VAUDEVILLE


Il volto di un gabbiano. Dico il volto
Qualcosa, una brezza che entra piano
Nell'ebbrezza di odii tutti uguali
Voli rasoterra da maiali
Di gente senz'ali, con il piombo
Nelle ali. Il piombo del tempo
Senza tempo, un attimo di gioia
Quasi evasa da albe di risaia
Fingere ogni rosa nelle torve
Disperanze che all'altro vada peggio
Ma che c'è di peggio che morire
Come me tu dentro il videogioco
Della vita che più non t'ascolta
Del rosario di “c'era una volta...”
Che riempie ogni vuoto di vuoto
E di attesa e di vile impazienza
Sulla inerme bambola di pezza
Amarezza inerte che accarezza
Quel tuo vaudeville che chiami orgoglio
E così ogni sera altre due stelle
Togli dal tuo cielo di petrolio
Mentre cerchi il volto di un gabbiano
Dico il volto. Un barbaglio lontano
La sua scia che scivola sull'aria
Di corrente correre in corrente
Gli occhi sopra il mare senza cuore
Senza pace eppure essere felice
Nella vanità di scomparire

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