OGNI FAVOLA E' UN GIOCO


La favola sempre bella degli onesti che vogliono ripulire il mondo dalle kaste coi loro intrighi s'infrange sulla realtà. Edoardo Bennato, cantante retorico bisognoso di rilancio, va da un “caro amico” in fama di giornalista grillino, uno di quelli che sanno poco di tutto ma molto di come ci si arrampica, e qui se la cantano e se la suonano. Poche ore dopo, il Bennato presenta in conferenza stampa il suo nuovo, non memorabile disco e i giornalisti veri trovano in cartella la preventiva recensione, ma meglio agiografia, a firma del caro amico ospitante. Non chiamatela marketta perché è peggio, spira il fiato pesante della politica, l'Edoardo che a 70 anni ancora la mena con il ruolo da outsider, da grande incompreso figlio del sud penalizzato, è passato dal dubitare al consacrarsi al credo grillesco e le gratificazioni sono arrivate come per magia. Quanto alla controparte, dovrebbe pensarci l'Ordine, ma un Ordine politicizzato che si sveglia chiurgicamente per pochi reietti e per il resto dorme il sonno dei giusti, come vuoi che si occupi di un generico-utilità? Zero in condotta Bennato, ma soprattutto grillo col Grillo, entrambi parlanti, anzi cantanti. In una canzoncina nuova lui confessa l'opportunismo dei vent'anni, quando si assoggettò al Pci per non perdere l'ultimo treno in carriera. Si vede che è una vocazione, perché a 70 primavere il sedicente rinnegato fa esattamente la stessa cosa; nel frattempo è passato il successo, la crisi, la riconversione, figlie di internet e del digitale che ha cambiato tutto. È passato pure È passato pure l'ottimismo socialista alla "Ok Italia" che assicurava l'appalto canzonettaro ai mondiali di calcio, non parliamo del Pci e adesso c'è Renzi e bisogna ironizzare sulla Leopolda, cosa che a quelli delle scie chimiche non dispiace. Bennato non voleva saperne di autoprodursi, di fare come altri, lui dall'alto della critica capitalistica all'occidente pretendeva la multinazionale e la multinazionale, com'è come non è, è arrivata e ha portato un bastimento carico di promozioni, di agiografie del generico-utilità di turno che a sua volta ne ricava lustro. Sì, questa fame di pulizia ma soprattutto di fama, questo professarsi onesti in un mondo di ladri, questo scagliarsi contro le kaste ben dentro le kaste, per dire i giri che contano, che impongono, è molto italiano, ma, ultimamente, molto, molto grillino. Sapendo che le Carte deontologiche sono, restano quelle che Catullo chiamerebbe “cacata carta”. 

Commenti

  1. " Io non sono come Bennato o altri come lui che parcheggiano la grossa cilindrata a un chilometro dal locale alla moda e si fanno raccogliere con l'autostop per andare a fare la serata e prendere tredici milioni . Io non sono un compagno, ma questi lo sono meno di me". Un collega

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    1. Si, Renatone, oltre trent'anni fa, ed era uno dei motivi per cui mi piaceva, proprio per essere fuori, e ferocemente osteggiato, dal conformismo ideologico allora imperante. Poi anche lui ha le sue incoerenze macroscopiche, che però- proprio per essere clamorose, da coatto che ha fatto i soldi- trovo più ingenue e innocenti.
      Francesco

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    2. Spudorate fin che vuoi: ingenue e innocenti, mica tanto

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  2. bennato un paio d'anni fa non aveva fatto una canzone "contro" grillo e la sua setta ?

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    1. Eh, ma lui è un altro di quelli coerenti dentro

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  3. Inutile che i grillini mi scrivano rabbiosi per difendere l'opportunista Bennato che fino a ieri disprezzavano come nemico del "movimento" e altre scemenze, e del quale oggi avrebbero scoperto "l'ironia". Perfettamente inutile, perché il grillino-tipo, fanatico, stupido, io non lo considero degno, e quindi non lo pubblico. Stessa cosa per i fanatici di questo e di quell'altro: qui non passano. Così ho deciso, l'udienza è tolta.

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  4. Quello che dice su Bennato è interessante. Io trovo buono il suo ultimo lavoro. Effettivamente è moralmente squallido il suo opportunismo mascherato da ribellione. Ma un cantante deve vendere, no? E scrivere belle canzoni.

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    1. Chissà se poi a votarsi al santone di turno si vende davvero. E si scrivono buone canzoni.

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