UN FONDO D'INDICIBILE


"Ti scrivo dopo aver letto il tuo pezzo su Amici miei
Ed è proprio come scrivi: "constatazioni insopportabili al suono di quel tema maledetto che più lo ascolti e più stai male. Perché ce l'hai dentro, s'è proprio avviluppato all'anima" e una volta che s'è avviluppato non te ne liberi più, diventa la stoffa della tua stessa anima. Qualcosa di pre-verbale, forse per questo passiamo l'intera esistenza a cercare di dare un nome a quella cosa lì? Ma c'è sempre un resto, un fondo d'indicibile, eppure non muto. Ecco, quel tema 'maledetto' è per me il resto, qualcosa che non so dire se oltrepassi o preceda la nostalgia. 
Ti ringrazio, perchè leggerti per me non è mai consolatorio, ma rende la mia solitudine meno alienante e più degna, ci tenevo a dirtelo".
Carmine, da Milano 

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