STOP!


Per carità fermatevi. Ho buttato giù due righe, è valangato giù un referendum e non accenna a frenare. Consultazione non prevista e peraltro indicativa, in trascurabile misura, di una certa saturazione, a strabordante maggioranza, per alcune coscienze canterine usurate, oltre che della solita propensione all'intolleranza da parte di chi se la tira da pluralista, tollerante, aperto al confronto, Rino Gaetano dove sei. Ma non ho messo il compagno Guccini versus l'ambiguo Bowie e non ho espresso giudizi assoluti sul Francesco. Ho scritto che è deprimente la spocchia (sia pur mascherata da basso profilo) con cui si ostenta indifferenza, da musicista, verso un altro musicista così ingombrante. Ma è uscita una invocazione al de gustibus, che c'entrava come i famosi cavoli a merenda, e non poteva mancare la patetica chiamata a raccolta dei carbonari della rivoluzione proletaria. Amen, così funziona quello skateboard che è la rete: dirottando deragliando. Dopodiché, se a qualche nostalgico del Minculpop non sta bene la mia insofferenza per i cantanti barbudos, è un problema suo. Problema mio, invece, è dar conto di una critica che qualcuno mi ha mosso, certo con malizia ma non senza fondamento, rinfacciandomi un antico giudizio: definii, infatti, David Bowie “Emaciato Zarathustra dal talento più sopravvalutato che reale”. Mi riferivo specificamente alla sua giovanile infatuazione per Hitler, che non ho mai potuto accettare pur essendo stata in seguito superata e rinnegata. Io in quel giudizio fui avventato. Ma continuo a considerare (anche) questa star sovrastimata oltre il suo talento, comunque grandissimo. Non mi pare il caso di suddividere la sua carriera in periodi, come Picasso. Mi sembra esagerato voler trovare a tutti i costi nei suoi dischi significati che lui, probabilmente, neanche si sognava. Non capisco il suo paragonarlo a Mozart e a Shakespeare. Mi pare doveroso, invece, considerare che il suo Canone, così dispersivo, contraddittorio, a volte frainteso, ha saputo sviluppare una proposta artistica totale, in grado di impegnare chi ne fruisce, di pretendere adeguata maturità. A me è successo. Dovessi cavarmela con una battuta, direi che Bowie è stato un grande artista, sopravvalutato suo malgrado, che è morto da grande.
E adesso, in nome dell'amore, fermatevi.

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