazione, di scatola vuota in scatola vuota. Prendiamo quelli che vanno alla Giornata della Gioventù cattolica di Cracovia: migliaia in fila, zaino, magliettine e scarpe da corsa, uno spettacolo che può anche far piacere, la constatazione che di gente con la testa sulle spalle, mite, che crede in qualcosa che non sia l'annientamento planetario, ancora ne rimane. Ma poi il sospetto, inevitabile come un tarlo nel legno: queste legioni di ragazzotti e signorine che vanno in gita a cantare, a raccogliersi in preghiera davanti ai falò come nei riti medievali del cattolicesimo magico e di notte a rincorrersi, perché la carne giovane è forte, sarebbero capaci di reagire, di fronteggiare un pericolo imminente? Anche questa una colossale illusione, una rimozione spaventosa: loro si abbeverano alle constatazioni pontificali figlie del tempo, secondo le quali la guerra è brutta e bisogna non farla. Sì, ma se la fanno? Se te la muovono contro? "Bisogna reagire con l'amore, il dialogo e la preghiera" dicono, disciplinati, i giovani di Cracovia e si capisce che il loro fanatismo è l'unica arma contro il terrore. Religione da videogiochi la loro come quella dei coetanei invasati che sgozzano preti ottuagenari o altri coetanei in un centro commerciale. Come però tradurre in strategia concreta, efficace, l'amore e il dialogo, neanche i giovani di Cracovia, come il presidente Mattarella, sanno, possono dirlo. E allora si rifugiano negli atti esorcistici, le fiaccolate, le canzoncine dell'ipocrisia consumistica, una presunzione pop di farsi ascoltare che sarà pure virtuosa ma sempre presunzione rimane e sempre micidiale. Ha trovato un modo sicuro di restare nelle sabbie dell'ambiguità l'arcipelago giovanile cristiano, glielo indica il papa: basta ripetersi che non è una guerra o al massimo concedere che la è, ma non di religione: che c'entriamo noi se scannano qualche prete cattolico, se trucidano chi non conosce il Corano? Noi facciamo la marcia col pupazzetto di papa Francesco appeso allo zainetto, che ci protegge.
Dialogare, dicono, ma il dialogo poteva avere un senso di fronte alla crisi di Cuba, con papa Giovanni che metteva l'uno di fronte all'altro i capi americano e russo e li costringeva al raziocinio atomico; che senso ha mentirsi, fingere di crederlo possibile con alienati convinti di doverti tagliare la testa solo perché stai dalla parte sbagliata della religione? La tesi bergogliana della guerra che se c'è è colpa del capitalismo è continuamente smentita dalla realtà, ma serve a restare nell'equivoco, a insistere con "l'arma dell'amore" che a questo punto è da manicomio. Vollero dialogare anche con Hitler, e il risultato furono 60 milioni di morti, sei dei quali per la più abietta delle pulsioni, l'Olocausto razzista. Ma i tempi sono questi, tempi di menti servili, distanti anni luce dalle teorizzazioni di sant'Agostino sulla guerra giusta che voleva dire a volte inevitabile perché le guerre quasi mai si decidono insieme, c'è sempre uno che le scatena e non resta che difendersi, se vuoi davvero tutelare il tuo popolo. Cioè quello che l'Unione Europea, sovrastato che ha deresponsabilizzato gli stati, non è in grado di neppure concepire. Immemore della storia recente: "Avete avuto una opzione" Churchill ammonì l'Europa "tra la viltà e la guerra: avete scelto la viltà e avrete la guerra". L'ex presidente francese Sarkozy ha proposto un giro di vite duro sul controllo degli immigrati. "Non possiamo violare la nostra Carta costituzionale", gli hanno risposto. Ma il rispetto feticistico di una carta come fossero le Tavole mosaiche potrebbe non bastare, potrebbe essere peggio.

Commenti

  1. Ci sono centinaia, forse migliaia, soggetti classificati come terroristi pronti ad agire sul territorio francese. Cazenueve, cosa intende fare, almeno un carcere preventivo? "No, è incostituzionale. Sì invece a un concordato con l'Islam".
    Ah beh.
    vit

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  2. quali sono le cose che i capi non possono dire per come stanno ?

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    1. Per esempio, che se c'è una guerra, va combattuta.

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    2. L'articolo è chiarissimo, solo una cosa non capisco: questa guerra, chi dovrebbe farla e contro chi, esattamente ?

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    3. La domanda è mal posta perché rifiuta il presupposto: questa guerra non è di chi "dovrebbe" farla, ma di chi la fa, la muove: la componente minoritaria ma decisiva dell'islamismo. Chi la riceve, la subisce, deve accettarla, perché non c'è altra strada. Sulle strategia, non sono un tattico ma proverò a tornarci. Comunque, fingere che la moglie si diverta mentre gliela la violentano sotto gli occhi, non salva né la moglie né il marito. Ci vado giù piatto, ma a volte è l'unico modo di farsi capire da chi non vuol capire.

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  3. Un contributo: http://www.lettera43.it/firme/francesco-ha-scordato-la-lezione-biblica-di-caino_43675255234.htm

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  4. totalmente d'accordo con il tuo articolo, ammonitrice la citazione del grande Churchill...lucida analisi di un occidente ormai deresponsabilizzato, incapace di vedere una guerra nella sua atrocità e di combatterla sul serio, impaurito, ingabbiato in una feticistica visione pacifista del mondo che non esiste, fatta di app e divertimenti, di raduni religiosi da festival dei due mondi, paralizzato di fatto dal terrore organizzato da menti malate e instabili, ispirate a un radicalismo assetato di potere che va neutralizzato e basta, prima che agisca attraverso simili adepti, e in fretta, ovunque e in casa nostra, in primis

    Davide, Milano

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