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QUELL'INFANTILE, RASSICURANTE, ROMANTICO CATASTROFISMO


Il cantante degli Eagles of death metal è considerato persona non gradita in Francia da quando ha professato la sua fede nelle armi: un esaltato, senza dubbio, ma resta il fatto che a parlare era uno scampato per miracolo a una strage allucinante, in un teatro, il Bataclan, mentre suonava: anche ai terroristi islamici gli fai la predica sulle armi che portano morte, che portano guerra? Scomodare il sillogismo "più armi più guerre" suona bene ma non regge, le guerre, le armi essendo conseguenza, non causa diretta, di un fondamentalismo radicale da cui ci si deve pur difendere (in Africa anche di tirannie feudali di insensata crudeltà che scatenano moltitudini in fuga). Con le conseguenze collaterali che sappiamo, orrende, atroci, ma non evitabili. E' il radicalismo nell'odio, sottovalutato dalla premiata amministrazione Obama-Clinton, che pensa al riscaldamento globale, ad avere innescato una escalation da cui non è chiaro come difendersi. A Orlando la dissonanza cognitiva è doppia, è intrecciata come le eliche del dna: si scomodano le armi insieme all'omofobia per non dire che la strage nella discoteca gay è opera di un fanatico, votato alla jihad, figlio di una famiglia di fanatici. Ma è più facile puntare alle conseguenze, eclatanti, scioccanti, che alle vere cause. "Non immaginavamo di essere anche noi nel mirino" ha detto la comunità gay in USA e questo è il punto vero, la sottovalutazione, il pensare corretto che non vuol vedere la carica d'odio totale, assoluto, verso le mille proiezioni dell'Occidente. Gli assaltatori non ce l'hanno solo con gli omosessuali, ce l'hanno con le donne, con la musica, con la moda, ce l'hanno con tutto ciò che esce dalla loro visione paranoica del Corano, vale a dire che ce l'hanno con tutto punto e basta. E rilevare che per fare una strage servono le armi, è dire tutto per dire niente. In Italia un balordo ha appena ammazzato una ragazza a mani nude e poi l'ha bruciata: che facciamo, aboliamo le mani e cancelliamo il fuoco dalle scoperte dell'umanità? Certo, le armi sono brutte, pericolose, preoccupanti, hanno dietro una lobby potentissima, sono un problema per l'America, chi lo nega? Ma non si possono confondere così i contesti, i problemi, non si può giustapporre una strage scolastica di ragazzini criminali ad una islamista che non si vuole vedere in quanto tale. Qui si assiste ad una pelosa inversione del senso logico del politicamente corretto: la rete, per dirne una, è neutra, "dipende dall'uso che se ne fa", anche se pullula di mostri; le armi no, servono solo alle guerre, anche se non si conoscono casi di tutori della pace in grado di imporla senza armi. "La guerra è brutta, è cattiva", dicono il papa e Gino Strada. Sai che scoperta. Ma se gli chiedi da dove sorgono le guerre scantonano, rispondono che è colpa del capitalismo occidentale. Dire tutto per dire niente, per mentire. Stessa cosa per l'energia: il sole può ustionare, bruciare, far venire il cancro, ma è buono il sole, è bello, è pulito, è di sinistra, l'atomo invece è reazionario, è fascista da quando Pannella, riposi in pace, lo demonizzò con un referendum demenziale. Sul clima non va diversamente: tutto un fiorire di canzoncine ed encicliche papali sul pianeta che si cancella, che scoppia, che si fagocita, per dire o non dire che è colpa del capitalismo, inteso come attività umana dedita alle scoperte. Non è vero, sono affermazioni in attesa di conferme che non vengono mai, i dati smentiscono, il riscaldamento globale è una bufala, incide più l'attività entropica di un vulcano che quella di tutte le aziende del mondo, il clima è fatto di cicli, anche su Marte hanno riscontrato un moderato riscaldamento, con il che la teoria dei suv e del capitalismo va a pallino. Ma le canzonette e le encliche fioriscono perché è così romantico preoccuparsi per il pianeta che muore, i fiumi, i mari e gli orti che svaniscono, anche se non è vero niente. Se fa caldo e non piove, è colpa del riscaldamento globale; se a giugno ci sono temperature da febbraio e mezza Europa è sotto alluvione, è sempre colpa del riscaldamento globale, per effetto indiretto: così son buoni tutti, ma a nessuno viene il sospetto che dietro questa litania ci siano strumentalizzazioni colossali. Le energie alternative sono un'altra cialtronata galattica, nella sola America sono già costate oltre 5000 miliardi di dollari di pubbliche sovvenzioni, e per reggerle si ricorre alle fonti tradizionali, sono il carbone e il nucleare, oltre