IL DOLORE


Il dolore lungo un marciapiede
In un animale che si uccide
Nelle tue parole sotto il sole
Nei miei sforzi senza più ragione
Il dolore, magone sul treno
Nei respiri estranei, nell'andare
Che dissimula i tuoi passi spenti
Il dolore, vento nella mente
Nelle vene, che ci nasci dentro
E ci muori e non t'ha mai lasciato
Senza spiegazioni, su dal mare
Sulla cima delle tue rovine
Il dolore che scava le facce
Col rasoio di gocce di pioggia
Lungo i viali, il tango disperato
Di due labbra che si mordono
Si perdonano e s'intrecciano
Nell'abbraccio stretto dell'addio
Nella breccia che sbuccia il ginocchio
Dentro agli occhi costretti a vedere
L'edera del male che risale
Nel museo dei tuoi propositi
Nella foto di te che sorridi
E in ogni partenza e in ogni arrivo
E nei sogni senza anima viva
Il dolore che non si può dire
Una macchia scura, un'alluvione
Una crepa dentro il tuo sentire
Una fitta lì, mentre respiri
Soprattutto nei pieni d'assenza
Nella solitudine in vacanza
Nel silenzio che non sa spiegare
La voglia improvvisa di morire
Vele inutilmente dispiegate
Tutte quante in fila alla deriva
Anche se si credono dirette
Nel destino, figlie di una rotta
Il dolore, che sta dappertutto
Pozzanghera in cuore di ciascuno
In due zingari ladri d'amore
Nell'oscuro fango in cui ti perdi
Nel violino che onde di ricordi
Muove e affoghi in un lago di pianto
E più ami e più sprofondi e vani
Saranno i tuoi canti d'allegria
Perché quel fantasma non va via
I suoi spasmi li respira il mondo
Il dolore è un presepe di sale
Sagome sgomente sullo sfondo
Sono in panne, attendono un segnale
Ma non usciranno dall'incanto

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