BENZINA


Odor di legno di cartoleria. D'eternità che un sogno soffia via. Di benzina dolciastra ed assassina, budino di smog che scampo più non dà. Di zoo, per mano a papà che mi ci porterà se sarò buono... Di cinema, di metropolitana. Di giocattoli rotti nel mio cuore. Odor di casa d'una vecchia zia. Vaccini, municipio, infermeria. Odore dell'antica scuola mia, prima prigione gonfia d'allegria. E banchi e banchi e banchi e ancora banchi e cresco e non ho più un banco per me, nomade al guinzaglio della vita. Figlio d'un liceo che è casa mia. Odore d'una sera di settembre. In motorino passo e sono là, accovacciati tutti nel tramonto ad aspettare l'apertura già della galera magica matrigna dove odore di donne, delle canne regna nel mare amaro d'ansietà. Odor di fiori dritti nell'asfalto, come faranno solo Dio lo sa. Odor d'erba bagnata sulla strada, nell'aroma che c'è ma non so dire. Odore di calore di rugiada nell'odore di odore di città: e questo è tutto per chi estate non ha. Odor di false gite all'Idroscalo, surrogato di cielo di festa di vita già appassita e mai capita. Odore di lasagne, di Romagna gioiosa d'un'età sinuosa. Di treni deprimenti osceni lenti. Odore di gabbiotti di campagna. Di biciclette a scorrere indolenti tra le case traboccanti rose. Nudo odore di desolazione, tanfo stordente di sonno in stazione. D'insegne gialle polverose e stinte. Odor di viaggiatori e traversine. D'assurdi libri dietro le vetrine. Giornali usati sulle bancarelle. Odore di frittelle così buone appena cotte, non me le fai più. Odore di squallore nella notte. Odor di botte, di stalle e di morte. D'assassino che passa vicino e non lo sai e non lo saprai mai. Odor di guai. Odore di rosolio. Oppure d'odio, o ancora di stupore, d'andar d'onde allo sbando quando cado profondo dentro un quadro o nella radio che parla dal mondo, da un frammento. Rotondo odore di fotografie che sorridono e mi si ferma il cuore. Perle nel bicchiere da spezzare. Doppiofondo di sconvolta mente. D'una volta che non c'è mai stata. Sulla scia di dove piscia un cane. Odor di santo caos, di scatti e tuoni a riscoccare schegge d'emozioni. Odore di negozi scandalosi. Viali piovosi e cinema spettrali e cattedrali di gioia da scalare e camminare fino a stare male. Freccia nel traffico. Odor di motorini, di miscela. Di pericolo nel posto sbagliato. Di pomeriggi in casa del mio amico e fuori sul balcone, te lo dico, aleggia il mio destino da campione. Odore di partite di pallone. Di musica che culla il ricordo del mio gol più stupendo. Odor di vento. Un fantasma avvolto nel canto nel tormento d'un volto che rammendo d'un filo rosa di trasalimento. Odore di dolori, più di cento ma che resta da fare a questo punto? Odor di solitudine e follia di un'incudine nella mente mia e braci ancora di pensieri atroci e voci che rimbalzano veloci. Natali abortiti tutti uguali. Ratti in doppiopetto travestiti. Odore di sospetto per me stesso: passo allo specchio e mi sorprendo vecchio, vuoto di giorni forse mai vissuti. Di ritorni serrati nella morsa di rimorsi inutili e spietati. Profumo di poesia, se non dispiace. Di questa voce mia che non ha pace ma va bene così, torrida e truce. Odor di luce. D'infinito e baci che si danno i ragazzi come mici e sembrano sorreggere palazzi tirati su per la scenografia di un amore che nasce per morire e che nessuno riuscirà a salvare. Dimenticato odore di mattina. Odor di luna, bella e stralunata. Della marea d'amore diluviato. Odore di sfortuna, che vuoi fare? Odore del passato langue ancora disciolto nell'odore di paura. Lasciato un giorno a vagolare chiuso in una sera adesso come allora memorabile sì, ma quale scusa posso trovare per la mia rovina?

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