OGNI MALEDETTO GIORNO


Me lo chiedo spesso: perché le foto di animali maltrattati o abbandonati mi coinvolgono, mi muovono a pietà e su quelle di esseri umani, molti bambini tra loro, deportati (sul serio, non come i nostri sedicenti ineffabili professori), uccisi a ondate, in mare o nel cassone piombato di un camion, glisso, lascio perdere? Forse la risposta è che c'è un limite all'orrore, le torture sugli animali per quanto inaccettabili le spiego, le colloco nella propensione allo stupido male degli uomini, i massacri vanno oltre e non riesco a capacitarmene. Usare quelle foto, quelle riprese no, è fuori discussione, non apparteniamo alla razza degli sciacalli; è sufficiente sapere, per stare male, per guardare un tramonto e trovarlo privo di senso, come il resto della nostra esistenza. C'è un abisso di disperazione nell'abisso della sofferenza causata dall'abisso dell'umanità, che non riesco a raccontare, travolge un po' anche me, uccide un po' anche me. A maggior ragione se vedo che continua, che nessuno davvero fa niente per spezzarlo. Sì, i pannicelli caldi dell'accoglienza, che a un certo punto diventa ineludibile: ma non si può, io almeno non posso cavarmela cavandoci fuori una speculazione politica, frigida, distante, sto con chi dice questo e non quest'altro perché sono di quelli e non di quegli altri. È difficile, e diventa presto sciacallesco sprecare parole per commentare l'incommentabile; io so soltanto, io vedo soltanto che questa Europa che ci impone la misura delle vongole e dei calzini, non muove un dito per impedire questo eterno genocidio, che poi non sappia o non voglia farlo cambia poco. E questo è anzitutto un problema europeo. Io so solo, io vedo solo che se non si spazzano via, manu militari, i trafficanti di anime e carne, quelli che pestano a morte un ragazzino in fuga o rinchiudono in un cassone buio a morire centinaia di esseri umani, tra i quali troppi bambini, allora tutto è inutile e le grandi deportazioni del Novecento davvero non ci hanno insegnato niente. Qui c'è qualcosa che è peggio di una emergenza, è diventata abitudine emergenziale, è degenerata in fatalismo. Io so solo che o si prendono questi trafficanti orrendi e li si annientano, tutti, perché se c'è una guerra da combattere è questa, o non ha senso né contare né soccorrere ondate viventi, morenti che si faranno sempre più alte. E non venitemi a scrivere cavilli, distinguo, non recitatemi la lezioncina, non fatemi la storia coi se e coi ma (non risponderò a nessuno, ma mi riservo il diritto di eliminare immediatamente i commenti pelosi, interessati, ideologici, idioti, indecenti): questo è un Olocausto e un Olocausto non lo combatti a chiacchiere o fingendo di non vederlo o diffondendo spocchia non richiesta. A questo punto chi ci sta ci sta e chi non ci sta è automaticamente complice di questo orrore, con quel che ne consegue. Viene il momento che tocca usare il rasoio di Occam per combattere l'ipocrisia, e in questo genocidio il momento è in ritardo di almeno 20 anni. Un'altra cosa e una sola io so: che non ne posso più di scoprire, ogni maledetto giorno, che uno, due, cento bambini sono morti di percosse, di violenza, affogati, soffocati. Non riesco ad accettarlo, non riesco a spiegarlo, non riesco a capire come chi potrebbe, dovrebbe agire resta fermo, si trincera nell'indifferenza, fa i suoi incontri, i suoi summit, le sue promesse che lasciano l'Olocausto lì dov'è, ogni giorno più feroce, più incredibile. Mentre noi ci nascondiamo nella pornografia etica, morale, sessuale figlia della noia di un basso impero che affonda. Ma come è possibile???

Commenti

  1. I dilettanti allo sbaraglio caricano un tot di non desiderati emigranti - non credo sia nel loro interesse che i poveracci muoiano, visto che poi vengono arrestati (tanto si sa quello che gli faranno, vitto alloggio aggratis magari meglio di come vivevano in Bulgaria ) ma il camion ? Lo hanno rubato a uno che ha fatto finta di farselo rubare ?
    Per gli animali, pur avendo 2 cani ho anche 4 gatti, tutti raccolti per strada mezzi morti, poi non e' che mi hanno pisciato sul cibo perche' non gli piaceva - invece i nostro "rifugiati" che scappano dalla fame, sembrano sembre bene in carne ed in forma - mai visti anziani fra di loro - tutti con telefonino e quando vengono in un centro di accoglienza magari ti buttano il cibo per strada, in quanto lo schifano - quanti poveri pensionati al minimo lo avrebbero gradito. Io vivo a Roma e quanti vecchietti vedo alla chiusura del mercato a frugare per cercare di recuperare una patata, un broccolo, un frutto. Sono deboli, non ce la fanno a fare una dimostrazione in mezzo alla via e non se li filerebbe nessuno.

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  2. Olocausto è esattamente la definizione che ha dato Pannella nei giorni scorsi

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