agli stanziamenti, a permettere a pale e specchi di funzionare, poco e male. Ma informarsi, predere atto, ammettere è noioso e può rivelarsi imbarazzante, vuoi mettere una bella protesta globale contro questo mondo che va a rovescio? Nessuno vuole rinunciare a niente, il consumismo è un colossale autodafè, che lascia il tempo che trova e si regge proprio sul famigerato capitalismo che sforna prodotti a impatto sempre più contenuto, si è appena scoperto che l'esubero di anidride carbonica, di cui le piante si nutrono, le rende più rigogliose, il pianeta rinverdisce: niente, un giornale di fatti inventati o pretestuosi è riuscito a ribaltare la frittata anche qui. Privarsi del superfluo sarebbe più facile che incolpare tutto e tutti del mondo a scatafascio, ma richiede una dose di misura e di umiltà sconosciute ai profeti di sventure. Si denuncia una apodittica disattenzione verso i deboli, i disabili, ma non c'è mai stata tanta attenzione, tante leggi, tanto dibattito per la loro tutela. Se muore, per cause naturali o per disgrazia un giovane, che è sempre una cosa che induce a dubitare di un Dio provvidente, non ci si limita a considerare che la vita è ingiusta e cieca, no, bisogna trovare subito qualche responsabile, qualche infame da maledire, qualche causa remota e concludere: non lo abbiamo capito, non lo abbiamo ascoltato. Ma non c'è mai stata tanta attitudine all'ascolto, ad una comprensione che sempre più sconfina nell'indulgenza che scade nella complicità e nell'omertà. Tutti sono, anzi "siamo", colpevoli, però tutti sono vittime, a cominciare dai bulli che stuprano in branco o allagano una scuola o maciullano un compare di giochi perversi; la stessa elementare prudenza, dalla quale nessun essere ragionante dovrebbe sottrarsi, sia donna, bambino, omo, etero, giovane anziano che sia, è stata archiviata come regressiva e repressiva: che senso ha, che esito ha una simile, pervicace rimozione forzata della logica, del senso di realtà, che prospettive può avere questo sistematico trafugamento dei fatti nella loro evidenza, se non quello di rifugiarsi nel gattopardismo sociale?
Buon ultimo viene il papa, ancora lui, che ogni mattina appena si alza maledice il consumismo capitalista, un giorno o l'altro lo scomunicherà, e sostiene che è questo a condannare i poveri alla miseria. No, il consumismo se mai è eccesso di sfruttamento di beni creati in eccesso, ma che potrebbero essere dirottati verso chi patisce carenza. Dice il papa che i poveri sono poveri perché si produce troppo cibo che va sprecato. Ma se così è, la colpa, tecnicamente, non è dell'esubero di derrate quanto di una distribuzione sbagliata. Non fa niente, meglio maledire chi ha da mangiare, è la strada più illogica ma la più agevole. Si vogliono proibire gli OGM, la pericolosità dei quali è stata esclusa dalla comunità scientifica in modo irrevocabile, con dovizia di prove, nel nome di una battaglia ideologica che non accetta il possibile uso di questi organismi per combattere la fame nel mondo - che, a proposito, checché ne dica il papa è in fase di contenimento: 50 anni fa, su 2 miliardi di viventi, uno su due la pativa; oggi siamo 7,2 miliardi e i poveri assoluti sono 800 milioni: non va tutto bene, ma un po' meno male, sì e non è con la decrescita che li si aiuterà. A nessuno sorge il sospetto che la battaglia contro alimenti dimostrati come sicuri, che potrebbero dare energie ai paesi ultimi per avviare il loro processo di emancipazione, nasconda in realtà una perversa volontà di controllo dai paesi "ricchi", perversa perché ammantata di buone intenzioni inesistenti. In attesa. Osservare che il clima, la miseria, la violenza debbano essere arginate, ragionevolmente, come si può, è cosa buona e giusta: un bel girotondo cantando John Lennon per dire che "siamo tutti" omofobi, però anche tutti gay, però le guerre sono cattive, però il pianeta è già morto e noi con lui ma non ce ne accorgiamo, è pura propaganda senza senso, i testimonial dell'ecologia sono cialtroni spaziali come la star Di Caprio, che vola in jet privato a ricevere un premio ecologista, disinformati clamorosi come il pontefice, al quale hanno fatto firmare una enciclica ambientale di inconsistenza pari solo alla retorica, o patetiche cacciatrici di dote come la ex hostess del cappio, la Martani votata ai calendari, al grande fratello e all'ideologia "vegan". Ma si continua nel nonsenso, è così appagante, così divertente e, in fondo, rassicurante a patto di non crederci davvero, di sapere che si sta giocando.

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