FLAVIA NON AVER PAURA



Bella, bellissima, sorprendente la finale femminile di tennis tutta italiana in America, brutta, bruttissima, inevitabile la colata lavica di retorica che immediatamente la ricopre: tutto un superomismo, anzi superdonnismo, il trionfo della volontà, Davide contro Golia, la resurrezione della racchetta, da qualche parte ho sentito perfino sproloquiare di “donna mediterranea”, come fosse una specie protetta; e poi la bagarre intorno ai genitori, i quali ovviamente non possono negare che “Abbiamo pianto e ci siamo abbracciati”, secondo il celebre format di Albano & Romina, la mamma che dichiara urbi et orbi, il padre che pontifica alle genti, la cerchia dei parenti come in una commedia di De Filippo e poi, a cerchi dilatati, quella degli amici, del quartiere, della città, dell'Italia, del mondo. Neanche un filo di ironia, tutta una letizia drammatica, patetica e si spiega perché l'Italietta che si sa provinciale non rinuncia a darsi importanza le rare volte che può, sempre con quel retrogusto un po' meschino contro le grandi potenze finalmente sconfitte. No, non c'è leggerezza, non c'è genuinità, sempre la solita orgia di superlativi e rivendicazioni con sotto la fatidica canzone di De Gregori, quella sul bambino che tira il calcio di rigore, che nove volte su dieci c'entra come i cavoli a merenda: si vede che non abbiamo di meglio. Flavia non aver paura, lacreme e famigghia, oggi abbiamo vinto tutti. Ma la cosa più indigesta è quel messaggio neanche tanto subliminale, l'Italia che ha svoltato, che riparte davvero, manca solo che i tigì si spertichino, avete visto il nostro Renzi che porta pure fortuna? Ma forse non ce n'è bisogno, coperto o meno, il messaggio arriva chiarissimo. Maledetti, perché riuscite a rendere servile e quindi insopportabile anche una innocente, fantastica serata di sport?

Commenti

  1. involontariamente,una sera ,parlando con amici , mi è uscito di bocca che non c'è più concorrenza , si parla solo di renzi.
    non c'è più berlusconi contro prodi.
    oddio,non che l'italia ci perda. però se ci fate caso c'è solo lui.il pupo toscano, altri nomi, mediaticamente ,non ne girano nello squallido panorama politico italiano.
    alla faccia del regime berlusconiano

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  2. Se uno è felice perché due bravissime tenniste fanno un'impresa, ma si rovina la gioia perché mediaticamente e politicamente c'è chi ci marcia. Se uno segue da una vita un cantante, ma poi si rompe le palle perché ha un pubblico di deficienti. Se uno legge Montalbano ma poi non sopporta la beatificazione in vita dello scrittore. Se uno vive così, è una vita sincera e non ipocrita. Ma è una vita di merda. Parlo di me, natuturalmente

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