L'ECO DELLA LUNA

Stefano Caruano, "Angeli Lunatici"

La razionalità umana è sopravvalutata, per dire quasi inesistente. Se cercate conferma, vi attende dove la sua latitanza affiora rigogliosa, per esempio in rete, vedi alla voce “capitan Samantha”, finalmente un cartone spaziale italiano, e in base a che? I divoratori di albi a fumetti scomodano avventurosi retroscena scientifici ma le ragioni sono languidamente sentimentali quando non erotiche, di pura immedesimazione o aspirazione, alla “va' dove ti porta il cuore”. Una volta c'era “Orizzonti della scienza e della tecnica” che già alla sigla tramortiva Fantozzi “come una martellata in nuca”, adesso c'è il faidate internettiano dove ognuno pesca la sua convinzione, fa niente se non portano una prova che sia una, se ti accusano di abbeverarti all'immmediato di Wikipedia e non paghi producono fantasmagorie da Wikipedia, uno si firmava “per aspera ad astra” come negli annunci erotico-sentimentali anni Settanta. Non gliela toccare AstroSamantha, che rappresenta l'Italia come la vorrebbero, loro sono scienziati domenicali e se vai sul sito ufficiale della missione e gli squaderni la fuffa pubblicitaria delle “molte missioni, molti esperimenti”, lasciati nel vago come consiglia l'improbabile ricerca sull'osteoporosi o l'ipertensione a 400 km di altezza, glissano, non la vogliono vedere. Così come non vogliono cogliere le connessioni evidenti tra una missione che promuove stampanti 3D e caffè in capsula, come nei fumetti di Paperino, e le ragioni di Expo di cui Samantha è testimonial galattica. Certo, è così da sempre, sarà così per sempre, la razionalità è “ampiamente esagerata”, preferibile il fanatismo divistico, consumistico, l'oscillazione mitologico-complottarda, l'attrazione degli elementi immaginari da collegare nel disegno incoerente, l'esoterismo spicciolo da cacciatori di simboli, significati misterici in pretesto di scienza, tutta roba risaputa ma non consolante ritrovarsela luminescente sulla luce piatta dello schermo. Dall'insidioso “io so ma non ho le prove” pasoliniano al suo ribaltamento, “io ho le prove ma non lo so”, però sono certo. Ci sono di quegli ossessivi che ti inondano di messaggi, dieci, venti, cinquanta come se non ci fosse un domani, anzi come se il tuo domani fosse lì apposta per assorbire le loro manie e non si accorgono, ma anche sì, di gratificarti d'imbecille, bugiardo, pazzo e da ultimo impotente, destabilizzato dalla donna-aliena che come tale temi e detesti. Se al trecentesimo commento vaneggiante gli rispondi “Datti una calmata” ti scrivono in privato, offesi, delusi, ti tolgono l'amicizia, al che tu rifiati. Ecco perché gli piace tanto Samantha, loro che amano le donne. Perché è andata a sfiorare il loro sogno da lunatici ed è tornata indietro sul suo bastimento carico di suggestioni. Quello che si è capito, comunque, è che ha avuto ragione AstroSamantha nel proporsi non da scienziata, che avrebbe stancato tutti, ma da cartone spaziale alimentando fantasie più o meno infantili; l'intendenza, napoleonicamente, seguirà. Fortuna Umberto Eco, al quale danno tutti ragione perché imbecilli sono sempre gli altri.

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