DE MODERATIONE, DE CONSOLATIONE

Sento lo storico Cardini ripetere il facilone mantra dei pacifisti, proprio lui che pacifista non è, che proviene dalla nouvelle vague fascista degli anni Sessanta-Settanta e ha una visione medievale del cattolicesimo che non gli impedisce, tutt'altro, di venire palesemente sedotto dalle intransigenze antidemocratiche dell'Islam radicale: “Questo non è Islam”. Poi discetta di islamisti al posto di islamici e così via. Sì, d'accordo, questo è un ragionare da professore seduto in poltrona nel suo studio riscaldato, del tutto avulso dalla realtà, la quale realtà racconta altre storie: per esempio, che la componente “moderata” non condanna mai apertamente quella radicale, non l'ha mai fatto formalmente, pubblicamente, in nessuna occasione, e ci sono esponenti moderati che senza mezzi termini augurano morte e distruzione agli infedeli, sintonizzandosi sulla componente oltranzista. È successo in tutti i maggiori massacri e fatti cruenti degli ultimi cinquant'anni almeno, è successo con la fatwa a Rushdie, è successo mi pare nel 2007 con la decana della facoltà di Ricerche Islamiche dell'Universit di al Azhar, Soad Saleh, che chiese la pena di morte per il giovane Mohammed Hegazy, convertito al cristianesimo (è successo più volte al nostrano Magdi Allam, uno che pure non è facile trovar simpatico), è successo pochi giorni fa con un leader “moderato” del Qatar che ha commentato: “Lasciate che il cuore delle madri francesi bruci”. Ma prendiamo pure per buona la stella dell'Islam moderato, magari senza scadere nel banale per cui “non tutti sono stragisti”: una ovvietà perfino odiosa, che non merita l'ombra di un commento. Sta di fatto che, su un miliardo e mezzo di fedeli, gli scalmanati si contano nell'ordine di decine, forse centinaia di milioni in modo trasversale dal Maghreb alla Mezzaluna all'Africa subsahariana al Pakistan e in penetrazione in tutto l'Occidente; e crescono per numero e intensità aggressiva: pochi già non sono, ma poi di che minoranza si può parlare, di quanta, se questa striscia riesce ad imporsi su una maggioranza sempre più silenziosa, intimidita e perfino partecipe? Giovanni Sartori nel recente “La Corsa Verso il Nulla” parla, appropriatamente, di “islamici dormienti” e peraltro rileva che la moderazione dei relativi stati è illusoria e comunque precaria, oscillante fra dittature di contenimento e risorgenze fondamentaliste, mentre la stessa Turchia sembra sempre più risucchiata nell'alveo delle repubbliche islamiche. 
Nella piena sottovalutazione, al limite della complicità, da parte dell'amministrazione Obama, il cui atteggiamento nei confronti dell'espansione terroristica di matrice islamica meriterebbe interi trattati, che non è il caso di riassumere qui; tornando, invece, alle nostre piccole cose, spiegherò perché i sostenitori dell'Islam moderato non mi convincono mai a cominciare dai vari politicanti in sembianze di imam e presidenti delle comunità in Italia: perché citano invariabilmente il solito versetto coranico, “Chi uccide un uomo uccide l'umanità intera...”, ma si dimenticano altrettanto regolarmente di completarlo, ovvero di compitarlo come andrebbe fatto: “[chi uccide un uomo] che non abbia ucciso a sua volta e non abbia sparso la corruzione sulla terra [uccide l'umanità intera]”. E, siccome quest'ultima formula della corruzione sparsa sulla terra è il passepartout per ogni genere di fatwa per qualsivoglia comportamento, dal cambiare religione – quindi per chiunque si ponga o sia fuori dall'Islam, cioè noialtri – al togliere il velo al parificare la sposa ad ascoltare la musica all'uscir di casa al respirare, a completo arbitrio del padre-marito-sacerdote-padrone, siamo da capo a dodici. Sento ostinati inviti al dialogo, “perché io (sic!) non posso pensare che questo sia Islam, non posso pensare che non si possa ragionare”. Sì, ma qui non è questione di dialogare, perché questi, a differenza dei terroristi politici o indipendentisti, non aspirano ad alcun riconoscimento, non vogliono contatti, vogliono solo sterminare. Ora, se “la guerra non risolve niente” e la pace non è neppure proponibile, cosa  si fa? Se gli estremisti sono impermeabili ai moderati mentre non vale il contrario (e sempre di più), cosa si fa? Se davvero ci fosse una maggioranza moderata in grado di contare, si arginerebbe questa furia autodilaniante a qualsiasi latitudine, decine di migliaia di vittime musulmane per mano musulmana nel solo 2015 non ancora finito. Anche questi sono colpa dell'Occidente? Di fronte a simili questioni, i cari rappresentanti islamici in Italia scantonano, citano versetti mozzati.
Personalmente, anche se sono stato carinamente avvisato di “odiare gli islamici e di fare la figura dello psicolabile”, mai io mi sottrarrò pregiudizialmente a un rapporto umano verso chicchessia. Ma mi preme anche non rinunciare alle mie libertà, tra le quali la possibilità di incontrare l'altro; io devo potere essere accogliente, aperto, fiducioso. Come posso esserlo, se debbo guardarmi da chi vuole farmi a pezzi? Non per questo emargino o pretendo l'esclusione, ma è evidente che certe furbizie non possono lasciare tranquillo almeno chi ha l'abitudine di sudare un po' sui libri; per gli altri, ci sono sempre le scorciatoie, le consolazioni di Obama, Gino, Sabina, Fiorella e tanti altri. Fin che bastano.

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